sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Al Congresso
Pubblicato il 04-02-2016


Il congresso nazionale si terrà in aprile. Il 20 febbraio il Consiglio Nazionale avvierà la macchina. Vi parteciperanno oltre 22.000 iscritti e, tra questi, il numero più alto di amministratori e di sindaci dell’ultimo quinquennio. Il 2015 è stato infatti un anno di adesioni significative da parte di eletti locali, provenienti sia da liste civiche che dal Pd. Lavoreranno con noi a partire dalla prossima primavera.
Ora, un congresso si tiene per rinnovare i gruppi dirigenti, fissare alleanze, proporre temi di lavoro. Insomma, una strategia, come una forza politica autonoma deve fare. In queste settimane abbiamo presentato proposte di legge per modificare la legge elettorale (allargare il premio di maggioranza alla coalizione vincente) e sul nodo ‘migranti’. Entrambe terranno banco anche nei giorni a venire. Ma, prima di trattare singole questioni, conviene soffermarsi per dare risposta a una domanda:  se c’è sintonia politica, come intuisco dalla preparazione della campagna elettorale per le amministrative di giugno, conviene dividersi in sede di congresso? Conviene far prevalere vecchie ruggini? No. Non conviene affatto. Colgo in una dichiarazione di Bobo Craxi un intento non dissimile. Se è così, occorre lavorare in questa direzione. Se poi verificheremo distanze siderali su alleanze e strategie che i socialisti dovranno coltivare, allora, e solo allora, ognuno prenderà la sua strada.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Mi auguro che dal prossimo congresso esca una relazione che guarda al risanamento dell’Italia, inserita nell’Europa e che veramente possa aspirare ad essere una delle guide per un futuro da Stati Uniti di Europa. Chi dichiara di essere Socialista anziché preoccuparsi di dividersi e di mantenere il posto conquistato in qualche amministrazione pensi al partito per farlo ritornare protagonista della politica italiana. Lo statuto dovrebbe chiaramente dichiarare che i dirigenti sono incompatibili con cariche parlamentari di qualsiasi genere e che le indennità acquisite devono essere versate al partito – per una certa percentuale – se eletti nelle liste di partito. Si apra una discussione per gettare una piattaforma per le norme applicative dell’art.49 della Costituzione che riguarda i partiti politici.

  2. Troppo facile così. Aspettare mesi a convocare il congresso e poi farlo proprio a ridosso delle Amministrative per evitare di “dividersi”.
    E così i compagni di tantissime città italiane, anche molto importanti, (che dovrebbero essere) occupati in quel periodo a raccogliere le firme per le liste da presentare alle Comunali, hanno anche l’impegno della trafila congressuale. Siamo un partito piccolo e disperdiamo le poche energie che abbiamo.

