venerdì, 26 agosto 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Collaboratrici familiari, dall’Inps arrivano
i chiarimenti
Pubblicato il 19-02-2016


Inps
COLLABORATRICI FAMILIARI: I CONTRIBUTI 2016
In vista della prossima scadenza del dieci aprile 2016 del versamento dei contributi dovuti dai datori di lavoro domestico per il primo trimestre solare di quest’anno, l’Inps, con un’apposita circolare interna, (la n. 16 del 29/01/2016) ha fornito gli importi da corrispondere e una serie di chiarimenti. Va subito precisato intanto che l’Istat ha comunicato, nella misura del -0,1%, la variazione percentuale verificatasi nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati, tra il periodo gennaio 2014 – dicembre 2014 ed il periodo gennaio 2015 – dicembre 2015. L’articolo 1, comma 287, della legge 28 dicembre, n. 208 del 2015 (legge di Stabilità) dispone che “con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di adeguamento corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice Istat dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’adeguamento, all’analogo valore medio relativo all’anno precedente non può risultare inferiore a zero”. Conseguentemente, per l’anno 2016, sono state confermate le fasce di retribuzione, pubblicate con la circolare n. 12 del 23 gennaio 2015, su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2016 per i lavoratori domestici.

Restano in vigore gli esoneri previsti ex art. 120 legge 23 dicembre 2000, n. 388, avente decorrenza 01/02/2001, nonché gli esoneri istituiti ex art. 1, comma 361 e 362 legge 23 dicembre 2005, n. 266, con decorrenza 01/01/2006 – come indicato nella circolare n. 19 dell’8/02/2006. Si conferma, pertanto, la minore aliquota contributiva dovuta per l’Assicurazione sociale per l’Impiego (ASpI) dai datori di lavoro soggetti ai contributi Cuaf che, ovviamente, incide sull’aliquota complessiva.
Per il rapporto di lavoro a tempo determinato continua ad applicarsi il contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, prefigurato dall’art. 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, al comma 28, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale). Tale contributo non si applica ai lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti.
Al riguardo giova infatti ricordare che sulla contribuzione dovuta per i rapporti di lavoro domestico, a partire dal 1° gennaio 2013, hanno effetto alcune novità introdotte dalla legge 28 giugno 2012, n. 92, in particolare l’art. 2 del citato provvedimento ha previsto che l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (Ds) è sostituita dall’Assicurazione sociale per l’Impiego (Aspi attualmente sostituita a partire da maggio 2015 a favore della Naspi). Pertanto il finanziamento dell’indennità di disoccupazione involontaria già presente nella contribuzione per attività di collaborazioni familiari, è sostituito dal finanziamento all’Aspi, ai sensi del comma 1 del predetto articolo 2, a cui concorrono gli oneri previdenziali di cui agli artt. 12, sesto comma (1,30%), e 28, primo comma (0,01%), della legge 3 giugno 1975, n. 160. La misura del contributo da corrispondere (con inclusa l’aggiunta numeraria dello 0,50 per cento per le lavoratrici non soggette alla tutela Cuaf) cambia naturalmente in base all’orario osservato dalla colf.: se inferiore alle ventiquattro ore settimanali, l’onere assicurativo è commisurato a tre diverse fasce di retribuzioni; se invece è superiore la quota numeraria dovuta, per tutta la durata del servizio remunerato, è fissa. Il pagamento dell’obbligazione previdenziale – si precisa – va effettuato con cadenza trimestrale, in particolare: dal primo aprile al dieci aprile, si versano gli oneri contributivi corrispondenti al primo trimestre dell’anno; dal primo al dieci luglio quelli riferiti al secondo trimestre; dal primo al dieci ottobre, quelli relativi al terzo trimestre; dal primo al dieci gennaio dell’anno successivo, i contributi del quarto ed ultimo trimestre dell’anno. Se però il rapporto di lavoro cessa prima del termine di versamento stabilito, l’obbligo assicurativo prescritto deve essere tassativamente assolto entro dieci giorni dalla data della sua risoluzione. Per quanto attiene l’Inail, poi, l’assunzione di una collaboratrice domestica, va di norma comunicata allo stesso Ente antinfortunistico entro le ventiquattro ore successive all’avvenuto impiego.

I CONTRIBUTI 2016

Retribuzione oraria                     Contributo orario con Cuaf     Contributo orario senza Cuaf*

fino a 7,88 euro                                      1,49 (0,35)                                    1,50 (0,35)

da 7,88 euro fino a 9,59 euro                 1,68 (0,39)                                    1,69 (0,39)

oltre 9,59 euro                                        2,05 (0,48)                                    2,06 (0,48)

più di 24 ore settimanali                        1,08 (0,25)                                    1,09 (0,25)

N.B. Le cifre in parentesi costituiscono la quota a carico della lavoratrice. * Mentre l’esclusione dal versamento del contributo Cuaf (Cassa Unica Assegni familiari) è prevista soltanto nel caso di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini non oltre il terzo grado che siano conviventi (pareti: figli, fratelli o sorelle e nipoti; affini: genero, nuora e cognati).

Denunce fiscali
ANCHE QUEST’ANNO NIENTE 730 ALL’INPS
Anche per quest’anno l’Istituto non si è avvalso della facoltà di prestare assistenza fiscale ai propri sostituiti, prevista dall’art. 37, d. lgs. N. 490/1998. Al riguardo giova precisare che i lavoratori dipendenti ed i pensionati possono presentare la dichiarazione dei redditi – Modello 730 – direttamente al proprio datore di lavoro (se questi ha preventivamente comunicato all’agenzia delle entrate la propria disponibilità alla raccolta ed alla trasmissione telematica) o all’ente che eroga la pensione, oppure rivolgendosi ad uno dei Centri di assistenza fiscale (Caf) per lavoratori dipendenti e pensionati. L’assistenza fiscale offerta dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale è gratuita e consiste in una verifica formale della dichiarazione presentata. Non occorre allegare documentazione. Nel caso dei Caf, invece, tali organismi, oltre ad operare un controllo complessivo sulla dichiarazione, devono verificare anche la documentazione apponendo un timbro. Il servizio è in genere gratuito per coloro che consegnano la dichiarazione precompilata, mentre, nell’ipotesi di dipendenti o pensionati che non sono in grado di effettuare la compilazione, il servizio è a pagamento. Dal 2006 è possibile inoltrare il modello 730 anche attraverso un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale autorizzato) entro lo stesso termine di presentazione al Caf. Tali strutture e i professionisti abilitati devono espressamente accertare la conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni Mod.730 alla documentazione esibita dai soggetti contribuenti. Nei Mod.730 elaborati dai Caf (o dai professionisti), quindi, vengono indicati, sulla base della documentazione acclusa e delle disposizioni di legge, gli oneri deducibili e le detrazioni d’imposta che competono, le ritenute praticate, nonché gli importi dovuti a titolo di saldo o di anticipo oppure gli acconti spettanti. Per la campionatura delle denunce erariali da sottoporre a controllo formale, l’Amministrazione Finanziaria fa riferimento ad appositi criteri, diversificati rispetto a quelli utilizzati per la selezione delle dichiarazioni elaborate direttamente dal sostituto d’imposta per le quali non è stato rilasciato il visto di conformità. Per quanto attiene poi i vantaggi del ricorso a tale procedura, il modello 730 è semplice e facile da redarre, non richiede particolari calcoli e garantisce inoltre il rimborso Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) direttamente sulla busta paga o sulla rata di pensione. Le scadenze di massima fissate per il corretto svolgimento dell’operazione in questione sono comunque le seguenti: invio del Cu (certificazione unica) all’interessato da parte del datore di lavoro o dell’Ente previdenziale da recapitare entro la fine di marzo 2016; presentazione del modulo di denuncia fiscale 730/2016 da avvenire di norma entro il 30 aprile 2016 se disposta attraverso il sostituto di imposta o entro il 31 maggio 2016 se eseguita tramite Caf o professionista autorizzato.

