venerdì, 1 luglio 2016
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Opinioni e commenti
 

Contro le Unioni Civili pure l’anatema di Radio Maria
Pubblicato il 04-02-2016


Monica Cirinnà

La senatrice del Pd Monica Cirinnà

Battaglia procedurale e di contenuti sul ddl Cirinnà, la legge che dovrebbe finalmente regolamentare le Unioni civili anche in Italia. Al centro dello scontro c’è sempre la questione delle adozioni. L’art.5 che regolamenta con la stepchild adoption una materia incandescente su cui si stanno schierando perfino pediatri, psicologi e psichiatri. E per ultimo è arrivato anche il direttore di Radio Maria, l’emittente ipercattolica che si sente in ogni angolo d’Italia, meglio e di più della Rai, per ricordare alla parlamentare democratica con una caduta di gusto perfino peggiore di quella di Gasparri, che oggi brinda, ma che domani morirà. Sulla questione delle adozioni, il segretario del PSI, Riccardo Nencini ha ricordato che “ci sono già sentenze dei tribunali italiani che consentono diverse forme di adozione. Per questo ha senso regolamentare sia le unioni civili che la stepchild adoption. Se non lo facessimo, verremmo meno ad una funzione propria del legislatore, affidando esclusivamente a interventi della magistratura. Sarebbe un errore”, ha concluso Nencini.

Sul piano procedurale 40 senatori hanno annunciato di voler presentare un ricorso per conflitto di attribuzione alla Corte costituzionale, perché sarebbero stati violati i loro diritti di parlamentari a causa del mancato rispetto delle normali procedure parlamentari nell’esame del ddl Cirinnà. Il ricorso è stato presentato in una conferenza stampa da Carlo Giovanardi, primo firmatario, Gaetano Quagliariello, Luigi Compagna, Massimo Mauro e Andrea Augello. Secondo i senatori l’iter del ddl Cirinnà ha violato l’articolo 72 della Costituzione, il quale prevede che ogni disegno di legge sia esaminato prima in Commissione e poi in aula. Nel caso delle unioni civili invece la Commissione Giustizia non ha esaurito l’esame che è stato concluso senza mandato al relatore.

Intanto restano ancora piuttosto distanti le posizioni tra il Pd e gli oppositori al ddl Cirinnà anche sul numero delle votazioni segrete. Per il presidente dei senatori Dem Luigi Zanda ne basterebbero non più di 10 mentre Lega, FI e l’area più cattolica di Ap, ce ne potrebbero essere almeno una trentina. Si starebbe lavorando ad un’intesa che si potrebbe già raggiungere nella riunione che è stata convocata per domani.

Nella sostanza non cambia invece la posizione dei pentastellati. “Siamo tutti compatti a favore del ddl Cirinnà” ha detto il senatore M5S Alberto Airola, ma “sia ben chiaro che impoverito non lo votiamo”. al Pd in merito al voto al Senato del provvedimento sulle unioni civili. “Non si può scendere oltre un minimo livello di garanzie dei diritti”. Dall’altra parte proseguono invece le pressioni del Ncd che però dopo aver incassato ministri e sottosegretari – ha più membri di governo che voti – alla fine non creerà ostacoli al Presidente del consiglio anche se invoca principi non negoziabili un giorno sì e l’altro pure. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al programma ‘L’aria che tira’ su La7, ripete che se Pd e M5S voteranno insieme il provvedimento sulle unioni civili “sarà un fatto grave, negativo e traumatico. Se Renzi se lo risparmia fa il bene dell’Italia”, sottolineando che “noi non minacciamo crisi, non credo sarebbe una mossa intelligente. Quando ci sono argomenti che investono la coscienza il Governo farebbe un errore ad intervenire”.

E intanto fa capolino l’ennesima ipotesi di mediazione partorita in casa Pd con un affido pre-adottivo di un anno, da introdurre per le coppie gay ma anche per quelle etero e i “pontieri” Dem starebbero sondando i senatori di Ncd per capire fin dove si possa spingere la mediazione e su quanto sostegno potrebbe godere tra gli alfaniani. Un gioco rischioso perché l’Ncd dovrebbe garantire i voti che a questo punto sicuramente non arriverebbero poiù dal M5s. Il rischio, spiegano gli stessi esponenti Dem, è che un piccolo passo nella direzione degli alfaniani e più in generale dell’area cattolica, possa portare non solo i 5 Stelle a smarcarsi ma anche i laici Dem a smarcarsi. Dunque si procede in queste ore con i piedi di piombo in un estremo tentativo di dialogo.

E c’è anche chi straparla, come la ministra della salute Beatrice Lorenzin secondo cui la stepchild adoption “si traduce nella legittimazione dell’utero in affitto e dell’eterologa” e ci porterebbe niente po’ po di meno che all’“ultraprostituzione”.

Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria

Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria

E c’è chi non ha voluto restare un passo indietro rispetto ‘all’“ultraprostituzione” della Lorenzin. Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, salito a suo tempo alla ribalta della cronaca per la capacità di convincere donne sole e molto anziane a fare testamento in favore della sua radio, ultrà del cattolicesimo miltante, acceso sostenitore delle apparizioni della madonna a Međugorje con tutto il suo contorno di succosi pellegrinaggi, scomodando l’Apocalisse e Babilonia ha garantito che dopo il successo parlamentare per Monica Cirinnà, arriverà “anche il funerale”.

“Questa qui, Monica Cirinnà, mi sembra un po’ la donna del capitolo diciassettesimo dell’Apocalisse, la Babilonia, che adesso brinda prosecco alla vittoria. Signora, arriverà anche il funerale, stia tranquilla”. “Glielo auguro il più lontano possibile, ma arriverà anche quello” ha aggiunto per smorzare ipocritamente l’alto tasso di violenza contenuto nel suo anatema, o forse sarebbe meglio definirlo una fatwa radiodiffusa urbi et orbi.

Oggi infine sono arrivati gli psicoterapeuti a difendere la possibilità anche dei gay di allevare figli in assoluta serenità contrariamente a quanto affermato ieri dal Presidente della Società Italiana di Pediatria, Giovanni Corsello, secondo cui “non si può escludere che convivere con due genitori dello stesso sesso non abbia ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale nell’età evolutiva”.

A rispondergli oggi – ma in buona compagnia con Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria – la dottoressa Margherita Spagnuolo Lobb, direttore dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, che ha spiegato come non solo non ci sono prove certe del fatto che crescere in una famiglia gay possa avere ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale del bambino, ma al contrario ci sono ricerche che provano che i bimbi cresciuti in un contesto di omogenitorialità abbiano maggiori capacità di adattamento alla società e all’ambiente esterno.

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