  3. Attualmente, nella vita interna del nostro Partito oltre che alle frizioni derivanti dal funzionamento del rapporto tra maggioranza e minoranza, i contrasti maggiori si manifestano sul come il PSI deve collocarsi, se essere rappresentato col proprio simbolo e come individuare i propri candidati nell’approssimarsi delle competizioni elettorali sia livello nazionale che locale.
    A mio avviso il tema principale di questo Congresso dovrebbe centrarsi sul superamento della “Diaspora socialista”
    Un vecchio socialista di buona volontà come Caldoro, ha espresso la volontà di iniziare ad abbattere gli steccati tra i socialisti che in chiave anticomunista si erano schierati nel centrodestra con Berlusconi e coloro, come noi, che fedeli ad una collocazione storica nella Sinistra si erano schierati nel Centro Sinistra.
    Bene hai fatto a raccogliere l’invito e a ad accettare la sfida per competere alla riuscita di questo Progetto sulla base di una visione moderna del Riformismo adeguata alla società globalizzata del ventunesimo secolo.
    Alcuni anni fa il tentativo di una Costituente socialista era fallita, ma gli impedimenti erano evidenti: Berlusconi era ancora forte e vegeto ed il PD non riusciva ad avere il coraggio di aderire al PSE e dichiarare in tal modo il suo abbandono dalle aree ex comunista ed ex democristiana.
    Il PD, più che un nuovo Partito in cui si mescolassero differenti culture, ha finito per assumere la fisionomia dell’unione di oligarchie ex comuniste ed ex democristiane. Oggi che Renzi ha aderito al PSE esprimendo dopo nemmeno un anno la proposta di togliere la parola “socialista” dal PSE, abbiamo un PD che invece di convertirsi al Socialismo, come poteva far supporre la conversione definitiva degli ex comunisti, è diventato un Partito prevalentemente democristiano guidato da Renzi, di chiara ed evidente cultura democristiana, che ha costretto esponenti della sinistra interna ad abbandonare il PD e a rendere ininfluenti gli ex comunisti che per principio e tradizione non desiderano abbandonare la Ditta.
    Quell’Autonomia dei Socialisti assieme alla nostra presenza nelle Istituzioni che tutti noi rivendichiamo, è opportuno che aldilà dei desideri, la caliamo nella realtà confrontandoci con la nuova sciagurata legge elettorale e con la propensione che gli italiani hanno ormai espresso verso un sistema bipolare, ma non bipartitico, che significa che con il sistema bipolare gli italiani vogliono continuare ad essere rappresentati proporzionalmente in base alle loro culture, valori e visione della Società.
    Oggi quindi le condizioni per una nuova Costituente socialista mi sembrano che siano più favorevoli e potrebbero avere successo se percorse con impegno e guidate da uomini e donne intenzionate a rimuovere dal nuovo percorso risentimenti ed ambizioni personali (comunque limitate nel panorama politico perché espressione del nostro zero virgola). Il primo passo potrebbe essere la formazione di un Gruppo di Lavoro aperto all’Area laica, socialista, di sinistra liberale e riformista e cattolica progressista, a cui venga affidato il compito di :
    • formulare le Regole per la nuova Costituente socialista
    • redarre uno Statuto
    • elaborare la Bozza di un Programma rivolto ad un nuovo Modello di sviluppo in grado di affrontare il superamento della Società Postindustriale con dei contenuti che siano in grado di venire incontro ai meriti ed ai vecchi e nuovi bisogni dell’attuale Società globalizzata della Conoscenza.
    Le due attuali componenti che si definiscono Rinascimento ed Area Socialista assieme alla Componente attualmente maggioritaria, se tutte fossero animate effettivamente da spirito unitario, potrebbero riconoscersi nella costruzione di un unica Mozione di “Unità Socialista” orientata verso questa COSTITUENTE.
    Nell’anno dedicato a Nenni sarebbe il modo migliore di rendere omaggio al suo insegnamento “che la Politica non la si fa né con i sentimenti né con i risentimenti”
    La Roma antica per salvare i valori della Repubblica costituì il “Triunvirato”. (Oggi potrebbe essere politicamente rappresentato nella Mozione unica di “Unità socialista”, dai tre rappresentanti delle componenti del PSI coordinate da un Presidente identificato in una figura storica del vecchio PSI come ad esempio Intini o Martelli)
    Per salvare non solo il PSI ma il futuro del Socialismo italiano è utopistico tentare questa soluzione ??
    Sarò un ingenuo ma mi sentirei più a mio agio se mi definiste un utopista. Ma i primi socialisti che volevano edificare una Società in cui le disuguaglianze, la solidarietà, la libertà espressa dai diritti civili fossero gli obiettivi su cui lottare non erano degli utopisti ??? Ripartiamo dallo spirito progettuale e costruttivo delle origini, rivendichiamo e lottiamo nella Società per affermare i nostri valori e la nostra Identità.
    • Se saremo sinceri, uniti e conseguenti nelle nostre proposte, se sapremo esprimere un gruppo dirigente e un Leader carismatico a cui affidare il futuro che abbiamo delineato, sono sicuro che gli italiani torneranno a dare la loro fiducia ai Socialisti.
    • E’ un percorso impegnativo, difficile e non breve per vederne la meta, ma è l’unico che può permetterci non di sopravvivere ma di resuscitare. Di fronte ad una simile impresa sarebbero prima di tutto i Giovani ad essere interessati e a seguirci per l’edificazione di questa Società liberal socialista. Noi che ormai in maggioranza abbiamo troppe primavere, diamoci concretamente da fare per avviare i lavori invece di continuare a farci del male!!!
    Se questa mia proposta non fosse possibile per la tempistica legata al Congresso di Aprile spero che possa essere individuata per il percorso successivo al Congresso.
    Per ora sarebbe auspicabile che le Mozioni si caratterizzino come correnti di pensiero e non con prevalenti aspirazioni di “potere”.
    Un fraterno saluto e buon Congresso “Socialista” da Nicola Olanda

