domenica, 26 giugno 2016
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Opinioni e commenti
 

Turchia, giornalisti contro Erdogan rischiano ergastolo
Pubblicato il 27-01-2016


Proteste per gli arresti dei giornalisti Can Dundar e Erdem Gul

Proteste per gli arresti dei giornalisti Can Dundar e Erdem Gul

Nonostante le proteste internazionali, la presa di posizione del Pes, il Governo turco di Recep Tayyip Erdoğan, sempre più simile a un regime autocratico, ha stretto la morsa su due giornalisti con il chiaro intento di inviare un messaggio intimidatorio a tutta la stampa turca. La procura di Istanbul ha chiesto oggi una incredibile condanna all’ergastolo per Can Dundar ed Erdem Gul, rispettivamente direttore e caporedattore del quotidiano di opposizione laica Cumhuriyet, con l’accusa di “spionaggio” e “propaganda terroristica” per un’inchiesta su un passaggio di armi dalla Turchia alla Siria. Armi con ogni probabilità dirette alla guerriglia turcomanna che si oppone al Governo di Assad.

I due giornalisti, entrambi in stato di detenzione preventiva, sono accusati anche di “divulgazione di segreti di stato”, per aver sostenuto in un articolo che i servizi segreti turchi hanno consegnato armi ai ribelli siriani.

Nel loro reportage i due riferivano che nel gennaio del 2014 le forze di sicurezza turche avevano intercettato un convoglio di camion al confine tra Turchia e Siria scoprendo un carico di armi e munizioni destinate ai ribelli islamisti, in guerra contro il regime di Bashar al Assad. I camion sequestrati sarebbero stati mandati dall’organizzazione turca di intelligence nazionale (Mit). Il tutto avveniva alla vigilia delle elezioni che avrebbero comunque assicurato a Erdogan una vittyoria schiacciante.

Le rivelazioni avevano provocato grande scalpore e lo stesso Erdogan aveva reagito affermando che Dundar avrebbe pagato “un prezzo pesante” per quelle accuse accompagnando le minacce con una denuncia penale contro il direttore del giornale. Ovviamente il Governo turco ha sempre negato di di aver aiutato i ribelli islamici e gli uomini dell’autoproclamato califfato di al-Baghdadi. Quelle accuse sono tornate di attualità recentemente quando il presidente russo Vladimir Putin aveva pubblicamente sostenuto che l’Isis veniva indirettamente finanziato con un traffico di greggio di contrabbando da membri della famiglia di Erdogan. D’altra parte non è una novità che il Governo turco si oppone con forza al regime siriano di Bashar al Assad e nei negoziati di pace in corso a Vienna si è schierato sempre contro la possibilità che Assad abbia un ruolo nel governo di transizione sul quale Russia, Stati Uniti e Unione europea vorrebbero che si convergesse in vista delle elezioni in Siria, come possibile piano di pace per uscire dal conflitto in corso da quattro anni.

Reporters sans frontières (Rsf) ha chiesto al giudice di respingere le accuse contro i due giornalisti e ha definito il processo una “persecuzione politica”. Il quotidiano Cumhuriyet ha ricevuto nel 2015 il Premio per la libertà di stampa di Reporters sans frontières .

“Se questi due giornalisti sono imprigionati, sarà un’ulteriore prova che le autorità turche sono pronte a usare questi metodi per reprimere il giornalismo indipendente in Turchia”, ha detto il segretario generale di Rsf Christophe Deloire in un comunicato. Nel 2015 Reporters sans frontières ha classificato la Turchia al 149° posto nella classifica della libertà di stampa in 180 paesi. L’organizzazione ha denunciato un “pericoloso aumento della censura” nel Paese.

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