martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Caso Quarto. Finisce l’era dei “puristi Pentastellati”
Pubblicato il 07-01-2016


Ballottaggi: Capuozzo (M5s) nuovo sindaco di QuartoOre difficili per “l’ex comico” Grillo ed “i puristi” Di Maio e Fico dopo il caso del Comune di Quarto, città nell’interland napoletano” che colpisce il Movimento 5 stelle.
Infatti si fa sempre più intricato li caso del Comune di Quarto (Napoli), e della sua amministrazione guidata dal sindaco del Movimento 5 Stelle Rosa Capuozzo. Ci sarebbe una storia di ricatti e di camorra tutta interna al Movimento 5 Stelle dietro l’elezione del sindaco Rosa Capuozzo, finita già a novembre su tutti i giornali perché al centro di uno scontro politico nell’unica amministrazione grillina in Campania.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, sotto il coordinamento del pm Henry John Woodcock, il consigliere Giovanni De Robbio, il più votato all’ultima tornata amministrativa nei pentastellati, minacciava il sindaco del suo stesso partito utilizzando un aereofotogrammetria di un abuso edilizio fatto dalla stessa amministratrice grillina. De Robbio, inoltre, faceva pressioni alla Capuozzo per l’affido della manutenzione e gestione del campo sportivo di Quarto ad Alfonso Cesarano, un “grande elettore” del consigliere.
Cesarano, gestore di fatto di un’impresa di pompe funebri, sarebbe esponente di una famiglia legata al clan Polverino di Marano. De Robbio avrebbe promesso a Cesarano anche la nomina di un assessore con delega al Cimitero e all’Urbanistica in grado di favorirlo nei suoi affari. E’ tutto scritto nelle 11 pagine del decreto di perquisizione eseguito dai carabinieri di Pozzuoli e di Quarto nei confronti di De Robbio e di altre due persone, indagate in un’inchiesta sul voto di scambio politico mafioso che lambisce il clan dominante in un Comune sciolto pochi anni fa per camorra.

Dura la reazione del Partito Democratico che tramite Sandra Zampa, vice presidente del Partito Democratico pone l’accento di Di Maio e Fico: “Il quadro che le indagini della magistratura sulle amministrative del comune campano di Quarto ci consegnano è grave e inquietante. Ancora più grave è il silenzio dei vertici del Movimento 5 stelle che proprio in quel territorio vanta la presenza e l’attività di due suoi esponenti di primissimo piano, Di Maio e Fico”.
Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd interviene sulla vicenda: “Ma come mai il movimento Cinque Stelle non manifesta davanti alla prefettura di Napoli per chiedere lo scioglimento del comune di Quarto, da loro amministrato? Ma come mai? Strano, io sono certo, che se questo fosse successo in un comune amministrato dal Pd o da altri, i vari Di Maio, Di Battista o Fico, si starebbero stracciando le vesti di fronte alla prefettura, oppure ci impartirebbero lezioni di morale dai banchi parlamentari”.
Debora Serracchiani, vicesegretario Pd: “Di Maio e Fico a Quarto hanno fatto campagna elettorale a tappeto, dando lezioni di onestà. Credo sia quindi legittimo chiedere chiarimenti e spiegazioni”. Anche Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera chiede “ai vertici del movimento grillino di chiarire la natura di quei rapporti con personaggi collusi con la malavita capogruppo del Pd alla Camera”. E Andrea Romano, deputato Pd, parla di “modalità opache di reclutamentonto dei candidati a 5 Stelle”.
Arturo Scotto capogruppo alla Camera di Sinistra Italiana chiama in causa l’invio di una commissione d’accesso al Comune: “A Quarto da anni la sinistra si batte a viso aperto contro la camorra. Vedere in questi mesi le ambiguità del movimento Cinque stelle è davvero insopportabile. Serve subito una commissione d’accesso in comune”.

Francesco Brancaccio

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