venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Roma-Bruxelles capitolo secondo: troppi malintesi
Pubblicato il 18-01-2016


jean-claude-junckerDopo lo scontro frontale tra il presidente della commissione europea Juncker e il presidente del Consiglio Renzi, Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri italiano, è intervenuto con un appello per abbassare i toni tra Ue e Italia. Al suo arrivo al Consiglio Affari esteri, è intervenuto infatti facendo appello al buon senso. Ma resta comunque alta la preoccupazione. Secondo fonti europee infatti Jean-Claude Juncker era e resta amico di Matteo Renzi ed il miglior alleato dell’Italia. Ma il presidente della Commissione Ue venerdì scorso ha sostanzialmente perso le staffe a causa dei troppi malintesi nati nel corso del tempo perché “Bruxelles – ha detto Juncker – non ha un interlocutore per dialogare con Roma sui dossier più delicati”.

La risposta italiana non si è fatta attendere. “L’Italia – ha detto Gentiloni – ha un Governo nel pieno dei suoi poteri. Abbiamo un continuo dialogo con le istituzioni, abbiamo un ministro degli Esteri, degli Interni, dell’Economia”. “Francamente – ha aggiunto Gentiloni – credo che da Bruxelles siano arrivate delle polemiche che io considero inutili. Noi non partecipiamo a polemiche inutili. Teniamo, certo, alle nostre posizioni, ma lo facciamo come lo fa ciascun Paese discutendo sui diversi argomenti”.

ll disappunto è tanto più grande se si pensa che l’Italia è sempre stata un alleato eccellente della Ue. Lo stesso Juncker aveva salutato con favore l’ascesa al potere di Renzi. Ma ora Bruxelles si lamenta del fatto che mentre altri governi europei, come quello francese, tedesco o spagnolo mantengono contatti costanti con la Commissione, il governo italiano non ha cercato di risolvere le grandi questioni aperte con la discussione e la volontà di capirsi reciprocamente. Negli ambienti della Ue si dice è pericoloso prendersela con Juncker perché è famoso per essere vendicativo. Infatti nelle ultime settimane l’unico funzionario italiano presente nello staff di Juncker è stato allontanato dal suo incarico. Forse un caso. Ma lo scontro ha anche una valenza interna. Quella di togliere carburante alle forze antieuoperiste che si nutrono della polemica con Bruxelles.

Ginevra Matiz

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