sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Francesco Brancaccio:
Falcone, il primo a combattere
la mafia negli Enti locali.
Pubblicato il 14-01-2016


Tommaso Buscetta è stato il pentito mafioso più famoso della storia spiegò con in modo certosino come funzionava l’organizzazione Mafia ed illustrò con precisione, al giudice Giovanni Falcone, come la mafia riusciva ad infiltrarsi negli Enti e fare business. Erano gli anni in cui a Palermo comandava l’amministrazione comunale il democristiano Vito Ciancimino e gli esattori Salemi Nino e Ignazio Salvo ed Ernesto Bardellino, fratello del fondatore del clan dei casalesi Antonio Bardellino, era Sindaco a San Cipriano d’Aversa.

Da quel momento Falcone iniziò a costruire una nuova strategia per la lotta alla Mafia, iniziandola ad inquadrare come una vera Holding del male affare. Ma solo grazie all’allora guardasigilli, il socialista Claudio Martelli, Falcone riuscì, quando era direttore generale degli Affari penali al ministero della Giustizia, a trasformare in Legge le sue nuove proposte per combattere Cosa Nostra. Così nacque nel 31 maggio 1991 decreto 164/1991 prima legge che combatteva Le infiltrazioni mafiose negli Enti locali. Fu una legge che solo l’Italia iniziò applicare, ed fu sicuramente uno strumento eccezionale per la lotta alle mafie, voluta e ideato da Giovanni Falcone dopo aver riscontrato gli innumerevoli vantaggi che la Mafia riusciva a trarre dal controllo di un ente locale, interessi legati al rilascio di concessioni ed autorizzazioni per i piani strutturali del territorio, fino alle stesure dei bandi di gara, che opportunamente “condizionati” permettono ai loro apparati imprenditoriali di penetrare nell’economia legale del luogo.

Da allora, in tutt’Italia sono state sciolte un totale di 258 amministrazioni comunali grazie all’attuale Dl 267 del 2000. Alcune anche più volte, come Quarto o Giugliano. Di questi, oltre il 90 per cento si trova al Sud. Oltre ai Comuni, sono stati sciolti un ente Provincia, 5 Asl e un municipio circoscrizionale (Ostia). In questi numeri, la Campania ha avuto 95 procedure di scioglimento e concludono le statistiche del ministero dell’Interno: «Dall’analisi per singolo anno, emerge che in Campania il maggior numero di scioglimenti si è avuto nel 2012, per un totale di 39 che rappresentano il 27,5 per cento dell’intero dato». Ed è la provincia di Napoli ad avere il valore assoluto più alto, con 50 scioglimenti di amministrazioni comunali, seguita da Caserta (33). Salerno (7), Avellino (4), Benevento (1).

Francesco Brancaccio

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