martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Spinelli e patenti di guida, dal reato alla multa
Pubblicato il 15-01-2016


Polizia stradaleCome previsto il Consiglio dei ministri di oggi ha dato il via libera ad alcune misure di depenalizzazione e tra queste quella che riguarda la marijuana. La modifica prevede il passaggio da illecito penale ad illecito amministrativo esclusivamente per le violazioni delle regole compiute da ‘soggetti autorizzati’ alla coltivazione della cannabis per uso terapeutico. Per ora, dunque, coltivare la cannabis in grandi quantità resterà un reato penale. C’è però da sottolineare che in Parlamento è stata da tempo depositata una proposta di legge, promossa da un Intergruppo parlamentare (tra i promotori la capogruppo del PSI alla Camera, Pia Locatelli), che prevede proprio la depenalizzazione del modico uso dello spinello a scopo ricreativo.

Un comunicato di Palazzo Chigi spiega che il principio guida è che “sono depenalizzati tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda previsti al di fuori del codice penale e una serie di reati presenti invece nel codice penale. Rimangono dentro il sistema penale ed esclusi dal provvedimento i reati che pur prevedendo la sola pena della multa o dell’ammenda attengono alla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti”.

Nel “pacchetto depenalizzazione” c’è anche la guida senza patente: chi sarà trovato alla guida senza patente o con patente non in regola eviterà il processo penale e pagherà una sanzione tra i 5mila e i 30mila euro, ma solo la prima volta. La sanzione amministrativa diventa quindi più salata di quella attuale, che va da 2.257 a 9.032 euro. Inoltre scatterà comunque la confisca del veicolo e in caso di recidiva resta la sanzione penale. La modifica è stata dettata dall’esperienza. Fino a oggi infatti la sanzione penale alla fine non veniva comminata perché i Tribunali, oberati di procedimenti, la facevano cadere in prescrizione e con essa si cancellava anche la relativa ammenda, insomma la classica ‘grida manzoniana’. Adesso invece, almeno la multa, assai più salata, e la confisca, scatteranno per davvero. L’idea di fondo è che il rischio di pagare una multa salata sia un deterrente più efficace di una pena che non veniva comminata. Inoltre tutto il pacchetto normativo, punta a decongestionare i palazzi di giustizia, evitando che vi finiscano procedimenti su condotte di scarso rilievo, con costi per la collettività e scarsi risultati concreti.

Varate dal Consiglio dei ministri anche le “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2015” e il provvedimento cosiddetto “taglia decreti” (“Modifica e abrogazione di disposizioni di legge che prevedono l’adozioneCannabis terapeutica SLA di provvedimenti non legislativi di attuazione”, nell’ambito della legge delega per la riforma della Pa).

Quanto alla coltivazione di cannabis ad uso terapeutico, si tratta solo di “interventi procedurali in impianti autorizzati per legge”, ha puntualizzato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il Cdm ha “soltanto depenalizzate alcune prescrizioni, nel senso che l’impianto che produce la cannabis, come l’Istituto farmaceutico militare, a titolo terapeutico ha un processo autorizzatorio”. “Se ci sono delle prescrizioni in cui ci sono delle violazioni, alla prima scatta un’ammenda amministrativa molto pesante, mentre se non si ripristina la procedura viene revocata l’autorizzazione. Da qui a parlare di depenalizzazione, quindi, penso ci sia un doppio salto mortale con avvitamento. Forse era una desiderata di alcuni”.

Invece, come annunciato, non rientra nel testo la depenalizzazione dell’immigrazione clandestina, su cui la maggioranza si è spaccata. Nonostante infatti il parere degli esperti e degli operatori del settore, dalla magistratura alla polizia, la norma introdotta ndall’allora  inistro di giustizia Alfano insieme a quello degli interni Maroni, non solo è universalmente riconosciuta come ‘inutile’, ma addirittura ‘dannosa’ e ‘controproducente’. L’approssimarsi però delle elezioni amministrative, le previsioni dei sondaggi e il concomitante aggravarsi della situazione internazionale con evidenti ricadute sul fenomeno dei flussi migratori, hanno convinto il Presidente del Consiglio, a tenere in vigore il reato per timore di dispiacere l’opinione pubblica, perdendo quindi ulteriori consensi e voti. La materia – giurano – sarà regolata nei prossimi mesi con un provvedimento ad hoc.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento