domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Pensioni. Da quest’anno gli uomini perdono lo 0,1%
Pubblicato il 11-01-2016


Uomini perdono 1%
PENSIONI, DAL 2016 TAGLIO COEFFICIENTI
Da quest’anno gli uomini vanno in pensione 4 mesi più tardi rispetto al 2015, ma avranno un taglio sulla pensione contributiva di circa l’1% a causa della riduzione dei coefficienti di trasformazione in rendita del montante contributivo che è scattato nel 2016. Il calcolo – che è stato elaborato da fonti più che attendibili – mette in evidenza come per le donne si abbia un aumento della parte di pensione determinata con il metodo contributivo del 4% in considerazione dell’età più elevata alla quale usciranno.

Nel 2013, quando sono scattati i coefficienti in vigore fino a tutto il 2015, le donne andavano in pensione a 62 anni e tre mesi mentre dall’inizio del nuovo anno sono necessari 65 anni e 7 mesi. Quindi le dipendenti del settore privato avranno un assegno più alto dal 2016 ma andando in pensione 3 anni e quattro mesi più tardi rispetto al 2013 e 22 mesi dopo in confronto al 2015. ”C’è un effetto positivo sull’importo – hanno spiegato le fonti interpellate – per le donne del settore privato che escono per vecchiaia: la quota contributiva della pensione si rivaluta del 4,09% rispetto al 2015 in considerazione dei 22 mesi in più cui sono costrette ad uscire. Per gli uomini che vanno in pensione di vecchiaia i quattro mesi in più di età mitigano la riduzione dei coefficienti prefigurata per il 2016 , ma in confronto alla vecchiaia a 66 anni e 3 mesi con i precedenti coefficienti 2013, perdono comunque lo 0,99%”. Per chi va in quiescenza anticipata la variazione negativa per i trattamenti erogati in anticipo in confronto al requisito anagrafico richiesto per la vecchiaia è di 1,70% (uguale per uomini e donne all’età di 62 anni). Se si considera il coefficiente riferito ai 65 anni, tra il 1996 e il 2010 il coefficiente e di conseguenza la quota contributiva dell’assegno è diminuito dell’8,41% mentre un calo ulteriore si ha con la revisione dei coefficienti nel 2013 (-3,29%) e nel 2016 (-2,01%).
Da 2016 scatta gradino donne,22 mesi lavoro in più – Stangata in arrivo nel 2016 sull’età di accesso alla pensione e sull’importo dell’assegno calcolato con il metodo contributivo: la legge di stabilità non è intervenuta per modificare la riforma previdenziale del 2011 e quest’anno quindi è scattato sia il gradino previsto dalla legge Fornero per la pensione di vecchiaia delle donne, sia l’aumento di 4 mesi per tutti legato alla speranza di vita, sia la revisione dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo. In pratica per le donne dipendenti del settore privato l’età di uscita per vecchiaia è passata dai 63 anni e 9 mesi del 2015 a 65 anni e 7 mesi (compreso l’innalzamento di 4 mesi dell’aspettativa di vita) mentre le autonome possono andare a riposo solo dopo aver compito 66 anni e un mese. La classe di età più penalizzata è quella delle donne nate nel 1953 dato che si ritroveranno a rincorrere la pensione fino al 2020 (nel 2018, quando compiranno 65 anni e 7 mesi sarà scattato un nuovo scalino mentre nel 2019 ci sarà nuovo incremento della speranza di vita). Per le lavoratrici nate nel 1952 invece è ipotizzata un’eccezione che consente a fronte di 20 anni di contributi l’uscita a 64 anni più l’aspettativa di vita. L’innalzamento dell’aspettativa di vita definito a partire dall’inizio del 2016 è di quattro mesi e quindi dal corrente anno gli uomini vanno in pensione di vecchiaia a 66 anni e sette mesi (66 anni e 3 mesi fino a fine 2015) mentre per la pensione anticipata sono attualmente richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi (compreso l’ampliamento di 4 mesi della speranza di vita rispetto al 2015). Per le donne è possibile andare in quiescenza prima dell’età di vecchiaia soltanto in presenza di 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva. Il prossimo adeguamento sulla speranza di vita verrà deciso per il 2019. Nel 2018 le donne avranno inoltre un nuovo scalino per l’età di vecchiaia e andranno in pensione alla stessa età degli uomini, ovvero a 66 anni e sette mesi. Le dipendenti pubbliche (già allineate all’età degli uomini sin dal 1° gennaio 2012) nel 2016 vanno in pensione di vecchiaia alla stessa età degli uomini (66 anni e sette mesi).

