mercoledì, 28 settembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Buon compleanno Rossini. Il Barbiere di Siviglia
al Costanzi di Roma
Pubblicato il 12-02-2016


Il barbiere di Siviglia, al centro Edgardo Rocha (Conte d'Almaviva)

Il barbiere di Siviglia, al centro Edgardo Rocha (Conte d’Almaviva)

Con un’operazione registica ardita e stilisticamente dissacrante, il Costanzi di Roma ha aperto ieri sera il sipario sull’opera rossiniana Il barbiere di Siviglia che quest’anno cade esattamente a 200 anni dal suo debutto a Roma al Teatro Argentina. Il compositore nacque a Pesaro il 29 febbraio del 1792, anno bisestile come il nostro, e la sua longevità musicale ancora oggi lo annovera come uno dei più grandi compositori d’opere di tutti i tempi. Gioachino Rossini morì in Francia, ancora osannato a Parigi, il 13 novembre del 1868.

Dopo La Cenerentola, attualmente in scena all’Opera di Roma, che da un punto di vista scenografico e registico ha destato alcune perplessità in ordine al rinnovamento e alla voglia di stupire e rendere moderno ogni allestimento, questo Barbiere non ci sorprende più di tanto.
Si apre il sipario e un ratto teleguidato attraversa longitudinalmente tutto il palcoscenico destando subito disappunto e brusio crescente nei loggioni.
Davide Livermore che ne cura regia, scenografia e luci ha voluto dare un segno di modernità a questa sua creatura sorprendendo il pubblico con precise simbologie che durante l’ouverture vede proiettate teste di dittatori tagliate, rubinetti da cui scorre sangue, un ipotetico barbiere che prima insapona le guance e poi con il rasoio fa saltare le “capocce” come fossero bruscolini. Non mancano neppure una ghigliottina che fa il suo dovere decapitando i tiranni e tante altre atrocità che richiamano le malefatte mondiali di questi ultimi due secoli.
È tutto discutibile, ma poi come avviene quasi sempre, in quanto l’uomo è un mostro di adattabilità, ci si abitua e i due atti scorrono via bizzarri ma piacevoli. Sembra di vivere una situazione fumettistica ove gli accadimenti si sommano in un coacervo di trovate filmiche interessanti, con contaminazioni che soltanto la tecnologia moderna e una mente non proprio riposante come quella registica potevano allestire.
Il maestro Donato Renzetti dirige l’opera rossiniana con molta maestria, senza scomporsi per qualche piccolo clamore iniziale di dissenso, giungendo agli applausi finali più che meritati.
La storia è ambientata a Siviglia e si dipana tra Rosina (Chiara Amarù) che abita nella casa del suo anziano tutore don Bartolo (Simone Del Savio), segretamente intenzionato a sposarla, e il Conte d’Almavivca (Edgardo Rocha) innamorato della ragazza. Il Conte chiede a Figaro (Florian Sempey), barbiere nonché “factotum della città”, di aiutarlo a conquistare il cuore della ragazza, alla quale si è presentato sotto il falso nome di Lindoro.
Nella vicenda entrano in scena diversi personaggi, quali Don Basilio (Ildebrando D’Arcangelo) maestro di musica di Rosina, che sa della presenza del Conte a Siviglia e suggerisce a don Bartolo di calunniarlo per sminuirne la figura.

Il barbiere di Siviglia. Tutto il cast

Il barbiere di Siviglia. Tutto il cast

Fra situazioni burlesche e paradossali, l’opera finisce con i due amanti che riescono a coronare il loro sogno d’amore, complice un Figaro mercenario che trae i suoi vantaggi dalla mediazione e un don Bartolo che almeno non paga la dote alla sua protetta, in quanto il D’Almaviva proprio per amore la rifiuta.

Le voci sono molto ben impostate e le romanze in mezzo a tanta confusione sono eseguite con limpidezza, disturbate leggermente dalle sarabande di immagini e atteggiamenti dei protagonisti e comparse che accennano a diversi balli, passati e moderni, quasi si trattasse della parade pubblicitaria di un grande circo.

Abbiamo assistito ieri alla prima, presenti nel parterre personalità politiche e personaggi del mondo dello spettacolo, tutti tirati a lucido. Siamo usciti consapevoli che quando la musica è di livello internazionale qualsiasi adattamento ben venga, all’insegna del rinnovamento e della continuità.

Guerrino Mattei

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