martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pensioni. Niente aumenti sugli assegni Inps
Pubblicato il 06-01-2016


Pensioni 2016: blocco rivalutazione Istat assegni sopra i 2000 euro e indicizzazione automatica per quelli inferiori a 4 volte la pensione minima.
Come sempre a gennaio, gli importi pensione pagati dai diversi enti previdenziali come ad esempio l’Inps, ex Inpdap, Inail, Inercassa subiscono la rivalutazione Istat, ossia, la cd. perequazione automatica dell’importo rispetto all’inflazione, il costo della vita. Per effetto della Legge di Stabilità 2015 i trattamenti pensionistici per il triennio 2014, 2015 e 2016 sono soggetti alla perequazione automatica in misura percentuale, ovvero, a seconda dell’importo dell’assegno mensile, perequazione confermata e prorogata anche nel biennio 2017 e 2018 con la nuova Legge di Stabilità 2016.
Ma l’inflazione praticamente a zero ha però fermato gli aumenti delle pensioni, tranne che per una categoria: i trattamenti tre volte superiori al minimo bloccati dalla Consulta. L’effetto del costo della vita azzerato e della crescita dei prezzi sotto zero ha portato un effetto collaterale ai trattamenti dopo il ritiro dal lavoro: l’ultima volta che l’indice dei prezzi al consumo ha avuto una variazione con il segno meno, è stata nel 1959: questa singolare situazione è stata destinata a ripetersi quest’anno: «non – come viene sottolineato dalla stampa – per l’indice principale con cui viene rilevata l’inflazione (Nic) ma per quello più antico relativo alle famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi (Foi). Parametro che al di là della statistiche è fondamentale nella vita concreta perché serve tra l’altro a rivalutare pensioni e canoni d’affitto». Il Decreto 19 novembre 2015 del Mef pubblicato in G.U., fissa difatti a zero la percentuale provvisoria di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni. Si tratta, come è noto, di un valore non definitivo. Anche se il tasso provvisorio di perequazione per il 2016, ricavato dall’indice Foi relativo ai primi mesi del 2015, è negativo fino a settembre. E anche avendo ipotizzando una crescita nell’ultima parte dell’anno appena trascorso il calcolo totale avrebbe dovuto arrivare secondo le previsioni a un -0,1%, mentre il Nic si sarebbe dovuto attestare a 0,1. Quindi le pensioni avrebbero addirittura dovuto subire una decurtazione percentuale di pari valore, sebbene questo è vietato dalla legge che nel 1992 definiva il meccanismo di perequazione e parlava di incrementi e non di decrementi. Pertanto si è pervenuti a una rivalutazione zero: così la maggior parte dei trattamenti previdenziali è restata ferma al valore nominale dell’anno scorso. Nonostante che la rata di gennaio è risultata di qualche euro più bassa di quella di dicembre. Questo perché insieme alla rivalutazione provvisoria (di fatto nulla) per il 2016 è stata applicata anche quella definitiva per il 2015, a svantaggio dei pensionati: a inizio 2015 infatti era stato riconosciuto un adeguamento al costo della vita pari allo 0,3 per cento, totale per gli assegni più bassi e parziale in base a percentuali decrescenti per gli altri. L’andamento effettivo dei prezzi è tuttavia risultato ancora più tiepido del previsto e il tasso definitivo è stato fissato nello 0,2 per cento. Il decimale in più verrà recuperato con i cedolini di gennaio e febbraio. Per cui una pensione pari nel 2014 a 1.000 euro lordi al mese, per esempio, dovrà restituirne 13. Una parziale eccezione al congelamento delle pensioni riguarderà invece quei trattamenti superiori alle tre volte il minimo (circa 1.500 euro lordi al mese) che in base alla sentenza della Corte Costituzionale della scorsa primavera hanno ricevuto anche sull’assegno 2016 – secondo le modalità stabilite dal governo una parte della rivalutazione relativa agli anni 2012 e 2013 che era stata a suo tempo sterilizzata con il decreto salva-Italia del premier Mario Monti. Per questi pensionati, dopo lo scatto di agosto, l’assegno è stato ancora rialzato di una manciata di euro a parziale recupero di quanto perso in precedenza; ma poi su questa base non sarà applicata la rivalutazione, mentre i conteggi fatti dall’Inps nel giugno scorso ipotizzavano per il 2016 una perequazione pari allo 0,4 percento.
Un problema in qualche modo simile era stato già affrontato dal governo nel corso del 2015, quando è emerso che sarebbe risultato negativo il tasso di rivalutazione del montante delle pensioni contributive, legato non all’indice dei prezzi al consumo ma al Pil nominale pesantemente condizionato dalla crisi economica. Ma alla fine la decisione fu di escludere, per legge, variazioni negative. Di conseguenza, pure se la variazione dei prezzi utilizzata come riferimento per la rivalutazione degli importi previdenziali sarà negativa, gli assegni non potranno diminuire. È questa una delle novità introdotte nella legge di Stabilità 2016 durante il passaggio alla Camera. La disposizione, che non ha scadenza, previene un’eventualità che si potrebbe verificare a gennaio 2017, in occasione del conguaglio della rivalutazione sulla base della variazione dell’indice dei prezzi del 2016, che molto probabilmente sarà negativo. È valida comunque solo quest’anno la decisione di non effettuare il conguaglio tra la rivalutazione provvisoria riguardante il 2015 applicata finora (era dello 0,3%) e quella definitiva (pari allo 0,2%). Ciò avrebbe comportato un prelievo, sull’assegno di gennaio 2016, pari allo 0,1% di quanto incassato complessivamente quest’anno. Tuttavia il conguaglio è solo rimandato di un anno.
Inps
PAGAMENTO PENSIONI RATA GENNAIO 2016

A partire da giugno 2015 il giorno di pagamento delle pensioni è stato unificato, così come stabilito dalla legge 17 luglio 2015, n. 109. Tutte le pensioni vengono quindi pagate il 1° giorno bancabile del mese. Peraltro, solo per gennaio 2016 la norma ha previsto che, anziché il 1° giorno, le pensioni vadano in pagamento il 2° giorno bancabile del mese.
Per le Poste, per le quali anche il sabato è considerato bancabile, il 2° giorno bancabile è fissato al 4 gennaio 2016.
Per le banche, invece, il 2° giorno bancabile è stabilito per il 5 gennaio 2016, come risulta dal calendario 2016.

Carlo Pareto

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