sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Il ponte sulla Stretto
una priorità per lo sviluppo
Pubblicato il 18-01-2016


A settembre 2015 Forza Italia e Ncd durante la discussione parlamentare relativa alla Salerno Reggio Calabria sostennero la riprogettazione dell’infrastruttura ferroviaria del ponte sullo Stretto di Messina. La Camera approvò la mozione Ncd di Angelino Alfano con 289 voti favorevoli e solo 98 voti contrari. Le mozioni dei gruppi parlamentari contrari al ponte vennero invece bocciate a stragrande maggioranza. Anche secondo Ap era maturo il tempo per tornare a parlare del ponte sullo stretto di Messina. Purtroppo a quell’epoca il Ministro Graziano Delrio dichiarò che il dossier del suo sottosegretario proponente Del Basso Decaro non era valutabile perché nel suo ministero sussistevano altri dossier più urgenti.

Però il ministro aggiunse: “Se una forza politica o il Parlamento ci invita a valutare se un domani potremo riaprirlo, noi non diciamo di no. Non abbiamo pregiudizi –concluse – la valutazione si fa sempre. “Lo stop al progetto risale al 2012, quando il governo Monti approvò un decreto legge che fissava ulteriore termine di due anni per fare verifica tecnica in sede CIPE del progetto definitivo. Purtroppo il 15 aprile 2013 intervenne un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi con il quale la società mista pubblico-privata ‘Stretto di Messina SPA’ venne posta in liquidazione. Ad oggi tale società pur essendo in liquidazione continua a costituire un costo in quanto, pur non avendo dipendenti, ad essa sono affidate in distacco 14 persone che provengono dall’ANAS e dall’Agenzia delle Dogane. Di questo ipotetico ponte di Messina se ne narrano primordi dall’anno 251 avanti Cristo. Fu in primis Plinio il Vecchio che raccontò della costruzione, voluta dal Console Lucio Cecilio Metello, del ponte per trasportare dalla Sicilia 140 elefanti catturati a Cartagine nella battaglia di Palermo.

Per il futuro urge un ravvedimento politico del Premier Matteo Renzi per rifare il progetto ponte di Messina. La stabilità del Governo Renzi dipende seriamente dalla capacità politica della sua maggioranza per integrare il suo programma fino al 2018 con la rivalutazione operativa del progetto stretto di Messina. Si sappia che l’interesse dell’Italia è tuttora racchiuso in un sano e stabile sviluppo del Sud perché solo così il nostro Paese potrà crescere e diventare un punto di riferimento del Mediterraneo. Peraltro l’infrastruttura del ponte qualificherebbe l’Italia a vantaggio di tutto il continente europeo e darebbe alle Ferrovie dello Stato il vettore indispensabile per portare l’Alta Velocità in Sicilia oltre che agevolare traffico merci e viaggiatori. Riferisco con piacere che a Messina il 14 novembre 2015 si tenne un convegno sul futuro dell’area dello stretto. Per dirla con le parole del mio compagno socialista Nicola Olanda, dopo la relazione di Ballistreri, Leoni e l’intervento di Pecheux sul tema “Ponte sullo stretto. Per non……..dimendicare” sembra anche a me appropriato invitare anche il nostro Segretario Riccardo Nencini ad esprimersi con una presa di posizione concreta nelle Sedi di Governo.

Manfredi Villani

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