martedì, 24 maggio 2016
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Opinioni e commenti
 

Polonia. Firmata la legge “bavaglio” per i media
Pubblicato il 07-01-2016


beataUn grande passo indietro per Varsavia per quanto riguarda la libertà di espressione, un’operazione che, secondo il presidente del parlamento europeo Martin Schulz, ha le “caratteristiche di un colpo di stato”. Il Governo polacco controlla tutte le trasmissioni radiotelevisive: tutti e quattro i canali di Tvp e le duecento stazioni di Polskie radio. Dopo le notizie di queste ultime settimane, oggi il presidente conservatore della Polonia, Andrzej Duda, ha firmato la legge sul controllo dei mezzi d’informazione. La controversa norma prevede che i vertici dei mezzi d’informazione pubblici siano nominati direttamente dal ministero del tesoro, che avrà il potere di nominare senza concorsi i nuovi responsabili. A causa di questa legge sei giorni fa si sono già dimessi i capi dei canali della tvp. La legge, già approvata dal Parlamento di Varsavia a fine 2015, conferisce al governo il controllo di tutte le stazioni radiotelevisive pubbliche con l’esecutivo che avrà l’autorità di nominare i vertici delle emittenti e di limitare il numero dei consiglieri di sorveglianza, azzerando il management precedente.

sciopero-legge-bavaglioUn vero e proprio “bavaglio”, contro il quale si è schierata non solo l’opinione pubblica polacca, ma anche Bruxelles. Tre giorni dopo l’approvazione, infatti la Commissione europea ha annunciato che avvierà un procedimento per valutare se il governo di Varsavia ha violato “lo stato di diritto” e non ha rispettato il principio dell’indipendenza dei poteri, approvando una legge molto controversa di riforma dei mezzi d’informazione. Mentre due giorni fa, il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks aveva lanciato un appello a Duda affinché non firmasse questa norma. “È preoccupante la maniera in cui questa legge pone il servizio pubblico sotto il diretto controllo del governo dandogli il potere di nominare e rimuovere i membri del consiglio d’amministrazione e di quello di sorveglianza della televisione e radio pubblica” ha affermato Muiznieks. Il commissario ha anche sottolineato che la legislazione è stata approvata in modo “precipitoso” e senza un dibattito pubblico “necessario quando sono considerati cambiamenti di tale importanza per la libertà dei media”.

La Commissione europea ha proposto di mettere la Polonia “sotto sorveglianza”, e di decidere già il 13 gennaio nel prossimo consiglio della Commissione. Bruxelles dovrebbe chiedere emendamenti alla legge e se Varsavia ignorerà le richieste della Commissione rischierà l’avvio di una procedura di infrazione per violazione dei valori fondamentali europei.

Liberato Ricciardi

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