sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Rohani a Parigi. Giallo su nuove sanzioni
Pubblicato il 28-01-2016


Si è aperta con un giallo diplomatico la visita di Rohani a Parigi per una nuova richiesta di sanzioni – senza conferme ufficiali – che sarebbe stata avanzata in sede europea come risposta ai test di missili balistici di ottobre. Ad accogliere Rohani c’era oggi anche la protesta del movimento Femen. Le attiviste hanno simulato un’impiccagione con tanto di bandiera iraniana per “farlo sentire a casa”. Un modo di protestare contro le condanne a morte e le violazioni dei diritti umani in Iran.


Femen Parigi contro RohaniSi è aperta con un giallo diplomatico la seconda tappa della visita del presidente iraniano Hassan Rohani in Europa dopo la fine delle sanzioni per l’accordo sul programma nucleare di Teheran. Il giallo riguarda poprio una nuova richiesta di sanzioni che sarebbe stata avanzata in sede europea come risposta ai test di missili balistici effettuati il 10 ottobre scorso.

In quell’occasione quattro Paesi – Usa, Francia, Germania e Gran Bretagna – avevano chiesto all’Onu un’inchiesta, ma il governo iraniano aveva obiettato che si trattava di missili balistici a scopo difensivo e non concepiti per essere usati come vettori di armi nucleari e che dunque non ricadevano nell’ambito delle risoluzioni del palazzo di Vetro.

La notizia della nuova richiesta di sanzioni è stata diffusa dall’agenzia di stampa americana Associated Press (Ap), ma non ha trovato conferme. La fonte dell’Ap è costituita da due anonimi funzionari governativi e la richiesta sarebbe stata formulata la scorsa settimana durante il Consiglio dei Ministri degli Esteri dei Ventotto. Un anonimo diplomatico francese ha citato il ministro degli esteri Laurent Fabius, secondo il quale a Bruxelles si starebbe effettivamente esaminando l’imposizione di nuove sanzioni, ma senza svelare quale dei 28 abbia preso l’iniziativa. Comunque nessuna conferma ufficiale è arrivata da Parigi e Bruxelles mentre una terza fonte diplomatica europea ed un alto funzionario francese hanno addirittura smentito che la richiesta sia mai stata avanzata. Insomma potrebbe trattarsi di una manovra per tentare di mettere in imbarazzo il governo francese e il suo ospite, che com’è noto ha importanti nemici politici dentro e fuori l’Iran. Di certo la maggior parte dei Governi europei riterrebbe l’iniziativa controproducente mentre si sta tentando di riallacciare legami politici ed economici con Teheran dopo la lunghissima stagione dell’isolamento del regime khomeinista per le implicazione nel terrorismo internazionale e successivamente per lo sviluppo del suo programma nucleare.

Come per la visita a Roma, anche nella tappa parigina il presidente iraniano che è accompagnato da sei ministri e da una corposa delegazione formata da ben 120 industriali, presenterà un nutrito programma di affari e la firma di contratti faraonici tra cui quello per l’acquisto di 114 airbus.

Rohani, che ha incontrato François Hollande all’Eliseo, è giunto a Parigi sulla scia delle polemiche seguite all’affaire delle statue velate in Campidoglio. Una vicenda di cui Rohani si è detto assai sorpreso. “Sono davvero stupefatto – ha detto già ieri- di quanto i giornalisti si siano interessati a questi dettagli. È una cosa assolutamente trascurabile. Non ne ero stato informato. So che il popolo italiano è molto ospitale e cortese e vuole che i suoi ospiti si sentano sempre a loro agio”. A Parigi, Rohani ha incontrato oltre il presidente, il premier Manuel Valls, i ministri degli Esteri e dell’Economia Laurent Fabius e Emmanuel Macron, nonché rappresentanti del mondo dell’economia e della Confindustria (Medef). All’Eliseo però niente pranzo né cena, ma solo un’austera riunione pomeridiana per evitare un bis di polemiche rispetto alla richiesta di Teheran – già avanzata per la visita di novembre poi cancellata in seguito agli attentati dell’Isis – di bandire il vino da tavola.

Ad accogliere Rohani a Parigi c’era però oggi anche la protesta del movimento Femen. Le attiviste che si battono in tutta Europa, ma soprattutto nei Paesi della ex cortina di ferro per la libertà di espressione – hanno simulato un’impiccagione con tanto di bandiera iraniana sotto un ponte nei pressi della Tour Eiffel. Obiettivo dichiarato “farlo sentire a casa”. Un modo di protestare contro le condanne a morte e le violazioni dei diritti umani in Iran.

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