martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Corruzione, la ‘spintarella’ convince metà degli europei
Pubblicato il 16-02-2016


Corruzione bustarellaContano di più le relazioni, le ‘amicizie’ che le capacità. Purtroppo più della metà dei cittadini europei è convinto che la strada migliore per arrivare al successo sia avere ‘conoscenze’ politiche, essere ‘ammanicati’, avere una ‘spintarella’ come diciamo in Italia. E l’Italia è un esempio di questo cattivo modo di procedere soprattutto se messa a confronto con i Paesi del nord Europa dove, anche per un diverso grado di coscienza civile e rispetto della cosa pubblica, se la sono cavata meglio negli anni della crisi.

Un mese fa, il 21 gennaio, la presidenza di turno dell’Ue ha pubblicato una nuova una nuova graduatoria dell’integrità pubblica per i 28 Stati membri dell’Unione. Ne ha scritto Ramin Dadašov per il giornale online VoxEurop.

Scrive Dadašov (traduzione di Anna Bissanti): “La graduatoria rappresenta la prima misurazione oggettiva dell’integrità pubblica nell’Ue e fa parte di un rapporto ufficiale sulla fiducia e l’onestà commissionato da un gruppo di istituti di ricerca associati al Progetto ANTICORRP guidato dalla professoressa Alina Mungiu-Pippidi dell’Hertie School of Governance di Berlino.

La graduatoria si basa su sei indicatori strettamente legati tra loro che, da un lato, sono in correlazione sufficiente da poter essere aggregati in un unico indice e dall’altro sono fortemente associati con gli indicatori di corruzione esistenti. Questi indicatori comunemente utilizzati – per esempio l’Indice di percezione della corruzione di Transparency International – si basano sulle percezioni di specialisti. Il nuovo Indice di Integrità Pubblica (Ipi), invece, è più oggettivo e si basa su sei indicatori di trasparenza: la semplicità amministrativa (il tempo occorrente a registrare un’azienda e a pagare le imposte); l’apertura del commercio; l’efficienza delle procedure di revisione; la capacità giudiziaria; i servizi online offerti dal governo e quelli utilizzati dalla popolazione.

La struttura stessa dell’indicatore della trasparenza consente di fare paragoni all’interno dell’indice da un anno all’altro, cosa che non potrebbe essere fatta con gli indicatori basati sulle percezioni. Oltretutto, essa consente di rendere l’indicatore sensibile alle riforme politiche, altra lacuna degli indici basati sulla percezione che, come è noto, non tengono il passo con la realtà. Per esempio, la Grecia è stata classificata paese molto corrotto nelle graduatorie soltanto quando la crisi dell’euro è diventata di dominio pubblico, mentre si ritiene che sia proprio la corruzione ad aver reso la crisi così grave.

La graduatoria, illustrata nella tabella, vede i Paesi scandinavi e i Paesi Bassi saldamente ai primi posti, mentre Bulgaria, Romania e Croazia si contendono l’ultima posizione. L’Italia guida l’ultimo quarto della graduatoria, ma è migliorata negli anni. L’indice è relativo al 2012 e al 2014, e si basa sugli ultimi dati disponibili.

Fonte www.againstcorruption.eu

Fonte www.againstcorruption.eu

Corruzione cambiamenti punteggio Ipi

Fonte www.againstcorruption.eu

La graduatoria evidenzia una tendenza positiva per la Romania (che ha scavalcato la Bulgaria dopo essere stata all’ultimo posto fino al 2012) e soprattutto per la Grecia, che ha fatto registrare i progressi più considerevoli negli ultimi anni, insieme a Lettonia e Lituania, come si può vedere nel grafico più sotto.

Nel rapporto si legge che la sola performance economica di per sé non spiega il calo a volte drammatico della fiducia nel governo. In molti stati membri i cittadini percepiscono un grave calo di qualità nella governance, e avvertono pienamente il fallimento delle politiche attuali nell’invertire la tendenza. Soltanto in una minoranza di Paesi europei incontriamo una chiara maggioranza che ritiene che il successo sia dovuto al merito, sia nel privato sia nel settore pubblico.

Più della metà degli europei ritiene che l’unico modo per avere successo negli affari nel proprio paese sia avere conoscenze politiche. Meno di un quarto degli europei considera che gli sforzi del governo per affrontare la corruzione siano efficaci. I Paesi nei quali i cittadini percepiscono una maggiore onestà e una governance migliore sono quelli che sono riusciti a preservare alti livelli di fiducia nel governo malgrado la crisi economica.

Nell’indicare questi fattori come determinanti per la crescente perdita di fiducia nelle istituzioni nazionali ed europee in tutti i 28 Paesi dell’Ue, il rapporto fa considerevoli passi avanti per aiutare a comprendere la crisi. Formula alcune lezioni apprese da questa raccolta di prove e punta a informare il dibattito politico su come affrontare e risolvere l’apparente mancanza di onestà pubblica in Europa.

Ancora a proposito di corruzione, ma questa volta a livello globale – riportiamo ancora da Vox Europ – Transparency international ha pubblicato il suo Indice annuale della percezione della corruzione nelle pubbliche amministrazioni, che ricopre 168 Paesi. Secondo la classifica i due terzi dei Paesi ottengono un punteggio inferiore a 50 – il punteggio che indica un livello di corruzione basso è 100. Sette dei dieci Paesi meno corrotti sono Stati europei. La Danimarca è in testa per il secondo anno consecutivo, mentre la Russia e l’Azerbaigian sono in coda all’elenco dei Paesi europei.

I Paesi più virtuosi si distinguono per un elevato livello di libertà di informazione, di trasparenza delle finanze pubbliche, di integrità del personale politico e di indipendenza della magistratura.

I Paesi europei che hanno visto il loro punteggio peggiorare negli ultimi quattro anni sono la Spagna e la Turchia, mentre la Grecia e il Regno Unito hanno registrato i progressi più notevoli.

La nuova graduatoria dell’onestà pubblica negli stati membri dell’Unione europea vede la Finlandia al primo posto e la Bulgaria all’ultimo. E l’Italia non se la cava tanto bene.

QUI la mappa interattiva

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