domenica, 25 settembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Adalberto Andreani:
Creare una macroregione tirrenica
Pubblicato il 27-01-2016


Gentile Direttore,

Il progetto inerente l’accorpamento delle regioni almeno per quanto riguarda l’Italia centrale è fondato su presupposti erronei. Difatti l’Italia presenta squilibri non solo tra nord e sud, ma anche e soprattutto tra la fascia litoranea e quella interna.
Basta analizzare il territorio Abruzzese, e vediamo le differenze di sviluppo tra Pescara e l’interno.
Dunque vengono proposte nel centro Italia, sostanzialmente, due macroregioni quella Adriatica con Abruzzo, Marche e forse Molise. Dall’altro lato Tirrenico dovrebbero accorparsi Umbria, Toscana, e parte del Viterbese. Non si è ancora ben compreso, di converso, quale sarà l’estensione dell’area di Roma Capitale Con tale assetto, sono sempre le zone interne a rimetterci.
Difatti l’Umbria per esempio non ha il mare, e mentre la zona di Orvieto può avere una collocazione nell’Etruria per storia e collegamenti, la parte appenninica ( come Norcia ) ha facilità di collegamenti, dall’altra parte, con Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto ed il mare Adriatico.
La stessa provincia di Rieti, creata artificiosamente nel 1927 da Mussolini, accorpando zone marginali di Umbria, Abruzzo, Marche ecc. sta attraversando una grave crisi di identità all’uopo.
Dunque non è più ragionevole creare una macroregione tirrenica, una Adriatica, ed una macroregione centrale in una sorta di grande Umbria?
Un territtorio centrale appenninico che è ancora intatto, non toccato granché dalla speculazione edilizia perchè in gran parte appenninico, turistico-religioso che vada da Umbertide a Borgorose in provincia di Rieti ma anche più a Sud, con Assisi-Santa Maria degli Angeli capitale, una macroregione Francescana, Verde, religiosa, ancora intatta, diversa.

Distinti Saluti,

Adalberto Andreani

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Commenti all'articolo
  1. L’accorpamento delle regioni non risponde ad alcun criterio. Si pensa solo a ridurle per poter spendere di meno per il loro funzionamento. In verità, se andrà avanti il disegno di Renzi, le regioni faranno una fine non molto dissimile dalle province.

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