sabato, 27 agosto 2016
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Opinioni e commenti
 

PORTE CHIUSE
Pubblicato il 18-02-2016


Frontiera AustriaIl futuro dell’Europa sul tavolo del Consiglio Ue, i temi che verranno affrontati tra oggi e domani saranno la Brexit e i migranti ovvero riguardano proprio i punti più caldi di un’Unione europea che continua a scricchiolare.
Il tema immigrazione, connesso con il problema del funzionamento degli hotspot e di Schengen sarà discusso in serata, ma già partono le prime discussioni al riguardo. Nel mirino l’ultima decisione di Vienna, quella di chiudere le frontiere del Brennero. Contro la decisione austriaca è soprattutto l’Italia, Renzi ha affermato “che la situazione in Austria è comprensibilmente molto difficile. C’è un problema. Ma non possiamo pensare di chiudere il Brennero che è uno dei passaggi simbolici dell’Europa”. “Il 2015 ha sancito che Dublino è fallito, ha fallito. Capisco che ci siano alcuni Paesi che dicano il contrario – ha continuato – Per anni l’Europa ha messo la polvere sotto il tappeto. Ora ne dovremo parlare, in questo e nei prossimi Consigli”. Ma la decisione austriaca ha portato a degli screzi prima di tutto tra Austria e Commissione Ue. Il ministro dell’Interno austriaco, del tutto indifferente alle critiche e alle accuse di illegalità rispetto al diritto comunitario e internazionale mosse dal commissario europeo per l’immigrazione Avramopoulos, dichiara che il tetto giornaliero e annuale alle entrate di migranti e richiedenti asilo sarà implementato come pianificato.
La scelta di Vienna “sarebbe chiaramente incompatibile con gli obblighi rispetto alle leggi Ue e internazionali” ha scritto il commissario europeo alle Migrazioni Dmitri Avramopoulos in una lettera a Vienna, spiegando che “l’Austria, ha l’obbligo legale di accettare tutte le domande di asilo fatte sul suo territorio o alla frontiera”. A fare eco al commissario greco il premier olandese Rutte, titolare della presidenza di turno della Ue, che sostiene che “paesi come l’Austria e la Slovenia prendono misure che capisco ma che devono essere integrate in una quadro europeo”, anche perché, sottolinea, la conseguenza di tali misure è che “si ammassano grandi quantità di gente, in circostanze difficili, nel nord della Grecia”. Non fa però un passo indietro il Cancelliere austriaco: “Ai pareri legali risponderanno i nostri esperti. Da un punto di vista politico, dico: la nostra posizione non cambia”, risponde Werner Faymann.
Il problema per Faymann è infatti soprattutto di tipo politico, secondo Gerhard Mumelter, giornalista del quotidiano austriaco Der Standard, dall’inizio dell’anno l’Austria ha registrato sul confine poco più di cento migranti, mentre in Italia sono entrati 280 profughi provenienti da Austria e Germania – in parte irregolari e quindi respinti. Con la chiusura del Brennero e di altri dodici valichi di frontiera il governo di Vienna intende arginare la crescita costante della destra xenofoba del Partito liberale in vista delle elezioni presidenziali che si terranno tra pochi mesi.
Il problema dell’immigrazione tocca poi un altro tema ancora più spinoso, quello della questione siriana e degli accordi con la Turchia per impedire i flussi migratori irregolari verso l’Ue. Accordo sul quale l’Italia ha assicurato l’appoggio, ma resta comunque titubante. Inoltre Roma ha avanzato richieste anche per Paesi come il nostro, per tutto il lavoro fatto fino ad ora nell’accoglienza dei profughi.

Le rotte dei migranti

Rotte dei migranti verso l’Europa

Un altro nodo importante che verrà affrontato durante il vertice a Bruxelles è quello della Brexit, un altro nodo molto difficile da sciogliere, soprattutto perché la Gran Bretagna non sembra intenzionata a fare nessuna marcia indietro sulle proprie richieste.
David Cameron è arrivato nella capitale europea affermando di non intendere siglare accordi che non soddisfino quanto richiesto da Londra. “Se giungeremo a un buon accordo, me lo prendo – ha sottolineato Cameron – ma non ne firmerò alcuno che non vada incontro alle nostre esigenze”. Proprio per scongiuare l’addio di Londra prima del vertice si sono susseguiti diversi faccia a faccia che hanno visto incontrarsi Angela Merkel, Francois Hollande e Mark Rutte. Fonti diplomatiche europee spiegano che è piuttosto improbabile che si raggiunga un accordo oggi. Presumibilmente, gli sherpa lavoreranno tutta la notte per mettere a punto l’intesa. Domattina, alla ripresa del vertice, si vedrà se ci sono le condizioni per chiudere.
Il presidente dell’eurogruppo, Jereon Dijsselbloem, ritiene che l’ultima versione della bozza per un accordo con Cameron “costituisce un ragionevole punto di equilibrio”. Per Dijsselbloem “noi rispetteremo la preoccupazione britannica che gli interessi dell’area non euro sarà rispettata man mano che la zona euro diventa più grande”, ovvero il timore “che i Paesi dell’Eurozona possano formare un blocco che possa legiferare a scapito della City. Ma esiste un interesse comune: assicurare parità di condizioni nel mercato unico, mercato che ha un solo regime anche per quanto riguarda il settore finanziario. Il Regno Unito rivendica di essere trattato in modo equo e io sarò un suo alleato in questo, perché ci deve essere parità di regole per tutti”.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Provo pena, tanta tristezza nel constatare che per molti politici, l’Europa non è più nè un’unione nè una comunità. Forse non è neanche più un’Idea. Sembra ridotta a una via di mezzo fra un mercato e un ospizio per anziani. Un mercato in quanto si urla, si litiga, si contratta, si compra e vende, vedi il caso del Regno Unito, per il quale la permanenza in Europa non è altro che un vincolo di convenienza, o ci date tot e lasciate che noi si faccia a comodo nostro o ce ne andiamo. Idem dicasi per quei Paesi della fascia orientale e sud-orientale che vogliono ricevere ma non sono disposti a dare ( vedasi la storia dei fondi e dei migranti). Un ospizio in quanto questa sembra essere ormai la mentalità: un modus operandi vecchio e sclerotico che si illude di risolvere i problemi imponendo quote e alzando i muri, quei muri che non protessero un impero come quello romano, con le sue leggi, strade, lingua unica etc.figuriamoci questa Europa.
    Mi è piaciuto molto quello che ha detto Renzi non molto tempo fa: sulla questione dei migranti preferisco perdere voti che perdere la dignità. Ora, caro Matteo, passiamo ai fatti. Il Mediterraneo sta diventando un cimitero di disperati, famiglie, bambini. L’Europa smetta di guardare dall’altra parte: primo, salvare vite umane; secondo, avere un piano non solo di accoglienza ma di inserimento: fare in modo che questa gente, queste famiglie possano diventare e sentirsi cittadini europei, con un lavoro e senza discriminazioni. Il mondo povero bussa alla porta del mondo ricco ma qui qualcuno pensa ancora che basti chiudere a chiave e mettere il catenaccio?
    Mario Mosca.

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