domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

QUESTIONE DI DIRITTI
Pubblicato il 15-01-2016


gay_640Si riaffaccia in Italia l’antica questione, mai risolta, sul riconoscimento delle Unioni civili e nello stesso tempo, come da copione, si riaprono le spaccature all’interno dell’Esecutivo, e anche nel Partito alle redini del Governo, il Partito Democratico. Al centro della discussione la parte del ddl Cirinnà sulla ‘stepchild adoption’ per le coppie omosessuali, che ha scatenato la reazione di una trentina di senatori contrari pronti a non votare il ddl Cirinnà, i quali hanno anche firmato un emendamento al ddl.


Con un tweet la senatrice Pd, Monica Cirinnà, fa sapere che il testo del ddl sulle unioni civili che porta il suo nome non si tocca, dello stesso avviso anche il senatore del Psi, Enrico Buemi.

“Sul Ddl Cirinnà quello che era necessario modificare per evitare equivoci è stato modificato.” Lo ha affermato il senatore Enrico Buemi, Vice Presidente del gruppo Per le Autonomie-Psi-Maie e Capogruppo Psi in commissione Giustizia. “Adesso basta, non possiamo accettare interpretazioni di pura speculazione politica, si vada avanti. Il Paese ha bisogno di una legge moderna sulle unioni civili”, ha continuato Buemi. “I movimenti gay evitino le liste di proscrizione e i tazebao, caratteristica di regimi autoritari che non fanno parte della tradizione democratica dei movimenti omosessuali”, ha concluso riferendosi alla vicenda della lista fatta dal sito Gay.it.

Sempre dal Partito Socialista arriva il supporto alla manifestazione che si terrà il 23 gennaio prossimo in tutte le piazze italiane con associazioni LGBT, per chiedere l’approvazione della legge sulle unioni civili. “Anche il Psi si unirà alla mobilitazione nazionale indetta per il prossimo 23 Gennaio dalle associazioni LGBT in tante piazze del Paese, per raccontare l’uguaglianza e dare forza al traguardo della piena parità di diritti. L’Italia è uno dei pochi Paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso.Manifesteremo perché l’attuale testo sulle unioni civili in discussione al Senato venga approvato così come proposto. Noi non accetteremo soluzioni al ribasso.” Così in una nota la portavoce del Psi, Maria Cristina Pisani.

Il quadro della situazione politica si complica perché rimette in discussione non solo il problema della alleanze di governo, ma le stesse correnti all’interno del Partito di maggioranza.
Se da un lato continua ad allargarsi la parte a supporto dei cosiddetti “cattodem”, con i parlamentari del Nuovo Centrodestra a cui si aggiungono alcuni forzisti e gli stessi verdiniani, dall’altra parte cresce un’ampia parte della società civile e alcuni parlamentari che credono nell’approvazione di questa legge così com’è. Come la senatrice PD Laura Puppato, che anche se cattolica è consapevole della necessità “del riconoscimento di diritti fondamentali”, intervistata dall‘Avanti!.

Senatrice lei ha affermato pochi giorni fa che questo sarebbe stato l’anno dei diritti, partendo proprio dalle unioni civili, cos’è che impedisce alla legge di adeguarsi alla realtà?
L’ipocrisia. Siamo il penultimo Paese d’Europa per quanto riguarda le Unioni Civili e stiamo assistendo a delle pressioni inaudite per non avere una legge in tal senso. Un esempio su tutti è lo spauracchio che è stato creato con la teoria gender. Nel 2007 i dico sono falliti miseramente e questo la dice lunga sull’opposizione strenua, purtroppo c’è una parte del Paese che non capisce che sono dei diritti, e i diritti riguardano tutti.

Alcuni sostengono che ci sono altre priorità per il nostro Paese, tipo la ripresa economica, il lavoro, ecc, lei cosa risponderebbe a quest’ultimi?

È la solita foglia di fico. Il Parlamento sta lavorando tanto e su tutto, a partire dal Welfare. Ci dimentichiamo che si tratta di un diritto anche quello e che esiste una Gap sui diritti dei gay e sul testamento biologico ad esempio. Sono dei passi alla volta che stiamo facendo, ieri ad esempio abbiamo approvato lo IUS SOLI nello Sport.

Sulla questione delle adozioni stanno emergendo molte voci contrarie nel Pd, ma questa spaccatura è così profonda?
Lo vedremo al momento del voto. Per adesso sappiamo che avremo un voto trasversale e segreto, di conseguenza inatteso, sia dal punto di vista negativo che positivo. Il tema dei minori è l’aspetto che più viene salvaguardato da questo ddl di conseguenza le opposizioni che vengono fatte evidenziano dei veri e propri timori immotivati. La “stepchild adoption” inoltre è molto limitata in termini di affido per le coppie gay, quindi si tratta di obiezioni pretestuose, inoltre è lontanissima dall’utero in affitto di cui sono peraltro contraria e che è vietata in Italia.

L’opposizione che se ne sta facendo appare a molti strumentale, soprattutto da parte dei cattolici
Non c’entra essere cattolici, e non c’entrano i cattolici. Si tratta di un diritto e delle libertà individuali. Le faccio un esempio pratico, l’approvazione della 194 sull’aborto: io da cattolica non abortirei mai, ma questo non significa precludere la libertà di scelta da parte di alcune donne in questo senso.

Lei esorta a mettere subito al voto il testo per “recuperare il gap con l’Europa”, non teme però che si rischi come in passato, ad esempio i Dico e i Pac finiti poi con un nulla di fatto, in sostanza arenati?
Questa volta no, perché c’è un impegno preciso da parte del Governo

Lei da cattolica cosa risponderebbe a chi accusa di ingerenza la CEI?
La CEI fa il suo lavoro, noi il nostro. In modo distinto.

Il prossimo 23 Gennaio le associazioni LGBT saranno in piazza a supporto della Legge sulle unioni civili, lei parteciperà?
A causa di alcuni impegni non potrò esserci fisicamente, ma sarò emotivamente e con lo spirito in piazza con tutti.

Maria Teresa Olivieri

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