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Opinioni e commenti
 

Con “Tisa” arrivano nuovi mercati per le imprese dell’Ue
Pubblicato il 03-02-2016


tisa

Sono in discussione al Parlamento europeo i negoziati per l’adozione del trattato internazionale TiSA  (Trade in Services Agreement). Si tratta di un accordo sugli scambi di servizi tra Paesi che rappresentano il 70% del commercio globale nel settore che ha lo scopo di di facilitare l’accesso delle imprese della Ue ai mercati internazionali, ma che non forzi l’Ue, le autorità nazionali e locali ad aprire i servizi pubblici alla concorrenza, ovvero non limiti il loro diritto di regolamentare nell’interesse pubblico. Dietro l’accordo gli interessi sono enormi, Una sorta di libero scambio dei dati dopo quello dei beni de ttip. In altre parole un accordo internazionale di scambio sui servizi, che ne prevede la deregolamentazione e la liberalizzazione. L’importanza di questo accordo è intuibile considerando sia i numerosi Paesi coinvolti, sia i tipi di servizi. Sono 51 gli stati che partecipano alle trattative. Oltre agli Stati Uniti, assieme ai 28 paesi dell’Unione Europea,  ci sono Australia, Nuova Zelanda, Canada, Svizzera, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Israele, Turchia, Taiwan, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Pakistan, Panama, Perù, Paraguay, Uruguay, Cile, Colombia, Messico e Costa Rica.

L’importanza di questa discussione è palesata dal fatto che l’Unione Europea rappresenta il più grande esportatore mondiale di servizi, pari al 25% del totale mondiale, i quali impiegano quasi il 70% della forza lavoro e che rappresentano il 40% del valore delle merci esportate dall’Europa. Per la relatrice Viviane Reding (Ppe, LU) “il voto di oggi rappresenta una svolta. Sono orgogliosa di aver raccolto un ampio sostegno tra i vari schieramenti politici per cambiare l’orientamento della politica commerciale Ue, nell’interesse delle imprese UE così come dei consumatori”. Il Parlamento ha sostenuto la risoluzione con 532 voti favorevoli, 131 contrari e 36 astensioni. Alessia Mosca, europarlamentare Pd e membro della commissione Commercio Internazionale, spiega che “siamo ben consapevoli della necessità di una modernizzazione dell’accordo sul commercio dei servizi, dato che quello attualmente in vigore risale all’era pre-internet, nel 1995. Il mercato dei servizi impiega quasi il 70% dei lavoratori europei, a cui dobbiamo garantire tutele e diritti”.

“Proprio per tutelare cittadini e consumatori il Parlamento europeo ha oggi approvato una relazione in cui esplicita richieste e linee rosse di cui la Commissione europea dovrà tenere conto nel proseguimento dei negoziati – spiega Mosca -: primi tra tutti, l’esclusione dei servizi pubblici dall’accordo, la tutela dei dati personali e la più ampia trasparenza possibile nelle prossime fasi dei negoziati”.

I negoziati per l’Accordo sugli scambi di servizi, iniziati nell’aprile 2013, aiutano a stabilire requisiti minimi globali per il commercio in settori come quelli dei servizi finanziari, digitali e dei trasporti. I partecipanti includono 23 membri dell’OMC, che insieme rappresentano il 70% del commercio globale nel settore servizi.

Reding rivendica che “dopo due anni passati a osservare le trattative TiSA e a prestare attenzione alle preoccupazioni dei cittadini, il Parlamento è ora seduto al tavolo dei negoziati. Ieri, la Commissione europea aveva un assegno in bianco. Oggi, è vincolata a un chiaro mandato parlamentare. Se le nostre raccomandazioni saranno rispettate, allora TiSA garantirà più diritti ai nostri cittadini in Europa e rimuoverà alcuni ostacoli per le nostre società all’estero. In caso contrario, il Parlamento non esiterà a porre il veto a quest’accordo”.

Redazione Avanti!

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