domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sospetti su Podemos
per finanziamenti dall’Iran
Pubblicato il 15-01-2016


Un tempo piovevano soldi da Mosca nelle tasche dei dirigenti dei partiti comunisti dell’Europa occidentale, e di quello italiano in particolare. Atmosfere da prima repubblica? Reminescenze della guerra fredda? Non solo. In Spagna è scoppiato un piccolo caso, che vede protagonista Podemos, il partito anti-casta “di sinistra” guidato da Pablo Iglesias.

Pablo Iglesias leader di Podemos durante una puntata di Fort Apache

Pablo Iglesias leader di Podemos durante una puntata di Fort Apache

Da un’indagine della Unidad de Delincuencia Económica y Fiscal della Policía Nacional, infatti, risulta che dall’Iran arriverebbero dei fondi dritti dritti nelle casse del quarto partito di Spagna.

Teheran, a quanto emerge da un’analisi incrociata delle informazioni sui pagamenti e i trasferimenti di denaro, finanzierebbe l’intera rete di comunicazione audiovisiva di Iglesias e compagni, nella misura di circa 9.5 milioni di euro nel periodo 2012-2015. Tali fondi, passando tramite una lunga serie di compagnie fantasma e istituzioni finanziarie site in tutto il mondo (Emirati Arabi, Hong Kong, Libano, Malaysia, Cipro, Tagikistan, Russia, Gran Bretagna) percorrerebbero una via tortuosa che collega Teheran a Madrid.

Il principale canale di trasferimento pare essere HispanTV (e la sua casa produttrice 360 Global Media), un’emittente televisiva in lingua spagnola di proprietà del governo iraniano, lanciata dall’ex Presidente Mahmud Ahmadinejad. Tramite la produzione di audiovisivi, dunque, si sarebbe alimentato Podemos, usufruendo di circa il 25% dei fondi destinati a 360 Global Media.

Per ora i lavori degli inquirenti sono preliminari, ma se le indagini dovessero portare ad un accertamento dei fatti, per Iglesias sarebbero guai grossi. In Spagna è infatti illegale che un movimento politico riceva soldi da parte di un governo straniero, anche in forma indiretta. Nel mirino degli inquirenti, oltre allo stesso Iglesias, c’è tutto lo zoccolo duro del partito: Camila Rigali, Pablo Gabandé, Tristán Meyer. È incluso nella lista anche l’anarchico García Macías, arrestato nel 2000 per l’invio di pacchi-bomba ai giornalisti.

Per ora, in ogni caso, i vertici di Podemos mettono le mani avanti, predicando trasparenza e spiegando che i fondi provenienti dall’Iran sono serviti soltanto a finanziare la trasmissione Fort Apache, un salotto politico schierato e presentato dallo stesso Iglesias, che va in onda su HispanTV.

Giuseppe Guarino

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