Boeri
IN ITALIA MISURE POVERTA’ COME CORSA AD OSTACOLI
“In Italia è molto forte la pratica di introdurre delle misure che servono per mettere delle bandierine , dire ‘io ho fatto questo’, e poi si introducono dei percorsi ad ostacoli per cui le persone non riescono mai a beneficiarne e quindi si contiene la spesa per i trasferimenti”. Lo ha recentemente detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervenendo nell’aula  magna dell’Ateneo di Bari ad un convegno sul reddito di dignità, progetto concepito dalla Regione Puglia. “Noi vogliamo contrastare la povertà, farlo davvero”, ha aggiunto. Creare una infrastruttura di informazioni sui beneficiari e potenziali beneficiari delle misure di contrasto alla povertà potrà consentire, secondo Boeri, di “andare direttamente dai cittadini, che sentiranno un’amministrazione amica al loro fianco. Il sistema deve essere automatico – ha spiegato Boeri – senza che queste persone debbano andare a cercare l’aiuto”. “Inps è pronta a dare il suo contributo, come fatto in passato per altre misure adottate in Puglia; come ente erogatore che fa trasferimenti ma anche ad aiutare nella fase d’istruttoria incrociando le banche dati. Noto diverse somiglianze con la nostra proposta: l’universalismo selettivo, il percorso d’inclusione attiva, il riferirsi ad insieme del nucleo familiare ed il guardare al patrimonio”, ha proseguito il presidente dell’Inps . “La differenza – ha aggiunto – è che non si dà una somma fissa ma si integra. Con la nostra proposta infatti si tende ad integrare il reddito nella fascia di età più critica degli over55: fissata ad esempio la soglia a 500 euro, noi integriamo con 200 se il reddito è a 300, guardando a condizioni di reddito e proprietà. Non è assistenzialismo ma un modo di recuperare persone a tessuto sociale”.

Boeri
PIÙ FLESSIBILITA’ IN USCITA PER RIDURRE LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE
“Si può avere più flessibilità dall’Ue senza violare le regole dell’Unione”, bisognerebbe però chiedere questa flessibilità per chiedere maggiore flessibilità nel prepensionamento, “in uscita dal mondo del lavoro”, un passo che serve “per ridurre la disoccupazione giovanile”. Lo ha affermato il presidente dell’Inps Tito Boeri, parlando di recente a ‘L’Intervista di Maria Latella’ su SkyTg24. “Le proposte che abbiamo fatto vanno in questa direzione. Andare un po’ prima in pensione ma con qualche aggiustamento”, ha evidenziato Boeri. Nell’immediato, ha proseguito l’economista, “ha dei costi per lo Stato ma nel medio termine no”, è una soluzione che “non aumenta il debito pubblico”. “Dare un po’ di ossigeno all’economia, favorire l’occupazione giovanile” sono gli obiettivi di questa scelta e, ha continuato Boeri, “abbiamo verificato che nelle aziende private sono rimaste persone non motivate, quindi aiutiamoli a uscire” gli over 55 anni con un po’ di penalizzazione. Le ultime regole sul mondo del lavoro, il Jobs Act, che “prevede anche le tutele crescenti, hanno fatto lievitare i contratti a tempo indeterminato per i giovani e mi aspetto che aumentino nei dati dei prossimi mesi”, ha detto poi, sottolineando che “tutto ciò dà più stabilità, ma bisogna ampliare anche la possibilità di impiego per i giovani” per garantire loro un domani pensioni eque. Per accrescerne le possibilità di impiego per i giovani, ha osservato Boeri, “bisogna per questo dare più flessibilità in uscita dal mondo del lavoro” delle persone in età pensionabile. “E’ questo -ha seguitato ulteriormente l’economista- che bisogna fare per evitare che i giovani abbiano un domani pensioni troppo più basse” rispetto alle generazioni di pensionati attuali.

Carlo Pareto
c.pareto@alice.it

 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi disoccupazione elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd Pdl pensioni Pia Locatelli psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento