lunedì, 5 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

ULTIMI IN EUROPA
Pubblicato il 26-01-2016


unioni-civiliduePresto e bene. Suona più o meno così il sollecito arrivato dal Consiglio d’Europa all’Italia sulle unioni civili. Alla vigilia del dibattito parlamentare al Senato infatti l’Unione europea ha infatti invitato il nostro Paese a riconoscere le coppie dello stesso sesso. “Incoraggio l’Italia – scrive il segretario generale del Consiglio Thorbjorn Jagland – a garantire il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso cosi come stabilito dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani (21 luglio 2015) e come accade nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa”.
Intanto il gruppo Pd a Palazzo Madama questa mattina ha approvato senza  nessun voto contrario e senza nessun astenuto l’impianto del ddl unioni civili. Una unanimità, ha poi precisato il senatore dem Pietro Ichino a prescindere da quale che sia “la soluzione su articolo 5″, ovvero sulla stepchild adoption. Al termine della riunione i senatori del Pd hanno infatti votato sì all’impianto del ddl, indipendentemente dalla soluzione che verrà trovata in aula sul tema dell’adozione del figlio del partner.

Una posizione accolta subito positivamente dal segretario del Psi Riccardo Nencini: “Finalmente una schiarita. Vigileremo – ha detto – perché il testo sulle unioni civili e le adozioni non venga azzoppato e saremo in buona compagnia. È il minimo sindacale. Quanto richiesto dall’unione europea”.

“Il gruppo Pd al Senato – ha detto il capogruppo Luigi Zanda aprendo la riunione – ha l’unanime volontà di fare la legge. La volontà politica finale è unanime anche se ci sono nodi da sciogliere. Zanda ha poi fatto un richiamo a tutti “al rispetto delle posizioni di ciascuno. A volte in passato non c’è stato e può essere comprensibile perché il tema è di enorme portata ma ora siamo a un passo dall’approvazione e dobbiamo stare attenti alle parole. Nulla giustifica la mancanza di rispetto”. “Ognuno ha le proprie posizioni personali, ma non facciamo correnti”. Zanda ha poi fatto un richiamo alla responsabilità di ognuno: “Senza relatore, senza pareri del governo, con il voto segreto e la libertà di coscienza, la gestione dell’Aula sarà complicata. Dobbiamo evitare pericoli e anche per questo sarà importante contenere il numero degli emendamenti”. Zanda ha ricordato di aver preso ieri contatto con il M5S, che ha presentato “zero emendamenti e anche questo è un segnale politico molto importante”. Martedì prossimo si svolgerà la riunione del Pd durante la quale si esamineranno tutte le proposte di modifica, anche quelle degli altri gruppi, e si deciderà su quali lasciare libertà di coscienza.

Secondo alcune fonti parlamentari Zanda ha precisato che nessuna libertà di coscienza è concessa sul voto sulle pregiudiziali e sull’ordine dei lavori. “Il 2 febbraio – ha detto – diremo quali saranno gli emendamenti dove ci sarà libertà voto”. Zanda si augura che ci sia una drastica riduzione degli emendamenti “così da poter discutere sul merito, dedicando la dovuta attenzione e il tempo che l’argomento merita”.

Positivo il commento della prima firmataria del disegno di legge Monica Cirinnà: “Dopo il voto l’accordo nel Pd è più vicino. I senatori hanno detto unanimemente che voteranno sì nel voto finale alla legge. Restano delle opinioni diverse sulle adozioni ma abbiamo una settimana di tempo per trovare un’intesa”. “Il gruppo – ha detto ancora Cirinnà – all’unanimità ha deciso che, indipendentemente dall’unico punto divisivo che ancora resta, quello sulla genitorialità, il voto finale sarà favorevole. Quindi 120 senatori del Pd voteranno sì al ddl 2081”.

E mentre Gaetano Quagliariello, leader di  Idea, si dice pronto, insieme a Gal a “a chiedere i voti segreti, il ministro degli interni gioca d’anticipo. A chi gli chiese se esiste la possibilità di un referendum abrogativo nel caso passasse la legge Cirinnà risponde di aver già messo l’ipotesi “in conto”. “Penso che a fronte di una così difficile decisione parlamentare, se davvero la legge fosse percepita come un punto di eccesso, in una direzione o nell’altra, potrebbe essere una scelta razionale affidarsi al popolo”.

Ginevra Matiz

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento