giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Rohani: “L’Iran, il Paese più stabile della regione”
Pubblicato il 26-01-2016


Rohani Renzi“Se vogliamo combattere l’estremismo e la violenza nel mondo, se vogliamo lottare contro il terrorismo, una delle strade che abbiamo è lo sviluppo economico, è dare occupazione”. Per il presidente iraniano Hassan Rohani, la lotta al terrorismo è stato uno dei ‘piatti forti’ della seconda giornata di visita ufficiale a Roma con una serie di incontri che lo hanno portato in Vaticano, al Business Forum Italia-Iran, in Senato e a Montecitorio.

Rohani ha scelto l’Italia come prima tappa del suo viaggio in Europa – domani sarà a Parigi – nell’ambito della prima visita all’estero dopo l’“Implementation day”, che ha sancito il 16 gennaio l’entrata in vigore dell’accordo sul programma nucleare e la rimozione delle sanzioni economiche a esso legate.
Rohani Papa FrancescoL’appuntamento più significativo della giornata sul piano simbolico è stato certamente quello con papa Francesco. Il ruolo dell’Iran nel contrasto al terrorismo è stato oggetto dei colloqui durati 40 minuti tra il Papa e il suo ospite. La Santa Sede definisce “importante” il ruolo che l’Iran può in campo “insieme ad altri Paesi della Regione” per “soluzioni politiche” ai conflitti in Medio Oriente e per contrastare “la diffusione del terrorismo e il traffico di armi”. Rohani è il secondo presidente iraniano a entrare in Vaticano dopo la vista di Mohammad Khatami a Giovanni Paolo II nel 1999.

L’INCONTRO CON LE IMPRESE
Altro appuntamento di grande rilievo di Rohani che è accompagnato da sei ministri e da una delegazione di 120 imprenditori, quello al Business Forum Italia-Iran, organizzato in collaborazione con Ice e Confindustria. ‘La collaborazione sarà vincente’, ha detto il presidente dell’Iran rivolgendosi ai rapprsentanti delle aziende italiane. “Dopo anni di sanzioni in Iran ci sono capacità da concretizzare, oggi ci sono spazi vuoti”. “Siamo pronti a accogliere investitori stranieri nel Paese” e in questo quadro, sottolinea, “l’Italia ha una importanza particolare: Abbiamo una buona storia di collaborazione con voi, e gli Iraniani conoscono l’Italia e il vostro lavoro, si fidano degli italiani”. Rohani ha poi ricordato i negoziati sul nucleare affermando che “anche nell’economia dobbiamo intraprendere una collaborazione win-win, vincente per tutti: nella condizione regionale attuale, l’Iran è il Paese più sicuro e più stabile dell’intera regione”. “La soluzione della questione nucleare – gli ha fatto eco il ministro degli esteri Paolo Gentiloni – consente di rilanciare la nostra partnership politica, commerciale e degli investimenti”. Gentiloni ha incontrato alla Farnesina il suo omologo iraniano Mohammad Javad Zarif.

Il Corano ci insegna – aggiunto il presidente iraniano parlando agli imprenditori – “la chiesa, la sinagoga e la moschea una accanto all’altra”, anzi che “dobbiamo preservare prima la chiesa, poi la sinagoga, poi la moschea. Questa è la cultura della tolleranza che ci insegna il Corano”.
Una notizia infine è stata data poi dallo stesso presidente iraniano che ha anticipato l’annuncio della visita che il presidente del consiglio, Matteo Renzi, compirà in Iran ‘nei prossimi mesi’.

AUTOCENSURA IN CAMPIDOGLIO
Tra le curiosità della giornata di ieri, la censura – come riferisce il quotidiano della capitale il Messaggero – che il cerimoniale del Campidoglio ha imposto alle statue dei Musei Capitolini i cui nudi, a cominciare dai ‘bronzei attributi del cavallo’ di Marc’Aurelio, per seguire con le Veneri capitoline lungo il percorso per la sala dove si sarebbe tenuta poi la conferenza stampa. Un problema di confronto tra culture diverse che in passato è salito spesso agli onori della cronaca quando, per esempio, perfino degli esponenti ufficiali del governo italiano hanno indossato il hijab (il velo) per incontrare le autorità iraniane. Successe con Oriana Fallaci già nel 1979 con Khomeini, ma si ripetè nel 2013 a Teheran con Emma Bonino ministro degli esteri e anche con Debora Serracchiani da presidente del FvG solo pochi giorni fa…

11 gennaio 2016 - La presidente del Friuli Venezia Giulia a Teheran

11 gennaio 2016 – La presidente del Friuli Venezia Giulia a Teheran

Il problema è tornato perfino col vino a tavola, tanto che una cena ufficiale all’Eliseo – nella visita poi cancellata per la strage dell’Isis – che si sarebbe dovuta tenere con l’aranciata a tavola per non offendere Rohani, venne alla fine annullata da Hollande e trasformata in un colloquio. D’altra parte tutti gli ospiti di sesso femminile che si recano in San Pietro, indossano il velo e nessuno se ne stupisce più di tanto. Tra i precedenti illustri di autocensura, peraltro invece davvero difficile da giustificare, c’è quella di Berlusconi che, senza che glielo chiedesse nessuno, da Presidente del Consiglio nel 2008 fece coprire il capezzolo del Tiepolo che appariva nelle inquadrature televisive della sala stampa a Palazzo Chigi … Chissà quante satue avrebbe coperto se fosse stato lui a ricevere oggi Rohani.

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