martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

LA PAURA FA -5,63%
Pubblicato il 11-02-2016


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Piazza Affari sprofonda in chiusura di una seduta di forte tensione per tutte le Borse europee. L’indice Ftse Mib segna un calo del 5,63% a 15.773 punti. Tra i titoli più colpiti bancari sulla scia dei nuovi timori per la crescita mondiale. Ubi Banca (-12,11%), Mps (-9,88%) e Saipem (-12,02%) nell’ultimo giorno per sottoscrivere l’aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro. Il bilancio della seduta odierna è di oltre 23,4 miliardi andati in fumo. Chiusura in calo anche per tutte le altre piazze. Francoforte ha ceduto il 2,93%, Parigi il 4,05%. In calo anche Wall Street. Il Dow Jones perde il 2,34% e il Nasdaq cede l’1,55%. Insomma torna la tempesta sulle borse. È durata quindi ben poco l’euforia sui mercati europei che affrontano un’altra giornata di passione. Dopo il forte rimbalzo di ieri tornano infatti le preoccupazioni legate all’andamento dell’economia globale.

Anche Wall Street apre in netto calo in una giornata in cui hanno prevalso le vendite su tutti i principali listini in aggiunta a un prezzo del petrolio ancora discesa fino a 26 dollari al barile e lo spread di nuovo in area 150.

Un anno di spread

Un anno di spread

Solo pochi mesi fa si festeggiava la discesa sotto quota 100, fino a quota 90 nel marzo dello scorso anno. Nulla a che fare con la quota 500 e oltre del 2011 che comunque apparteneva a una altra epoca. C’è comunque da sottolineare che il divario tra bund tedesco e i titoli di altri paesi, come Spagna e Francia, sono cresciuti più rispetto al nostro.

Le vendite sono generalizzate dando il via al così detto effetto “palla di neve”. Salgono i timori sulla tenuta dell’economia mondiale anche dopo che il numero uno della Fed, Janet Yellen ha indicato di vedere rischi sulle prospettive economiche che potrebbero ritardare i piani di rialzo dei tassi di interesse. Janet Yellen ha anche detto di escludere il ricorso a tassi negativi. Insomma il brillante +5% del giorno precedente è stato subito archiviato e relegato come semplice rimbalzo tecnico, mentre il trend resta orientato al ribasso e alla massima cautela. Vengono infatti acquistati beni rifugio. L’oro prima di tutto che si porta infatti a 1.242 dollari l’oncia, tornano ai livelli dello scorso febbraio. Da inizio anno il metallo giallo sale del 14% nonostante vi siano peggioramenti sulle prospettive di inflazione.

A fare il pieno, oltre all’oro, sono i Btp. Per il Mef si è di fronte a una correzione generale forse anche naturale dopo un periodo di crescita molto forte, allo stesso tempo per settore bancario italiano ma anche europeo l’andamento dei mercati non ha grande correlazione con i fondamentali delle banche.

Redazione Avanti!

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