martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Cinema. I sogni nel cassetto di “Joy”
di David O. Russell
Pubblicato il 22-02-2016


Jennifer Lawrence

Jennifer Lawrence

Da David O. Russell un film inedito sulla crisi economica al giorno d’oggi. Retto completamente da Jennifer Lawrence, nei panni di una giovane inesperta allo sbaraglio, sulla strada del successo e del business, che surclassa persino Robert De Niro e Diane Ladd. Con l’ottimo alter ego maschile di Bradley Cooper. La Lawrence veste i panni di Joy, passando magistralmente dal tono ironico-comico a quello (melo)drammatico-realistico, dalla parodia della working class emergente quasi al realismo più cinico e spietato del mondo degli affari. Joy è una ragazza i cui sogni sembrano rimasti sepolti nel cassetto per tanto tempo, in cui rinuncia al suo talento e alla sua creatività, sacrificando se stessa e le sue aspirazioni per la famiglia, poi fallita come il suo matrimonio; quest’ultimo riesce, tuttavia, a rimanere comunque pur sempre in piedi in qualche maniera come, del resto, fa lei, che arranca sempre, ma non soccombe. Se Joy significa gioia, come la felicità di potersi imporre e fare largo in società grazie alle sue idee ed invenzioni, la “gioia” sembra ben lontana dalla sua esistenza, dalla sua monotonia deprimente e piena di problemi; finché non decide di rispolverare i suoi sogni, quella gioia, che deriva anche dall’incoscienza di rischiare; ad ogni costo, anche di ipotecare due volte la sua casa. Per sentirsi libera, non più in prigione, non più reclusa in casa e conducendo una vita limitata dalla tv come sua madre. Ne nasce un assalto alla carriera, che la metterà in serio pericolo.

Nel frattempo, il regista fa un ottimo dipinto di quello che è diventato il mondo del lavoro oggi, di verso quali derive abbia portato la crisi economica, che spinge a puntare su brevetti e imprenditoria femminile per uscire dal precariato e dall’assenza del lavoro. Successo, creatività, meritocrazia, carriera fatta con la gavetta e, soprattutto, universo femminile, possono coincidere e rimare tra di loro? A tutto ciò si unisce e si interpone l’ambito della tv, del marketing, dello show business, delle televendite, dell’innovazione, dell’abilità di saper vendere un prodotto quanto la propria idea geniale, innovativa, che deve essere al contempo utile e allettante. Perché il rischio finanziario può essere molto pericoloso. Soprattutto Joy deve imparare a proteggersi dalla concorrenza delle grandi major, che vendono prodotti più scadenti a prezzi maggiorati proprio a scapito della qualità. Mentre deve convincere gli altri di ciò che propone, Joy impara a battersi per ciò che ama, proprio quando i suoi sogni sembravano in lista d’attesa. Dunque mentre si parla di economia, si affronta una bellissima promozione della convinzione nei propri sogni. Joy non apprende solamente a fare carriera, ma ad essere se stessa, convincendosi che “quando ti nascondi sei al sicuro perché le persone non ti vedono o leggono dentro, però sei nascosto anche a te stesso”.

Ciò è possibile anche per una donna? Una figura femminile può essere a capo di un’azienda e soprattutto essere rispettabile e stimata? Anzi persino temuta e ricercata? Joy apprenderà l’arte della contrattazione e a ricoprire posizioni di prestigio e prendere decisioni tipicamente riservate agli uomini, proprio dal personaggio interpretato magnificamente da Bradley Cooper, Neil Walker. Grazie al confronto con lui, Joy sarà in grado di sopportare il fallimento, la vergogna, l’umiliazione, la denigrazione di chi non crede in lei, non l’ha mai sostenuta oppure sempre ostacolata, semplicemente per invidia o ripicca. Con l’arte della contrattazione saprà farsi rispettare anche all’estero, con soci o avversari stranieri, nell’era della delocalizzazione della produzione soprattutto verso oriente. Se “il mondo distrugge le tue idee e le tue opportunità”, lei non vuole permetterlo e far sì che qualcuno possa fermarla nel suo progetto di innovazione. Tanto da creare un nuovo stile commerciale, competitivo, forte e resistente sul mercato. L’universo delle vendite altro non è che un luogo come una piazza dove si incontra la comunità di persone esigenti, diffidenti quanto simili; per cui sapere e conoscere le loro esigenze e assecondarle, soddisfarle, non è difficile: basta far riferimento alla vita quotidiana. Del resto è lo stesso Walker a dirle che la chiave del successo è quando “l’ordinario incontra lo straordinario ogni giorno dell’anno”. Se gli elementi portanti sono Qualità Valore Convenienza (QVC), lei supererà questa trilogia; aggiungendoci proprio la J di Joy, che potrebbe essere la P di passione, la D di dedizione, amore nel fare il proprio mestiere, ma anche U di umanità, nel senso di comprensione e disponibilità nei confronti dei propri dipendenti; ossia, in una parola Dialogo: cioè il saper parlare alla gente. L’arte della vendita diventa una sfaccettatura dell’arte della comunicazione, in cui il linguaggio della tv è dominato da quello delle mani: contano le mani non gli occhi perché (i venditori) “fanno tutto con le mani ed é tutto nelle loro mani”. Con le stesse mani con cui si può dare l’ok a una produzione, oppure mettere la firma su un contratto; o, infine, quelle mani che sono le stesse che hanno generato quel prodotto, creato a mano, ovvero che ha una storia, una vita, che non è solamente una fonte di guadagno, di introito, ma il frutto di duro lavoro appunto, che va rispettato, gratificato e remunerato, non speculato. Ed è qui che nasce la frode e il peculato di chi vuole approfittarsi. Joy arriverà a creare e brevettare centinaia di prodotti, che supereranno ogni record. Una scalata partita dalla creazione di un mocio particolare. In questo continuo passaggio dalle stelle alle stalle, dall’inferno al paradiso come l’andamento del mercato e delle borse o degli indici di gradimento della tv; ma è proprio conoscendo entrambi i fronti e, soprattutto, non perdendo mai di vista da dove (pro)viene, che riesce a essere se stessa, tanto vestendo un tailleur da imprenditrice e donna in carriera, quanto un semplice completo pantalone e camicia, con cui si presenta agli ascoltatori: per essere riconoscibile, ispirare fiducia, per comunicare che lei è una di loro e per loro, sa quello di cui parla, non è distante, altrove. Paradossalmente, in una vita fatta di occasioni perse, lei riesce a dominare proprio negli affari, dove tutto è veloce e non ti daranno mai una seconda possibilità; lei si prende non solo la sua seconda chance, ma molte altre ancora. Una madre, una donna di casa, con una famiglia da portare avanti, può essere anche un’ottima lavoratrice di successo. Questa la vera rivoluzione dei tempi moderni, portata proprio anche dalla crisi economica, che ha indotto a un cambiamento dei tempi appunto epocale, in cui l’innovazione che si chiede è proprio quella di una donna non più solamente reclusa a casa a vedere la tv e vivere di fiction, soap opera, sogni….infranti, per portare avanti la famiglia. Le aziende hanno bisogno di lei per “rinascere”, rinnovarsi e rilanciarsi. E le quote rosa si alzano, come gli indici di gradimento dei prodotti. Da questa sorta di Bridget Jones (meno comica e più realistica) si mostra cosa significhi fare impresa, creare impresa e posti di lavoro, occupazione in una società maschilista e patriarcale ancora in fondo. All’epoca delle raccomandazioni, lei riesce a raccomandare se stessa.

Barbara Conti

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