venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Spagna. Podemos prova
a dettare condizioni al Psoe
Pubblicato il 25-01-2016


Pablo Iglesias

Pablo Iglesias leader di Podemos

Dopo la rinuncia di Rajoy e la disponibilità di Podemos a discutere di un nuovo governo insieme ai socialisti spagnoli, Iglesias detta le condizioni di un accordo per un esecutivo di “cambiamento”. Innanzitutto, rispetto proporzionale dei risultati elettorali. Varrebbe a dire una equa suddivisione dei ministeri.
Segue la richiesta di una vicepresidenza. Se Pablo Iglesias pare aver accettato l’indiscutibilità di un governo a guida socialista, è anche vero che ora reclama il secondo gradino del podio. Per sé, probabilmente, e anche per Izquierda Unida, che farebbe da terza stampella.

Terminano così molte ipotesi, tra le quali quella che vede una Spagna orientata sull’esempio portoghese: governo monocolore socialista con appoggio esterno delle altre sinistre. È infatti difficile che i parlamentari di Podemos diano fiducia a un governo al quale non partecipino.

Tuttavia, dalla segreteria socialista arriva subito qualche distinguo. César Luena, secretario de Organización e dunque numero due del PSOE, ha affermato che Sánchez non cercherà la presidenza a qualunque costo, tenendo sempre in primo piano gli interessi degli spagnoli. Inoltre fa sapere che il partito, in ogni caso, preferirebbe andare verso un governo composto dai soli socialisti, che dia stabilità e promuova un cambiamento progressivo della situazione spagnola. Le porte non sono chiuse e il discorso con Podemos e Izquierda Unida andrà tenuto in piedi sui programmi di governo piuttosto che sulle poltrone.

Ora la parola torna a Pedro Sánchez e al PSOE. I bookmakers sembrano certi che Felipe IV gli conferirà l’incarico entro il fine settimana ma, come abbiamo visto, i contrasti con i futuri alleati sono ancora minacce concrete.

Giuseppe Guarino

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