domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Maria Grazia Vinciguerra:
Ma abbiamo fatto
una politica di integrazione?
Pubblicato il 29-01-2016


La proposta di sospendere la libera circolazione dei cittadini nei paese EU, prevista dal trattato di Shenghen per un massimo di due anni, costituisce un atto di profonda rilevanza nel contesto delle democrazie europee; è un segnale forte che avrà importanti conseguenze sia nel processo di coesione europea, sia nei contesti politici nazionali.
La chiusura delle frontiere, attualmente, è l’unica risposta che alcuni Paesi europei sanno dare di fronte all’ondata di attentati terroristici che hanno insanguinato città simbolo degli ideali di democrazia e care al cuore dell’Europa, seminando panico e terrore nella popolazione, al punto da far dire al Presidente francese: “Siamo in guerra”. È corretto dire che siamo in guerra contro il terrorismo? Tradizionalmente la guerra è una situazione di conflitto nella quale si conosce chi è l’avversario, si hanno degli obiettivi definiti, localizzabili e pertanto si può intervenire con tutti i mezzi bellici che la tecnologia mette a disposizione.
Il terrorismo è qualcosa di diverso, che si alimenta di diversi fattori:
– Il timore causato dall’indeterminatezza sul possibile succedere dell’evento delittuoso: ogni luogo è potenzialmente a rischi;
– L’ampio riscontro in termini di pubblicità mass-mediatica,
– La debolezza attuale dei Governi, che hanno ereditato i risultati di anni nei quali è mancata una politica dei flussi migratori.
Il sistema di intelligence è prezioso, ma la chiusura delle frontiere o, come propone la Francia, il ritiro della cittadinanza per chi è ritenuto “soggetto pericoloso”, o ancora una temporanea sospensione di alcune libertà democratiche, sono misure efficaci? Forse, nell’immediato, possono soddisfare una parte di cittadinanza pronta a delegare all’uomo forte di turno il compito di decidere della tranquillità altrui.
Era già successo nella Repubblica di Weimar: dopo diverse “leggi speciali” nel 1933 Hitler ha preso il potere. Ha governato gestendo le paure instillate di proposito nel popolo, ha imposto leggi speciali, che colpivano i “diversi”: gli zingari, gli omossessuali, gli ebrei…
Oggi il diverso è l’immigrato, magari quello che lavora, paga le tasse e vive qui da anni con la sua famiglia. Sì, alcuni attentatori e foreigner fighers sono immigrati di seconda generazione, allora viene da chiedersi: quale politica di integrazione abbiamo fatto? E oggi, come gestiamo flussi migratori? Lasciando che gli immigrati girino per le città, dormano in strada e mendichino ai semafori e davanti ai supermercati?
Se la certezza del diritto è uno dei cardini fondamentali della democrazia, perché non si tutela la dignità del migrante e la sicurezza dei propri cittadini, senza ricorrere a “leggi speciali”, destinate a soffocare i diritti sotto l’opinione arbitraria di pochi?
La debolezza dei Governi è connessa alla disaffezione dei cittadini nei confronti della politica e dei partiti, che finora sono l’unico tramite tra popolo e Governo. Ma questo è un altro lungo discorso.
Maria Grazia Vinciguerra

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Commenti all'articolo
  1. Carissima M.Grazia, non solo condivido le Tue considerazioni sul tema, ma, mi sembra anche assurdo che a molti lustri dal patto di Roma, non si riesca a far decollare la vera Europa Unita, con un solo Governo, almeno su alcuni temi come la politica estera. Se si considera -poi- che il Paese più ricco del mondo, lo è diventato per la manodopera proveniente da tutte le nazioni del mondo. Si potrà pur prevedere, che nei prossimi tempi si abbia una ripresina, con la quale si possa avere un miglioramento economico per tutti, aiutando i popoli sottosviluppati a darsi delle strutture ove vivere degnamente anche sul posto dove si nasce. Altrimenti i soloni della conservazione dovrebbero spiegare quale tipo di mondo vogliono per il domani. Ti saluto e Ti ringrazio per le informazioni che m ik hai dato. Luciano L.

  2. Una volta c’era la CECA, (Comunità europea di carbone e acciaio) Funzionava benissimo, perché era fondata su interessi economici reciproci ed è stata la base dell’EU.
    Oggi si vota per importare l’olio tunisino, si mettono al bando i caminetti perché inquinano, si è fatta la guerra (fortunatamente persa) al lardo di Colonnata…
    Era questa l’Europa che voleva Altiero Spinelli? A mio giudizio, quando il livello è così basso, tutto il resto va di conseguenza. Continueremo a denunciare e ad avere fiducia nelle capacità pratiche che, come donna, la Mogherini saprà mettere in atto.
    M. Grazia Vinciguerra

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