venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sandro D’Agostino
Un Psi a difesa della Costituzione
Pubblicato il 28-01-2016


Caro Direttore,

ho letto, con non poca sorpresa, la newsletter del Segretario Nencini in cui si annuncia l’intenzione del Partito di condurre una battaglia per emendare l’Italicum. Iniziativa condivisibile, certo, ma anche un po’ bizzarra. Il PSI ha contribuito all’approvazione di una legge elettorale che, di fatto. esclude dal prossimo Parlamento i partiti minori, tra cui lo stesso PSI. In verità, appare evidente come la Segreteria Nazionale abbia sostanzialmente accettato di sostenere, acriticamente, qualsiasi iniziativa dell’ex sindaco di Firenze e dei suoi sodali.

Da tempo ho smesso di coltivare l’illusione che Nencini e la Segreteria Nazionale possano iniziare a fare qualcosa di utile per costruire un partito socialista forte ed indipendente. Allo stesso modo, mi pare non vi sia, negli organi dirigenti, il convincimento che ci troviamo di fronte ad un progetto di riforma pericoloso per la democrazia italiana. Mi auguro, viceversa, che vi sia nella base, tra i compagni, un sussulto in tal senso. Mi auguro che proprio da noi socialisti si levi un grido di allarme a difesa della Costituzione e delle Istituzioni Repubblicane. Mi auguro che proprio dal PSI si affermi un netto rifiuto dell’idea del partito unico, dell’uomo solo al comando. Una sola camera, un solo partito, un solo leader. Davvero dobbiamo arrenderci all’idea che l’Italia scivoli verso un autoritarismo strisciante?

Questo tentativo (vero o presunto) del PSI di emendare l’Italicum giunge troppo tardivamente ed ha il sapore di un’iniziativa propagandistica in vista del Congresso Nazionale. Proprio il Congresso è un banco di prova fondamentale. L’approvazione delle riforme e dell’Italicum è stato un vulnus difficilmente sanabile. Rinnovare la fiducia all’attuale gruppo dirigente significherebbe rendersi complici di un triste ed inesorabile dissolvimento del PSI nel PD. Saremo chiamati a coniugare la battaglia per la sopravvivenza del PSI con quella, ben più ardua ed importante, che saremo chiamati a combattere, da cittadini, a difesa delle Istituzioni Repubblicane, della Costituzione e dei suoi valori.

Fraterni saluti,
Sandro D’Agostino

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Commenti all'articolo
  1. In verità tutti i partiti che oggi si lamentano del premio di lista hanno votato l’Italicum che prevede il premio di lista. Ma solo il Psi ha finora presentato una proposta di legge per trasformarlo in premio di coalizione. Bisogna riconoscere a Nencini di essere stato il solo a prendere l’iniziativa. Per quanto riguarda le altre valutazioni le rispetto, anche se perfino io, che non sono mai stato tenero col progetto di riforma elettorale e costituzionale, non me la sento di parteggiare per i conservatori alla Rodotà e alla Zagrebelsky.

  2. Caro Mauro, ringrazio te e la redazione dell’Avanti! per aver pubblicato la lettera, tuttavia ci tengo a sottolineare che non condividere le riforme renziane non fa di me un conservatore. Sono favorevole all’ammodernamento delle Istituzioni, ma non condivido la filosofia che ispira queste riforme, ossia un bipolarismo coatto nel quale si privano i cittadini finanche del diritto di scegliere i parlamentari. 100 capilista bloccati, designati dal segretario del partito che poi, verosimilmente, farà il premier, significa riconoscergli il diritto di designare i componenti di quell’unica Camera che dovrà votare la fiducia al Governo. Nel concreto, il leader potrà scegliersi i parlamentari che dovranno votargli poi la fiducia. Un gioco davvero pericoloso. Il tutto, poi, sarà aggravato dal premio alla lista che permetterà al partito di maggioranza relativa di avere un peso parlamentare non proporzionato al reale peso elettorale. Trovo anche ingiusto che il partito di maggioranza relativa possa utilizzare l’apporto dei partiti minori coalizzati per eleggere un maggior numero di parlamentari, scippandoli ai reali destinatari di quei voti. Ma su questo pare che persino Nencini concordi.

  3. Condivido l’articolo di Sandro. Siccome siamo in tanti Socialisti che vogliono un PSI autonomo e inserito in toto nel dibattito politico. Sono del parere di presentarci al congresso e batterci per NON annullare il partito in questa palude catto-fascio-comunista (tra un po’ i trattini saranno superflui).

    P.S.: E’ senz’altro più autorevole Zagrebelsky e Rodotà che la signorina Boschi.

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