domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ruini e le nostre ruine….
Pubblicato il 31-01-2016


Il cardinal Camillo Ruini è il vero capo della Chiesa conservatrice. Quella che guarda con diffidenza alle novità di Francesco. Quella che difende a spada tratta i suoi principi, e questo è comprensibile e anche giusto, ma che li vuole imporre come leggi dello Stato per tutti. E questo è inaccettabile. Secondo Ruini noi dobbiamo evitare di far leggi per le coppie omosessuali. Non si può accogliere cioè il concetto stesso di coppia. Dobbiamo semplicemente garantire diritti individuali che già ci sono. È la posizione più estrema, ma la più chiara, del mondo cattolico. Non basta neppure dunque estrapolare la norma sulla stepchild adoption, quella cioè sull’adozione del figlio naturale del partner. No. Non si vuole neppure una semplice legge sui diritti reciproci. Non si accetta insomma la reciprocità, il legame affettivo fondato sull’amore.

Se esiste, ed esiste nella realtà che Ruini finge di ignorare o esorcizza volutamente, non ha nessuna importanza. Non deve essere riconosciuto come tale dallo Stato, come non lo è dalla Chiesa. Che importa Strasburgo, che ci richiama in nome dei diritti dell’uomo a riconoscere quelli delle coppie gay, e che importa di tutti gli altri paesi, la maggior parte dei quali ha addirittura approvato la legge sul matrimonio omosessuale, con parificazione dei diritti anche per l’adozione. E che importa se la Germania della democristiana Merkel ha approvato le unioni civili oggi importati in salsa italiana con la stepchild adoption. Noi siamo l’Italia e siamo diversi.

Diversi come, diversi perché? L’unica diversità è che in Italia risiede il Vaticano, non giriamoci intorno, e le leggi degli altri paesi da noi non si possono adottare se non dopo grandi battaglie e vittorie referendarie. Non abbiamo una legge sul fine vita, unico caso, non abbiamo una legge sulla fecondazione, quella approvata è stata fatta a pezzi dalla Corte costituzionale, e adesso siamo gli ultimi, e più volte richiamati dalla corte di Strasburgo, sui diritti delle coppie omosessuali. Dobbiamo capire che questo, secondo Ruini, è un nostro vantaggio, é una prerogativa positiva. Siamo i soli a negare un diritto. È una nostra Ruina….

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Commenti all'articolo
  1. Ma come mai contrariamente al passato, sempre, questa volta la questura di Roma non ha dato i ‘numeri’ della piazza del Family Day? Forse perché il ministro dell’interno è Angelino Alfano e la scelta per il Questore era tra dire una bugia oppure dire la verità (al massimo c’erano trentamila persone)?
    Matteo

  2. Anche se poi l’articolo procede in tutt’altra direzione, estrapolo due concetti del Direttore che a mio parere colgono nel segno, posto che sottolineano un aspetto affatto secondario dei rapporti sociali, ossia “difende a spada tratta i suoi principi, e questo è comprensibile e anche giusto…”, insieme a ” è la posizione più estrema, ma la più chiara, del mondo cattolico”.

    Mi esprimo così perché ritengo che una
    collettività abbia in generale bisogno di chi espone con chiarezza le proprie opinioni e convinzioni, le quali funzionano da riferimento per chi le condivide, ma ne risulta facilitato anche chi non le approva e cerca anzi di opporvisi, perché quando l’oggetto del “contendere” è nitido, e preciso, può essere anche più semplice il decidere da che parte stare, e spiegarne le ragioni.

    Succedeva di fatto così anche ai tempi dei partiti identitari, ciascuno dei quali aveva principi e valori propri che lo distinguevano dagli altri, e che venivano sostenuti e propugnati davanti agli elettori, i quali decidevano poi quale scelta fare, semmai anche su base ideologica.

    D’altronde, se manca il confronto delle idee e dei punti di vista, e se del caso anche il loro contrapporsi, si può scivolare, anche inavvertitamente, verso l’assuefazione e il conformismo, e da qui verso una sorta di “pensiero unico”, il che non è certo l’ideale.

    Il livello politico chiamato a pronunciarsi su questa legge dispone oggi di un ampio ventaglio di posizioni e di “umori” in merito, e vedrà quali determinazioni assumere, ma resto personalmente dell’avviso che per questioni di particolare rilievo e complessità, com’è sicuramente anche questa vista la mobilitazione cui abbiamo assistito su entrambi i versanti, dovrebbe esservi la possibilità di ricorrere in via preventiva ad una consultazione popolare, e non mi sembra di essere il solo a pensarla così, stando almeno ad uno dei commenti all’articolo “A proposito di etica laica”.

    Paolo B. 01.02.2016

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