domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Roma. Il Pd punta su Roberto Giachetti
Pubblicato il 15-01-2016


Roberto Giachetti con Matteo Renzi

Roberto Giachetti con Matteo Renzi

Roberto Giachetti, ex radicale, oggi deputato del Pd, renziano, entra in lizza per il Campidoglio. L’annuncio nel pomeriggio con un video. Cauti gli ex compagni radicali: un appoggio incondizionato – dice Riccardo Magi – non sarebbe per lui di alcun aiuto. Per Loreto Del Cimmuto, segretario del PSI, è “una candidatura interessante”, ma “dobbiamo capire qual è il perimetro politico della coalizione e il programma”. “Ci aspettiamo un confronto in tempi stretti con tutti i candidati alle primarie”


È ufficiale. Roberto Giachetti, ex radicale e oggi parlamentare del Pd in quota renziana, entra in lizza per il Campidoglio. “Mi piacerebbe – dice nel suo video annuncio – se la mia candidatura fosse anche uno strumento per far sì che tanti romani riprendano la voglia di partecipare, con la consapevolezza che il diretto impegno è fondamentale per cambiare le cose. Vi chiedo di darmi una mano, di organizzarci. Vedrete una mail a cui per il momento potrete inviare disponibilità a darmi una mano, ma anche consigli, idee per il futuro di Roma o sulle piccole cose da cambiare nel vostro quartiere”. Una candidatura travagliata che il Pd, con il segretario nazionale Matteo Renzi, ha deciso di lanciare solo due giorni fa. Il timore, dopo il disastro dell’ultimo Sindaco in una città che negli utlimi vent’anni ha visto solo peggiorare le sue condizioni, è quello di fare un flop terribile, di non arrivare neppure al ballottaggio. La sinistra, che fino a qualche anno fa nella Capitale contava parecchio, oggi è divisa in tre grandi filoni: uno sta nel Pd, un altro è uscito e candida l’ex piddino Stefano Fassina, un altro ancora si ritrova sulle posizioni di Sel e senza un fronte comune davvero c’è il rischio che al ballottaggio vada il candidato dei Cinque stelle, tuttora fortissimi nei sondaggi, per sfidare o quello della destra, l’efficace leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, o quell’Alfio Marchini, erede di una famiglia di costruttori una volta assai vicina al PCI, come capofila dei moderati della Capitale.

Dunque la strada non è certamente in discesa e Giachetti ne è perfettamente consapevole. “Ho deciso di partecipare alle primarie per il sindaco di Roma. Ci ho messo un po’ di tempo, lo confesso e non solo per un pizzico di paura che credo sia naturale, ma per una grande forma di rispetto per un impegno che so sarà immenso, gravoso”.

Cauti per ora gli ex compagni del Partito radicale. “Roberto Giachetti – dice Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani e già consigliere comunale a Roma – è un compagno. Proprio per questo un appoggio incondizionato non sarebbe per lui di alcun aiuto, possono darglielo solo coloro che sono disinteressati alla sorte di Roma. Noi invece abbiamo come priorità proprio il rilancio della Capitale, come abbiamo dimostrato in questi tre anni con la nostra attività politica in Campidoglio, che Giachetti conosce”. “Ha ragione Giachetti a dire che bisogna cambiare Roma, ma il primo punto da chiarire è: come si cambia e con chi. Una coalizione infatti si disegna intorno agli obiettivi comuni minimi, che diano ai cittadini una garanzia di cambiamento, dai servizi, ai trasporti, alle partecipate. Se, al contrario, si deciderà ancora una volta di partire dagli assembramenti partitici del momento, in rischio è il Vietnam per chiunque si candidi a governare la città. Crediamo che su questo Giachetti debba dettare condizioni chiare, guardando alla realtà di Roma e all’elevato numero di astenuti e indecisi, delusi dai partiti e da una politica retorica e non pragmatica. Glielo diremo – conclude Magi – anche quando lo incontreremo di nuovo nelle prossime ore”.

E in attesa di incontrarlo, anche i socialisti. “Riteniano – dice Loreto Del Cimmuto, segretario romano del PSI – che sia una candidatura interessante e potenzialmente vincente. Certo, dobbiamo capire qual è il perimetro politico della coalizione e ovviamente anche la definizione dei contenuti programmatici. Insomma ci aspettiamo un confronto in tempi stretti con il Pd e con tutti i candidati alle primarie”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento