lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Vincenzo Papadia:
Come si finanziava la solidarietà internazionale socialista ai tempi di Craxi
Pubblicato il 02-01-2016


Quel masnadiero giustizialista di Marco Travaglio su “il Fatto Quotidiano” del 30 dicembre 2009, pubblica un articolo dal titolo “Ecco il bottino rubato da Bettino Craxi” che denotava tutta l’acredine che i marxisti lenisti avevano riversato sul Segretario del PSI e Vice Segretario dell’Internazionale socialista. Una sinfonia di accuse e pretese verità che giustizialisti di ogni risma dalla Magistratura, ben assortita, ai politici di destra e di sinistra e a giornalisti e mass media addomesticati faceva da concerto e coro.

Oramai sono 15 anni che Bettino Craxi è morto ed è seppellito in terra straniera della Tunisia ad Hammamet. Ebbene ancora non una resipiscenza di quella masnada di accusatori e giustizialisti è venuta. Ma a parte i più accaniti avversari e soggetti che hanno odiato Craxi ed il PSI con tutte le loro viscere, ciò che ancora oggi ci permettiamo di ricordare e che non volgiamo cancellare, è la questione della solidarietà internazionale concreta tra socialisti dell’Internazionale socialista, che non viveva solo di puffetti o ordini del giorno di sostegno di questa o quella assemblea politica o sindacale. Ci voleva del denaro e denaro corrente.

Vediamo alcuni fatti. Come si manteneva la fiammella del socialismo riformista in quei Paesi sottoposti a forme di dittatura a volte spietata? Prendiamo due casi esemplari per poi passare ad altri. La Dittatura del Portogallo e la Dittatura della Spagna.

Chi ha dimenticato il dittatore Portoghese António de Oliveira Salazar (Santa Comba Dão, 28 aprile 1889 – Lisbona, 27 luglio 1970) è stato dal 1932 al 1968? Qual’era il trattamento politico e sociale dei socialisti portoghesi? Morte e galera! Nessuna libertà di quelle che la costituzione italiana riconosce a chiunque cittadini stranieri ed apolidi. Ci fu la rivoluzione dei Garofani e i Comunisti tentarono di sostituire la dittatura nera con una dittatura rossa marxista leninista. Fu loro impedito dal popolo e soprattutto da quel meraviglioso socialista che fu Mário Soares (Lisbona, 7 dicembre 1924), Mario è ancora vivo con i suoi 92 anni e se gli fosse data la facoltà di parlare senza inguiare se stesso e la sua personalità o il suo Paese potrebbe ben dire come dal PSI e dall’Internazionale Socialista gli perveniva la solidarietà per stare all’altezza della lotta politica, che da sopravvivenza doveva diventare governo democratico del suo Paese.

E chi non vuole ricordare Francisco Franco, conosciuto anche come il Generalíssimo Franco o il Caudillo de España (Ferrol, 4 dicembre 1892 – Madrid, 20 novembre 1975), che è stato un generale, politico e dittatore spagnolo. Fu l’instauratore, in Spagna, di un regime dittatoriale noto come falangismo, parzialmente ispirato al fascismo. Rimase al potere dalla vittoria nella guerra civile spagnola del 1939 fino alla sua morte nel 1975. Quanti socialisti sono morti o messi in prigione o necessariamente fuoriusciti all’estero per la sopravvivenza dell’anelito di libertà e del pensiero socialista riformista pluralista e libertario.

Si salvarono, per la storia della Spagna e  dei socialisti riformisti, due socialisti spagnoli: Alfonso Guerra (Siviglia, 31 maggio 1940) e Felipe González Márquez (Dos Hermanas, 5 marzo 1942) (ospiti clandestini per PSI mentre erano perseguitati da Francisco Franco).Si potrebbe chiedere a loro la misura del sacrificio materiale e concreto dei socialisti italiani e dell’Internazionale Socialista per fare approdare la Spagna alla democrazia e alla libertà sino alla costituzione del 1979.

E che dire delle trasfusioni di sangue in moneta contante per i socialisti esuli del Cile? Pe resistere all’estero e per lavorare per il loro ritorno in Patria a fronte dell’assassinio tragico del socialista Allende, Presidente di quel Paese? Forse i sigg. Travaglio e i Di Pietro di turno preferivano Pinochet?!

E potremmo continuare con la solidarietà a Solidarnosc della Polonia. E a quella dei Socialisti (non comunisti) di Ungheria e di Cecoslovacchia? Ma tutto questo poteva essere fatto alla luce del sole? Non crediamo proprio. Poiché siamo sicure che i giustizialisti antisocialisti riformisti lo sanno bene, ma operano scientemente a mantenere l’odio verso un uomo, un partito, un capo di Governo ed un’idea, che essi detestano, riteniamo che la loro azione sia ancora più vigliacca di quanto si possa immaginare.

Essi sono dei Maramaldi. Continuano ad uccidere Bettino Craxi, senza dargli mai una ragione, in nessun campo. E continuano a distribuire bugie su tutto: dal PIL, alla spesa pubblica, alla produzione industriale. Ebbene tra il 1983 e il 1988 l’Italia nelle serie storiche risulta il primo Paese esportatore di acciaio al mondo. (Export anche verso USA e Giappone).Sempre per lo stesso periodo l’Italia è il primo Paese al mondo per l’esportazione di plastiche pesanti lavorate ( prodotto finito e semilavorati: tutto quello che è su aerei, automobili, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, televisori, radio ecc.). Il debito pubblico era l’86% sul PIL  oggi è al 132,4% sul PIL). Le condizioni positive introdotte dal Governo Craxi portarono l’inflazione sotto il 4,5% e la produttività industriale alla crescita del 7,6%%. La disoccupazione fu assorbita per oltre 1.5 milioni di nuovi posti di lavoro. I giovani della c.d. legge 285 del 1977 (136.500) furono tutti stabilizzati tra 1984/5. E potremmo continuare a snocciolare dati. Basta con le chiacchiere di chi ci odia; i dati ISTAT sono ancora lì a testimoniare il vero. Ma la verità fa male e si preferisce l’imbroglio, la calunnia e l’infamia.

Vorremmo tanto che la vigliaccheria non albergasse nel cuore di chi fu beneficiato per costruire nel suo Paese democrazia e libertà gestendo governi nuovi e di prospettiva dopo aver abbattuto la dittatura grazie  anche al sacrificio sostanzioso del PSI e di Bettino Craxi, che già dal 1956 si è occupato della questione dei socialisti democratici e delle federazioni giovanili socialiste sparse per il mondo Uomini come Willy Brandt, (Lubecca, 18 dicembre 1913 – Unkel, 8 ottobre 1992) se fossero sopravvissuti avrebbero potuto raccontare tante cose.

La visione internazionalista di Craxi la potevano capire uomini come François Mitterrand (Jarnac, 26 ottobre 1916 – Parigi, 8 gennaio 1996). Questo Presidente della Repubblica Francese finanziava i socialisti e i democristiani tedeschi perché fossero un baluardo contro il comunismo che operava nella cortina di ferro e faceva attentati e spionaggio in Europa dalla Cortina di Ferro. Helmut Josef Michael Kohl (Ludwigshafen am Rhein, 3 aprile 1930) è ancora vivo anche se fatto fuori dalla Merkel, proveniente dalla RDT. Eppure la storia della solidarietà internazionale dei socialisti deve essere riscritta, non si può accettare l’onta senza reagire. Per lo sporco giustizialismo che ancora circola in Italia lo stesso Sandro Pertini, poiché fu addirittura incarcerato non avrebbe potuto essere Presidente della Repubblica. Ora è Renzi che ha iscritto il P.D. all’Internazionale Socialista. E’ tempo di vacche grasse.( Democrazia in Cile, Spagna, Portogallo, Polonia, Repubblica Ungherese, Repubbliche Ceca e Slovacca, e via enucleando). Ma se vi fossero dei movimento socialisti riformisti di liberazione da sostenere nel mondo come fratelli che vengono uccisi e messi in carcere, lui come si muoverebbe, insieme agli altri leaders dell’Internazionale socialista di oggi? Pertanto lo invitiamo ad accedere agli archivi dell’I. S. , quelli più segreti, se gli sarà consentito e se gli altri partners si fideranno così potrà capire un poco di più, invece, di far togliere dalle lapidi stradali il nome di Bettino Craxi. Per noi Bettino Craxi resta un eroe, un martire morto esule in terra straniera tradito dalle istituzioni e dagli uomini di Governo della sua Patria.

Vincenzo Papadia

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Commenti all'articolo
  1. Bettino Craxi fece tutto quello che doveva fare un vero LEADER SOCIALISTA, ma purtroppo non sarà ricordato per questo perché la Storia è scritta dai vincitori, ne siamo testimoni, di quello che stanno facendo i vincitori: uno scempio della verità.
    Sta a noi Socialisti, ricordarlo per quello che ha fatto come Leader e come Statista, senza reticenze, come Lui ha sempre fatto, a viso aperto al Governo del Paese, in Parlamento e anche nei Tribunali.

  2. “Ma io deluse le palme tendo e sento gli avversi numi che al viver tuo furon tempesta, e prego anch’io nel tuo porto quiete. Questo di tanta speme oggi mi resta!!. Straniere genti, l’ossa mia rendete al petto della madre mesta.”
    Caro Vincenzo
    E’ il finale della poesia “In morte del fratello Giovanni” di Ugo Foscolo in esilio. Questi versi si possono accoppiare alla figura di Bettino Craxi quando dalla spiaggia di Hammamet volge il suo sguardo verso la Madrepatria lontana. Nel Paese degli opportunisti e del trasformismo, purtroppo, oltre agli avversari di Craxi, vi figurano anche diversi socialisti che, o gli hanno voltato le spalle, o che non hanno e non trovano ancora il coraggio di difenderlo. Nel gergo si chiamano i voltagabbana. Bettino li definiva gli extraterrestri.
    Alcuni si meritano anche quello di infame!!
    Buon anno da Nicola

  3. Anche a me sembra, da quanto posso percepire, e come rileva il commento, che “Bettino Craxi è vivo nei cuori e nella memoria di tanta gente, ve lo posso assicurare…in tanti lo rimpiangono”, e ho altresì l’impressione che molti di coloro che la pensano così si esprimono ancora sottovoce perché il dirlo in modo aperto suonerebbe “politicamente scorretto”..

    E’ comunque già qualcosa rispetto all’oblio in cui era stata confinata la storia socialista di quegli anni, e se non si demorde dal ricordarla potrà forse ritornare ad avere tutta la considerazione che merita.

    Paolo B. 07.01,2016

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