mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La LIDU e l’universalità
dei Diritti umani
Pubblicato il 29-02-2016


images (1)Lo scontro in atto tra impianti giuridici e diverse scuole di pensiero sulla concezione e la formulazione da attribuire ai diritti umani produce dibattiti e speculazioni da parte delle storiche organizzazioni per la tutela e la promozione dei diritti fondamentali. Si è svolto sabato 20 febbraio a Napoli un convegno dal tema: “I Diritti dell’Uomo secondo la filosofia dell’Illuminismo”.
Il convegno organizzato dalla storica Lega Italiana per i Diritti dell’Uomo (LIDU) e dalla sua sezione napoletana ha visto tra relatori il presidente nazionale On. Alfredo Arpaia, il presidente della Lidu Napoli Valerio Maione, i professori Angelo Materazzo, Ruggero Ferrara di Castigione e un dibattito pubblico moderato da Domenico Abate e dal giornalista Nicola Golia. Scopo del convegno è stato quello di riannodare in chiave storica i principi dei diritti umani riportandoli alla cultura illuministica che nel XVIII secolo ha dato inizio ad una rivoluzione straordinaria della concezione dei valori e del ruolo che l’Uomo deve svolgere nella società prendendo, innanzitutto, coscienza di se stesso e delle proprie libertà fondamentali. Questa presa di coscienza, alimentata da un fecondo dibattito di idee tra gli storici e gli intellettuali dell’epoca, creò un substrato favorevole alla rivoluzione del 1789 con la “Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen”.
Posteriormente, la Rivoluzione Napoletana fu la prima manifestazione che a Napoli trovò terreno fertile in uomini come Pagano, Filangieri e Cirillo che, con le loro opere, incisero profondamente nella riforma del sistema giustizia e costituzionale pervaso da legislazioni legate a privilegi e sistemi feudali. La successiva nascita delle Leghe democratiche di Garibaldi, negli anni dell’unificazione italiana, furono la risposta ottocentesca, attraverso l’organizzazione e la partecipazione, alla consapevolezza storica e sociale che l’universalismo politico e la tutela dei diritti di tutti rappresentano il supremo obiettivo delle dottrine politiche e delle istituzioni politiche. Napoli rappresentava e rappresenta un centro vitale per l’affermazione della concezione storica e universale da attribuire ai diritti umani. Qualche mese fa, il Centro di studi storici, politici e sociali “Gaetano Salvemini”, con il patrocinio di alcune organizzazioni non governative come Nessuno tocchi Caino, il Comitato italiano Helsinki per i diritti umani e la stessa Lega italiana per i Diritti dell’Uomo, ha richiamato l’attenzione sulle concrete minacce che il processo in corso di “democrazia reale” tenta di innescare nelle varie giurisprudenze statuali.
La formulazione di politiche che non guardando più all’universalità dei diritti fondamentali riescono a far trionfare le logiche delle ragioni di stato e dei particolarismi giuridici dello stato emergenziale e securitario. In termini transnazionali di politiche concepite per la diffusione dei diritti umani, il dibattito universale sul carattere dei diritti fondamentali ha la sua concretizzazione politica e antropologica nella vertenza da fomentare in seno alle Nazioni Unite per la “transizione dalla ragion di stato allo stato di Diritto” attraverso la conoscenza e la formulazione e codificazione del diritto umano e civile alla conoscenza. Tale battaglia è l’attualità concepita dal Partito Radicale e da Marco Pannella. Si tratta di difendere i diritti fondamentali contro il rischio securitario, emergenziale e coercitivo che attanaglia l’attualità politica di numerosi stati mediorientali e occidentali; un nuovo universalismo della violenza e del dispotismo a cui contrapporre, nuovamente, quello dei diritti umani e delle libertà universali fondamentali.

Domenico Letizia
Storico, membro del Consiglio direttivo di Nessuno tocchi Caino e componente della LIDU

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