lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Padoan utilizza i dati Istat per rispondere all’Ue
Pubblicato il 08-01-2016


padoanL’Istat inaugura il nuovo anno continuando a rendere noti i dati positivi sullo stato di salute del Paese, dopo aver registrato ieri un aumento dell’occupazione, oggi l’Istituto di statistica ha diffuso anche i dati positivi relativi il potere di acquisto delle famiglie. Nel terzo trimestre 2015, tenuto conto dell’andamento dei prezzi, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,3% su base tendenziale. Lo rende noto l’Istat, precisando che il reddito disponibile in valori correnti è cresciuto dell’1,3% su trimestre e dell’1,5% sul corrispondente periodo 2014.
La notizia di un’economia in miglioramento è stata subito ripresa dall’Esecutivo di Renzi, il ministro dell’Economia in particolare, Pier Carlo Padoan, ha utilizzato i dati forniti dall’Istat per rispondere con una frecciatina al presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem.
“Aumentano i redditi, scende la disoccupazione: le riforme strutturali funzionano. Italia usa bene la #flessibiltà”. Queste le esatte parole twittate dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.
Ieri infatti Dijsselbloem ha criticato la richiesta di maggior flessibilità dell’Italia per far fronte a temi molto delicati: dalle riforme strutturali, ai maggiori investimenti, alla crisi dei migranti. Una bacchettata sulle dita all’Italia a margine della cerimonia di avvio della Presidenza dell’Olanda del Consiglio europeo da parte del Presidente dell’Eurogruppo che ha richiamato il nostro Paese a “non esagerare” sulla flessibilità. “La flessibilità è un margine, si può usare una volta sola. Non si può esagerare. L’Italia ha chiesto varie flessibilità: per le riforme strutturali, per gli investimenti, per i migranti. Dipende dalla Commissione Ue. L’unica cosa che posso dire è: non spingiamo”.

Dijsselbloem ha criticato l’istanza italiana di utilizzare un margine dello 0,2% del Pil (3,3 miliardi) di deficit ulteriore, per fronteggiare le spese per l’immigrazione e in aggiunta alle clausole già richieste per riforme e investimenti. Nonostante il suo scetticismo sia stato interpretato come un’avversione verso l’Italia dai media e da alcuni politici nostrani, non è la prima volta che il presidente mette i puntini sulle i sulla questione della flessibilità europea in generale: “Sono fortemente d’accordo con questo tipo di flessibilità proposto dalla Commissione Ue, ma deve essere usata bene”. Così dichiarava lo scorso dicembre il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem davanti all’Europarlamento sulle aperture di Bruxelles sulle spese per investimenti, riforme, migranti e ora sicurezza. “La flessibilità deve essere applicata in modo serio e non deve danneggiare la credibilità del Patto di stabilità”, ha avvertito. Per il momento l’attuale posizione fiscale neutra Ue resta “un approccio ragionevole”.

Liberato Ricciardi

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