    • C’è un’altra mozione, la mia, che voglio chiamare Risorgimento Socialista che non è quella dei molti Socialisti che vogliono un incontro con i dissidenti del PD, molti ex-comunisti, spero condivisa da tutti i compagni che ritengono che in questi venti anni in questo paese si è verificata una rivoluzione anzi una reazione formata dai fascisti da imprenditori reazionari e da tutti coloro che durante il periodo della Repubblica si sono arricchiti alle spalle del popolo italiano e hanno messo alla gogna tutti i socialisti e il partito. Questo per me deve essere il PSI un partito stabilmente a sinistra negli scranni parlamentari che fa gli interessi del paese e se costretto fa i compromessi anche con i conservatori sempre nell’interesse del paese e non soltanto nell’interesse di una casta di persone che vanno in Parlamento per farsi la villa. Questo per me significa Risorgimento Socialista.

  4. Come ho già scritto in altra occasione, questo futuro Congresso
    potrebbe far riaffermare non solo un’idea socialista, ma anche una prassi socialista: per esempio saper costruire un tessuto di incontro tra i compagni di forte e buona volontà per avere coesione ma anche amicizia, linea politica e anche solidarietà tra compagni stessi, e qualcosa da proporre per rendere concreta questa coesione, qualcosa da ‘ fare’insieme e magari da proporre all’esterno. Oggi più che ieri è forse non praticabile l’idea di alleanze uguali dappertutto e per sempre, ma se anche il congresso potesse far dibattere su questioni di valori, punti di riferimento stabili e così via, ciò costituirebbe un insieme di parametri saldi. (una commissione, un gruppo di lavoro ad hoc?)

  5. Caro Segretario,mi tranquillizza il tuo ottimismo.
    Siamo pronti ad affrontare questo Congresso, dobbiamo affrontarlo con spirito unitario come dice Bobo, con buone intenzioni che è già buona cosa, o con fatti concreti?
    Il P.S.I. non è mai stato un’insieme di Compagni che la pensano in egual modo; ma un’insieme di liberi pensatori pronti a scannarsi non per questioni idealistiche ma per posti di potere all’interno e all’esterno del Partito. Che siamo una aggregazione così composita si può avvincere anche dai commenti che appaiono sul nostro giornale.
    Rimango dell’opinione che al di la di difendere la Nostra Storia, la nostra cultura politica, bisogna fare uno sforzo per intravedere nuovi orizzonti e creare un Partito che possa rappresentare davvero quel mondo Riformista, Liberale, Laico Cattolico e che abbia come Programma il raggiungimento di una Società strutturata in modo nettamente diverso da quella attuale.
    Purtroppo da soli non abbiamo e non avremo mai le forze per farlo. I sogni non sono proibiti!
    Non è più sostenibile uno squilibrio così grande fra categorie e generazioni, fra super tutelati e abbandonati a se stessi, rimane irrisolto l’imperativo dei Meriti e Bisogni.
    Dobbiamo essere consapevoli che molte cose non dipendono da Politiche locali e nazionali, ma da fattori di un Mondo Globalizzato dove la Finanza speculativa rende vano ogni sforzo proteso a frenare questa scellerata Politica.
    E dal momento che noi Socialisti apparteniamo ad una famiglia “globalizzata”, in quell’ambito dobbiamo lottare di più per rovesciare gli indirizzi delle Politiche Economiche e Sociali.

    Buon Lavoro Segretario!

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