martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Stepchild tension
Pubblicato il 22-01-2016


Sembra un giallo all’italiana questa legge sulle unioni civili. La Chiesa si è già data da fare, anche se la sua parte meno conservatrice e più vicina a Papa Francesco non scende sul sentiero di guerra. Mi ha impressionato la lunga intervista di Monsignor Ruini per il quale non possono esistere diritti di coppia per gli omosessuali, ma solo diritti individuali. È un preoccupante ritorno indietro sul tema della laicità. Perché è evidente che un conto sia il richiamo al popolo dei cattolici, che è un richiamo etico e di osservanza assolutamente legittimo, altra cosa sia invece un richiamo allo Stato a uniformarsi all’etica ecclesiastica.

Alzi la mano chi riesce a rispondere a questa domanda. Perché solo in Italia qualsiasi legge, anche moderata, anzi la più moderata, in materia di riconoscimento dei diritti delle persone, e in particolare di quelli che mettono in discussione i dogmi della Chiesa, producono tensioni, opposizioni, manifestazioni e Family day? Credo che la risposta sia semplice. Questo avviene nonostante Papa Francesco abbia aperto una nuova fase e con quel “Chi sono io per giudicare” abbia messo all’angolo quel corteo di giudici impietosi dell’ortodossia cattolica, richiamandosi non solo a quel “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” che è la prima clamorosa tesi di laicità dello Stato e di sua separazione dalla religione, ma anche alla teoria della Misericordia a cui il suo Giubileo è ispirato. Resta il fatto che il 28 gennaio la legge Cirinnà andrà in Aula e già son pronti 6mila emendamenti per farla fallire. E perfino il Pd si presenta diviso e i dissenzienti hanno la coscienza libera ed evidentemente la sottraggono a un partito che non la possiede.

Ho già richiamato sia i Paesi che in Europa e nel mondo si sono dotati di leggi sui matrimoni omosessuali, con parità di adozione rispetto alle coppie eterosessuali. Sono oggi la maggioranza dei paesi europei dove nessuno adombra il rischio di uteri in affitto maggiorati. Anche perché l’adozione, essendo parificata, è possibile senza ricorrere ad altre pratiche. Si è scelta la legge più moderata, quella in vigore nella democristiana Germania che non provoca l’equiparazione degli omosessuali agli eterosessuali, r questo minor diritto potrebbe contrastare con le sentenze della Corte di Strasburgo, tanto che si parla di semplici unioni ciivli trasformate in “Formazioni sociali specifiche”, gergo astruso usato anche per evitare qualsiasi fraintendimento. Tali unioni non danno la possibilità di adozione di figli. Ne danno solo una, quella della cosiddetta “stepchild adoption”, nel caso uno dei due sia padre naturale e, in base alla legge attuale, contrariamente a quel che avviene nelle coppie eterosessuali, il figlio non possa essere riconosciuto dal partner.

Questo fa gridare al rischio di ricorrere, non in Italia, ma all’estero, all’aborrita pratica dell’utero in affitto, che é poi oggi utilizzata sia dalle coppie eterosessuali sterili, sia dalle coppie omosessuali, anche senza la legge Cirinnà. E senza aver provocato finora alcuna reazione. D’altronde non si capisce perché allora non si parli anche di inseminazione artificiale, pratica in Italia che sarebbe vietata dalla Legge 90 fatta a pezzi dalla Corte. La differenza è che la nuova legge consente a quei figli di avere due genitori e non solo uno. Dunque è una legge in funzione di una maggiore tutela dei minori. Eppure su questo, sulla assoluta falsificazione della realtà, e confondendo un effetto con la sua causa, si mobiliteranno in tanti sotto le insegne della difesa della famiglia tradizionale, ma in realtà per schierarsi contro le tante famiglie che tradizionali non sono. Un Family day che non protegge, ma attacca e nega i diritti, che comprime quelli di una minoranza, è un atto di semplice arroganza. Per questo i socialisti, in nome dei principi dell’illuminismo e della ragione, non vi parteciperanno. Orgogliosi della loro coscienza laica. Che trattengono, proteggono, esaltano e non delegano, come il Pd, alla libertà dei singoli. Noi non abbiamo mai lasciato i nostri parlamentari liberi di votare contro la legge sul divorzio e l’aborto, perché questi temi fanno parte della nostra identità, per la quale si aderisce e si convive in una comunità politica.

