mercoledì, 24 agosto 2016
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Opinioni e commenti
 

Sogin. Trame nucleari
e scontro al vertice
Pubblicato il 20-01-2016


L'impianto del Garigliano

L’impianto del Garigliano

“In considerazione dell’importanza strategica della Società (Sogin, ndr) e della necessità, quindi, di assicurare la piena operatività della stessa, nel ringraziarLa per il lavoro svolto, d’accordo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il Ministro dello sviluppo economico, si prende atto della disponibilità a rimettere il Suo mandato manifestata dalla S.V. con la nota in riferimento”. Cosi il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha risposto all’amministratore delegato di Sogin Riccardo Casale che, il 26 ottobre dello scorso anno, aveva inviato una lettera al governo per rimettere il suo mandato al Ministero dell’Economia, azionista al 100% di Sogin.

Nella propria nota Casale afferma di aver “riportato la Società nel solco della legalità” e di aver fatto ripartire, insieme ai suoi collaboratori e ai lavoratori, le attività industriali.

“Importanti risultati – dice l’amministratore delegato – sono stati raggiunti, tra gli altri ricordo la CNAPI che il paese attendeva da decenni, la missione GTRI che ha portato all’Italia il plauso della Casa Bianca, il rilancio delle attività sul mercato internazionale, lo svuotamento della piscina di Trino fermo da anni, l’avvio del Cemex dopo decenni di problemi di ogni tipo, l’aumento delle attività di smantellamento, la crescita di Nucleco che è diventata un piccolo campione nazionale”.

Il manager continua sostenendo di avere le idee chiare su cosa servirebbe per valorizzare la società. “Serve una nuova Sogin, per diventare un campione nazionale attivo anche nel promettente mercato globale del decommissioning, capace di generare ricchezza e creare occupazione”.

LO SCOOP DEL “FATTO”
Nel riportare la notizia sulla risposta di Padoan all’amministratore delegato di Sogin, Ilaria Proietti de “Il fatto quotidiano.it” sostiene che Casale non avrebbe più intenzione di dimettersi e sarebbe pronto a illustrare tutti i risultati raggiunti sotto la sua gestione, in occasione dell’approvazione del bilancio il prossimo aprile, che coincide con la scadenza naturale del suo mandato. “Il Fatto” poi avanza un’interessante ipotesi sui contrasti tra l’AD Casale e il Presidente della società Giuseppe Zollino. Ci sarebbe stato infatti uno scontro tra i due anche in relazione all’adesione di Sogin all’AIN, l’Associazione Italiana Nucleare presieduta da Umberto Minopoli, con Casale contrario all’adesione e Zollino a favore.

L’AIN, UMBERTO MINOPOLI E LA SUCCESSIONE A CASALE
Già dirigente “migliorista” del PCI-PDS, Minopoli ha lavorato in Finmeccanica ed è stato presidente di Ansaldo Nucleare. Scrive anche su “L’Unità” e sulla rivista “Formiche.net”.

L’Associazione Italiana Nucleare (AIN), che aderisce all’Assoelettrica guidata da Chicco Testa, secondo “Il Fatto Quotidiano” sarebbe una specie di lobby che “si è sempre spesa per tenere acceso il lume della speranza di un ritorno all’uso dell’energia nucleare nel nostro Paese”.

Non sfugge ai cronisti del “Fatto” che il consigliere delegato alle attività esecutive dell’AIN sia proprio quella Raffaella Di Sipio che, secondo fonti qualificate, sarebbe candidata a succedere allo stesso Casale nel ruolo di amministratore delegato di Sogin.

Lo scoop del “Fatto” non deve essere piaciuto all’ex compagno Minopoli che, in una nota di precisazione inviata al giornale, si lamenta del fatto che “l’AIN non può essere descritta come il pomo della discordia intorno al quale è maturato lo scontro in atto tra i vertici di Sogin. La questione di un eventuale ritorno in AIN di Sogin, già associata in passato all’AIN, non rappresenta di certo un punto della polemica organizzativa e viene inserita ad arte nell’articolo”. Minopoli quindi sottolinea come “l’AIN sia attualmente impegnata soprattutto sul tema del decommissioning” auspicando la “rapida pubblicazione della CNAPI (Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, ndr) e successivamente gli altri step che condurranno alla costruzione del deposito nazionale”.
Pier Paolo Palozzi

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