domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Banche, pronto maxi-decreto (ma non sugli indennizzi)
Pubblicato il 10-02-2016


Grecia-banche-crisiDovrebbe essere un ‘pacchetto unico’ per mettere ordine nei guai del sistema bancario, quelli vecchi e quelli nuovi, e rassicurare i risparmiatori in un momento in cui proprio il sistema creditizio appare come il punto debole del sistema Italia e anche della finanza internazionale. Nel pacchetto (in Consiglio dei ministri stasera alle 21, ndr) ci dovrebbe essere una garanzia sulle sofferenze, recupero crediti più rapido, riforma del sistema del credito cooperativo ma non la definzione dei criteri per gli indennizzi dei risparmiatori delle 4 banche appena saltate (Banca Etruria in testa con Banca Marche, Carife e Carichieti) con relativo azzeramento del capitale degli azionisti e dei possessori di obbligazioni subordinate. Le norme sugli indennizzi agli obbligazionisti delle 4 banche interessate al decreto di novembre verranno stralciate per essere regolate da un decreto legge ad hoc.

È questo il punto più delicato e anche più complesso (in fin dei conti si tratta di spendere i soldi dei contribuenti per restituire il denaro perduto da chi aveva acquistato i titoli a più alto rischio delle banche e che porprio per questo può finire sotto la censura di Bruxelles) ha tenuto occupato per settimane Tesoro, Anac, Consob e Banca d’Italia.

L’arbitrato, gestito dall’Anac, dovrà tenere conto di una serie di elementi, a partire dalla correttezza del profilo di rischio affidato al singolo risparmiatore, oltre all’esposizione (e quindi all’entità della perdita) del singolo risparmiatore. E proprio sulla trasparenza dei prospetti informativi arriva un segnale dall’Abi, che ha scritto al presidente della Consob, Giuseppe Vegas, in vista del Comitato esecutivo Abi del 17 febbraio cui Vegas parteciperà. Una semplificazione “è urgente” scrive l’associazione degli istituti di credito, e può essere raggiunta “in poche settimane”. Una apertura gradita alla vigilanza sulla Borsa, che più volte negli ultimi anni aveva sollecitato a muoversi in questa direzione. “L’impegno delle banche italiane – risponde Vegas a Patuelli – potrà contribuire a far sì che i risparmiatori ritrovino fiducia nel sistema finanziario”.

Anche questo provvedimento può influenzare il clima in borsa dove in molti temono per la sorte di diversi istituti di credito, incapaci di far fronte alle sofferenze dei creditori stritolati dalla crisi. Un nodo delicato su cui è intervenuto nella sue e-news anche il Presidente del Consiglio per dire che non è l’Italia l’epicentro della crisi. Ciò non toglie che il sistema bancario debba trasformarsi per diventare ancora più solido. L’intenzione del governo, ha ribadito Renzi, è quella di “incoraggiare i processi di trasformazione e fusione” per fare in modo che in futuro ci siano “meno sportelli e più digitalizzazione, meno retail e più banche di investimento”.

Trasformazioni e fusioni legate anche alla questione delle piccole banche di credito cooperativo che dovrebbero da domani fare capo a una unica holding anche per resistere meglio alle difficoltà del mercato. E con le fusioni dovrà essere risolto anche l’inevitabile guaio degli esuberi che potrebbe trovare soluzione con gli ‘scivoli’ ai lavoratori in età pensionabile. Nelle 4 banche oggetto della procedura di risoluzione ha ricordato l’Abi, sono già usciti circa in 900 “su base volontaria e con accompagnamento alla pensione, grazie ad accordi sindacali aziendali”.

Il pacchetto che uscirà dal CdM è stato preceduto intanto da una buona notizia. Si è finalmente chiuso il lunghissimo negoziato tra Roma e Bruxelles per la creazione di una Bad Bank destinata ad assorbire i crediti deteriorati degli istituti di credito. La Commissione Europea ha infatti dato via libera al piano presentato dal Governo per la gestione delle attività deteriorate delle banche che, si legge in una nota, “non comportano aiuti di Stato”.

Per l’Italia, la Commissione ha deciso che “nell’ambito dello schema di garanzia statale scelto dalle Autorità italiane, lo Stato sarà remunerato in linea con le condizioni di mercato per il rischio assunto concedendo una garanzia sui prestiti cartolarizzati in sofferenza”. In questo modo, si formalizza l’accordo raggiunto dal commissario alla Concorrenza, Margrethe Vestager, e dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier carlo Padoan lo scorso 26 gennaio.
Valutando lo schema di garanzia statale italiano, la Commissione Ue ricorda come l’obiettivo sia “attrarre un’ampia gamma di investitori, incentivare le banche a recuperare i prestiti in sofferenza nel più breve tempo possibile e incrementarne la liquidità”. L’Esecutivo Ue ha concluso che le garanzie statali accordate sui titoli senior dallo Stato italiano saranno remunerate ai livelli di mercato in base al rischio assunto, e cioè che avranno una remunerazione accettabile per un operatore privato a condizioni di mercato.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento