domenica, 25 settembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Quarto. Capuozzo se ne va: “Ha vinto la camorra”
Pubblicato il 21-01-2016


Rosa Capuozzo

Rosa Capuozzo

Rosa Capuozzo, sindaco di Quarto, paesone del napoletano inquinato dalla camorra, ha alzato bandiera bianca e si è arresa ai ‘manettari’ del suo ex partito, il Movimento 5 stelle, e a quelli del Pd che hanno improvvidamente scelto di cacalcare anch’essi la tigre giustizialista facendo a gara con i forcaioli di Grillo & Casaleggio. “Mi dimetto dalla carica di sindaco”, ha annunciato in conferenza stampa. Durissima l’accusa che Capuozzo rivolge a chi in questi giorni l’ha costretta alle dimissioni da una poltrona già commissariata proprio per l’inquinamento camorristico: “Questa è una sconfitta politica ma anche una vittoria della camorra. Non è una resa ma un gesto di responsabilità per Quarto”. “Vado via perchè mancano i numeri necessari per governare, siamo una forza politica che non si muove con le larghe intese”. “Non mi ricandido e non penso neanche ad una lista civica”. “Cosa non rifarei? Non mi ricandiderei”. “Mi sono sentita abbandonata da M5s ma si sono sentiti abbandonati tutti i cittadini di Quarto”. “Non è semplice quello che stiamo affrontando in questo territorio, con il movimento accanto – ha concluso amaramente – sarebbe stato più facile”.

Intanto gli atti dell’audizione in Coimmissione antimafia sono stati trasmessi ai pm di Napoli per eventuali approfondimenti dalla presidente della commissione, Rosy Bindi. Dalla ricostruzione complessiva dei fatti fornita dal sindaco e alla luce della documentazione giudiziaria acquisita dalla Commissione è emersa la necessità di segnalare alla Procura alcuni aspetti da approfondire, sui quali anche la Commissione si riserva di svolgere ulteriori analisi. Il sospetto è che Capuozzo, su cui gravava un tentativo di ricatto, non si sia rivolta subito alla magistratura, ma ne abbia informato – secondo quanto sostiene – soltanto i colleghi di partito che però smentiscono. A carico di Rosa Capuozzo, a oggi, non esiste nessuna accusa penalmente rilevante, ma tutt’al più il sospetto di un comportamento improntato all’ingenuità. Chiarissimi invece i rischi di una strumentalizzazione politica che si è subito sviluppata da parte del Pd che ha colto l’occasione per ritorcere sul M5s le accuse di inquinamento malavitoso a seguito dei tanti casi di esponenti sospettati o accusati di comportamenti illeciti. Un fatto assolutamente minore che però è subito divenuto un caso nazionale nel clima preelettorale in cui ormai vive immerso il Paese. Il M5s non poteva certamente perdere la gara di ‘purezza’ con il Pd e così dopo la scomunica ufficiale di Grillo è arrivata anche l’espulsione decretata in maniera oscura dal mitico ‘web’.

A farne le spese sono certamente i cittadini di Quarto che nella migliore delle ipotesi hanno davanti a loro nuove elezioni e una grande confusione. Nessuno dimentica infatti che la lista del Pd, su cui sembra puntasse la malavita locale, venne esclusa dalla corsa per il Comune facilitando la vittoria dei grillini.

Armando Marchio

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