Lavoro
AUTONOMI NOVITÀ IN ARRIVO
Il Ddl sul lavoro autonomo apre a partite Iva e giovani professionisti la possibilità di sottoscrivere una polizza assicurativa che li tuteli contro il ritardo nei pagamenti delle fatture, e di portare in detrazione i premi pagati. Oggi il lavoratore autonomo si limita ad aspettare il corrispettivo e, al più, si rivolge ai servizi di recupero crediti degli ordini professionali. Con la polizza e l’incentivo fiscale sui premi versati, l’obiettivo del governo è offrire una protezione in più, soprattutto per chi è alle prime armi.
Sale fino a 10mila euro l’integrale deducibilità dei soldi investiti in formazione (corsi, master e convegni, ad eccezione delle spese di viaggio). Lo sconto fiscale, quindi, si amplia visto che oggi è limitato al 50% di quanto speso. Il Ddl sul lavoro autonomo introduce poi un altro incentivo per le spese (fino a 5mila euro) sostenute dal lavoratore per servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, sostegno all’autoimprenditorialità o riqualificazione professionale, erogati da organismi accreditati.
Novità in arrivo per professionisti e partite Iva sono segnalate anche sul fronte maternità. Se arriva un figlio si avrà la possibilità di ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare (non scatta pertanto l’astensione obbligatoria dal lavoro); e alla nascita del bambino si ha diritto, pure, a un congedo parentale di sei mesi (entro i primi tre anni di vita del fanciullo). L’indennità di maternità viene erogata dall’Inps a seguito di apposita domanda in carta libera corredata da un certificato medico rilasciato dalla Asl.
Nuove regole sono previste pure in caso di malattia. Se la patologia è piuttosto grave e supera i 30 giorni, il lavoratore autonomo può sospendere il versamento dei contributi per tutta la durata del periodo, fino a un massimo di due anni. La restituzione del debito previdenziale maturato arriverà in modo più graduale: potrà avvenire per rate nell’arco di un periodo pari a tre volte quello di sospensione dell’attività professionale (perché appunto, malato).
Il Ddl inoltre interviene anche sull’accesso ai bandi delle pubbliche amministrazioni. Qui si impone alle Pa di non limitare la partecipazione ai progetti agli autonomi, per esempio, richiedendo obbligatoriamente l’iscrizione alle Camere di Commercio o di associarsi in società. E così, nel caso in cui un comune lanci un bando per rifare il proprio sito internet, potranno partecipare alla procedura selettiva sia gruppi di professionisti, sia, avendone le competenze, il singolo lavoratore autonomo.
Le nuove disposizioni in arrivo per i lavoratori autonomi disciplinano pure il delicato tema delle invenzioni del lavoratore. Salvo il caso in cui l’attività inventiva sia prevista come oggetto del contratto di lavoro e a tale scopo retribuita, in caso di apporti originali o di vere e proprie invenzioni fatte in esecuzione o in adempimento del contratto, si stabilisce che i relativi diritti di utilizzo economico spettano al professionista, e non al committente, che al più ne può trarre un vantaggio.

Inail
NUOVO BANDO ISI PER LE IMPRESE CHE INVESTONO IN SICUREZZA
Col Bando Isi 2015 l’Inail rinnova ancora una volta il proprio impegno per il welfare del Paese, mettendo a disposizione delle imprese 276.269.986 euro di contributi a fondo perduto per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La somma rappresenta la sesta tranche di un ammontare complessivo di oltre 1,2 miliardi di euro stanziato dall’Istituto a partire dal 2010. Novità rilevante del bando Isi 2015 è rappresentata dall’introduzione di uno specifico asse di finanziamento dedicato ai progetti di bonifica da materiali contenenti amianto. Le aziende interessate potranno inserire le proprie domande dal 1° marzo al 5 maggio 2016 sul portale dell’Inail.
Lo stanziamento è ripartito in budget regionali. Gli incentivi Isi – ripartiti su singoli avvisi regionali pubblicati sul portale dell’Inail – vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Il contributo viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto ed è cumulabile con benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito (quali, per esempio, quelli gestiti dal Fondo di garanzia delle Pmi e da Ismea). I soggetti destinatari dei contributi sono tutte le imprese, anche individuali, ubicate sul territorio nazionale iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura.
Copertura dei costi fino al 65%, il contributo massimo è di 130mila euro. Nel dettaglio, i 276.269.986 euro di finanziamenti del bando a sportello possono riguardare progetti di investimento volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale e – come già evidenziato – progetti di bonifica da materiali contenenti amianto. Il bando Isi 2015 mette a disposizione delle imprese un contributo in conto capitale pari al 65% dei costi sostenuti per la realizzazione dell’intervento ed è compreso tra un minimo di 5.000 euro e un massimo di 130.000 euro (il limite minimo di contributo non si applica alle imprese fino a 50 lavoratori che presentino progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale).
Trasparenza nelle procedure: gli elenchi di tutte le domande disponibili online. La procedura per l’assegnazione degli incentivi Inail ricalca quella adottata nelle edizioni precedenti. Dal 1° marzo al 5 maggio 2016, nella sezione “Servizi on line” del portale dell’Inail, le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro di inserire la domanda di contributo con le modalità indicate negli Avvisi regionali. A partire dal 12 maggio 2016 le aziende la cui domanda abbia raggiunto, o superato, la soglia minima di ammissibilità potranno accedere al sito per ottenere il proprio codice identificativo da utilizzare al momento di inoltrare la domanda online nelle date e negli orari di apertura dello sportello informatico (tali informazioni saranno comunicate sul sito dell’Inail a partire dal 19 maggio 2016). Gli elenchi in ordine cronologico di tutte le domande inoltrate saranno pubblicati sul portale Inail, con l’indicazione di quelle collocate in posizione utile per accedere al contributo.

Carlo Pareto

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