domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Niccolò Musmeci:
1992 su La7: il poliziotto buono contro il politico cattivo
Pubblicato il 11-01-2016


Il Male ha sempre avuto il suo fascino in molte opere, siano esse di letteratura, di cinematografia o teatrali. Nella serie “1992” a quanto pare il Male o ciò che viene dipinto come tale, non solo perde fascino, ma perde consistenza e materia insieme alle sue ancestrali cause. I corrotti ed i corruttori non sono persone, bensì un astratto insieme di parassiti e figure richiamanti Don Rodrigo, con la sua cerchia di Bravi. Questa la misera immagine della ‘Milano da Bere’, come se fosse il paesino di Renzo e Lucia, dove un “ contadino dalle scarpe grosse e la mente fine”, citando il magistrato, avvocato, onorevole, ministro, senatore e indagato Antonio Di Pietro, corrompe tutto l’idilliaco paesaggio. Chi sono gli eroi in questo falsante mondo di ombre? Un brusco magistrato che gioca al cattivo poliziotto, un giovane ragazzo ammalato di una terribile malattia che appare giustiziere notturno, una figura che incarna il “buono”, il risolutore di ogni efferatezza e un ex soldato che rappresenta l’italiano disoccupato che improvvisamente viene posto in politica, un luogo di cui lui non dovrebbe far parte, prendendo il lavoro di deputato come un qualunque altro mestiere. In questo finto duello, dove il nome del vincitore appare subito davanti a noi, altre “forze oscure” si preparano a mantenere tutto come era, immobile nella corruzione e nella decadenza. Il Bene è pronto a trionfare, il Male a soccombere e rinascere sotto nuove spoglie. Tutto il mondo è soldi, sesso e potere, niente di più, tutto qui, fine.

Ecco la Storia caro lettore, non devi saperne di più. Oppure se la mente ci vuole concedere tale dono, possiamo dubitare, cercare e sospettare qualcosa di più complesso. Oso sospettare che non sia un caso che l’unico partito ad uscire quasi intatto da Tangentopoli fosse l’erede del PCI. Mi è venuta quasi rabbia a sentire Di Pietro venerdì sera, sulla 7, mentre eludeva le domande con risposte finte e inesatte. Mi è venuta rabbia ascoltando persone che negano la grande corruzione di oggi, dieci volte peggio di Mani Pulite. Mi fa tristezza Mentana, vecchio fante di Craxi, che cerca di nascondere il suo passato.

Ho visto Bobo Craxi, il figlio di questo Oscuro Sire come appare nella serie, il cui il solo nome porta la rovina nella procura di Milano. Bobo certe volte appariva accerchiato, ma aveva una grande qualità, la fermezza. Mentre Di Pietro urlava e si dimenava, Craxi è riuscito a mantenersi calmo e certe volte pareva giganteggiare sopra di lui. Nella serie ad un certo punto il Di Pietro attore ( e forse quello vero, chissà…) pronuncia “spero di afferrare il Cinghialone”. Ebbene una parte della sua cucciolata a quanto pare è cresciuta ed ha mostrato le zanne, sopportando colpi con la sua dura scorza. Eppure qualche volta sembrava avvilito, forse ansioso di questo confronto. Bisogna essere coraggiosi per sedersi accanto all’uomo che ha rovinato in parte tuo padre e Bobo ha mostrato la sua superiorità, opponendo tesi da tempo proposte a racconti e storielle assai simili ad un comportamento pseudo-berlusconiano.

Il Male in 1992 non ha spessore, non ha fascino è solo una ragazza che scopa per arrivare, un vecchio incravattato che prende mazzette, una televisione che spinge alla luce i nostri sconci e malsani desideri inconsci. Una serie che dunque non ha sapore, dove non ci si aspetta nulla se non che la solita battaglia fra bianco e nero. Mani Pulite però ha nel suo spirito tante penombre, crepuscoli dalle mille sfumature, dove nascosta, si cela una verità molto complessa, oltre che scomoda a quanto pare. Allora che senso ha questo patetico Male? Cosa può essere questo Pentapartito, qui rappresentato come una banda di briganti? Il senso è che non ne ha! Dove sono i lupi di Milano? I grandi affaristi, gli industriali e i grandi politici? Io vedo davvero una massa di contadini che rubano i funghi in un cortile privato. Sarebbe questa la grande Italia degli anni passati, dove il nostro PIL era in costante crescita e dove si creava una potenza mondiale? 1992 che cosa è veramente, se non una rappresentazione banale e dal fine totalmente pecuniario? La trama è il poliziotto buono ed il politico cattivo, ciò che la gente vuole vedere sul grande schermo. I potenti che muoiono ed i deboli che nonostante le mille difficoltà vincono. Un ridicolo velo, un sipario dove davanti si vuole la nostra verità e dietro, prontamente celata, quella della Storia.

Niccolò Musmeci

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