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Commenti all'articolo
  1. Indipendentemente dal caso specifico, credo sia maturo il tempo per suggerire al partito di riaprire una seria, ampia ed approfondita discussione, tanto sotto il profilo culturale, quanto sul terreno storico-politico, sul significato odierno di LAICITA’.
    Contribuiremmo a definire così, forse, l’identità attuale del socialismo, in particolare, nell’epoca della fine dell’unità politica dei cattolici, i nevralgici rapporti con tutto quel ricco mondo. Eviteremmo al contempo il rischio di persistere sul “bignami sloganistico” dell’avanti, anticamente filtrato da categorie riconducibili a ruoli da delfino di delfini.

  2. Carlo, non perderai mai il tuo vizio di offendere. Io pubblico tutto, ma “Bignami sloganistici da delfino di delfini” te lo potevi risparmiare. Lascio ai lettori il giudizio su questo linguaggio. Insisto nel consigliare di studiare un po’ meglio la storia del PSI, da Berenini a Fortuna, forse si eviterebbero strafalcioni.

  3. Suggerisco di studiare e basta!
    Almeno si conoscerebbe, anche a tarda età, meglio tardi che mai, il senso profondo del pensiero di Norberto Bobbio, unica autentica luce laica a supporto dell’autentica identità socialista.

  4. Dai pure lezioni…. Mamma mia. Ma perché non scrivi un pezzo su questa materia per l’Avanti anzichè commentare e criticare e qualche voltra offendere? Se siamo nello stesso partito ci sarà pur una ragione e se vuoi renderti utile costruisci con le tue idee.

  5. Io non so se sia “sia maturo il tempo per suggerire al partito di riaprire una seria, ampia ed approfondita discussione……. sul significato odierno di LAICITA’”, ma credo che vi siano forse due diversi modi di intenderla e praticarla, l’uno più idealista e l’altro più pragmatico, anche se i due aggettivi possono essere non del tutto appropriati per esprimere il mio pensiero

    C’è chi contrappone il laico al confessionale e chi, estendendo forse il concetto, lo identifica come colui che vuole determinarsi, da sé stesso, le proprie scelte morali ed etiche, e partendo giusto da questo secondo profilo si può avere in materia un duplice e differente atteggiamento, ossia assecondare, nell’un caso, l’indipendenza, autogestione e autoreferenzialità di ciascuno, considerandola per principio come un inalienabile diritto, e sarebbe questa la LAICITA’ idealista, oppure muoversi con più prudenza nel senso di chiedersi che effetto potrà avere nella società l’affermarsi di tanti diritti individuali, e agire poi di conseguenza, secondo la risposta che ci si dà, e qui saremmo di fronte alla LAICITA’ di tipo pragmatico (mi scuso per l’eventuale non appropriatezza dei due termini). .

    In virtù di tale dualismo o dicotomia – se la mia valutazione in proposito non è campata in aria – potrebbe dunque succedere che, di fronte a particolari tematiche di natura etica, valoriale, ecc…., anche l’area laica non abbia un approccio univoco, e possa altresì trovarsi su posizioni diverse, causa appunto il differente modo e la differente logica ed impostazione con cui vedere le questioni volta a volta in campo, e con le quali ci si deve confrontare.

    Mi sembra del resto che non manchino i precedenti in proposito, dal momento che se la memoria non mi tradisce, quando il mondo laico, credo fossimo sul finire degli anni ottanta, si trovò a cimentarsi con l’ipotesi di veder liberalizzato l’uso delle droghe leggere – non ricordo bene se l’oggetto del dibattito fosse proprio questo, ma ruotava comunque intorno a tale argomento – ci fu chi si dichiarava favorevole, o semmai possibilista, mentre altri, sempre in ambito laico, erano nettamente contrari, a dimostrare giustappunto l’esistenza di distinti, e anche distanti, punti di vista, e anche allora spuntò se non erro l’dea di potersi affidare ad un referendum per dirimere la cosa (da quei giorni sono passati parecchi anni, e col tempo i ricordi possono sfumarsi, ma credo che i fatti siano andati sostanzialmente così) .

    Paolo B. 24.01.2016

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