domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Petrolio. Verso il taglio della produzione
Pubblicato il 28-01-2016


Rubli-petrolio-CaloUn negoziato russo-saudita sulla riduzione della produzione di petrolio si fa più concreto. Il ministro dell’energia russo Alexander Novak ha confermato che Mosca è pronta a partecipare a una riunione che l’Opec, cartello di cui non fa parte, sta cercando di organizzare con i produttori esterni, a febbraio. “Una possibile riduzione del 5% della produzione di petrolio per ogni Paese potrebbe essere al centro delle consultazioni, ha aggiunto Novak, anche se “ci sono molte questioni aperte, dai controlli sui tagli produttivi, alla base di calcolo”.

L’Arabia Saudita vuole evitare di perdere quote di mercato a favore della Russia e contrastare la costosa produzione statunitense di scisto. A favore di un taglio della produzione per far salire i prezzi finora fra i membri dell’Opec si sono detti favorevoli Venezuela, Algeria ed Ecuador. Anche la Russia non vuole perderci, dopo il 2015 record con una produzione di 10,7 milioni di barili al giorno, e quest’anno potrebbe aumentarla per proteggere l’economia finita in recessione anche a causa dei prezzi troppo bassi del petrolio. Le dichiarazioni del ministro russo non sono però state confermate dall’Opec, almeno per ora.  Per Mosca si tratta comunque di una vera e propria svolta, che non ha mai voluto entrare a far parte del cartello dei produttori di petrolio.

 Leonardo Maugeri, un esperti mondiali di energia, immagina che il prezzo del petrolio è destinato a scendere ancora. “Oggi siamo in presenza di un’anomalia perché con il prezzo basso l’economia non si riprende – afferma -. Il petrolio a prezzi così bassi costringe i fondi sovrani dei Paesi produttori a vendere di tutto per incamerare risorse e compensare i minori introiti petroliferi. Devono vendere sui mercati per compensare i minori introiti del petrolio e questo contribuisce a deprimere i mercati. È una tempesta perfetta abbastanza preoccupante”.

Redazione Avanti!

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