giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ddl Cirinnà, avanti al Senato ma senza accordo nel Pd
Pubblicato il 15-02-2016


Unioni civiliResta la confusione in casa Pd sul testo delle Unioni Civili a poche ore dalla ripresa della discussione a Palazzo Madama. La riunione con i cattodem sul nodo della stepchild adoption non ha dato risultati. Proseguirà forse in serata e domattina. Per ora l’unica decisione riguarda l’emendamento ‘supercanguro’ che verrà presentato per eliminare migliaia di emendamenti leghisti. Nencini: “Singolare che Alfano raccolga adesioni per affossare legge, non è suo mestiere”.


Confusione ancora alle stelle in casa Pd sul testo delle Unioni Civili, il ddl Cirinnà. A poche ore dalla ripresa del disegno di legge a palazzo Madama – mercoledì era stato approvato l’art.1 – il vertice tra il capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, il ministro Maria Elena Boschi, il senatore dem Marcucci e una folta rappresentanza dei senatori cattodem per sciogliere il nodo dell’art.5, quello sulle adozioni dei figli nelle coppie omosessuali, si è concluso con un nulla di fatto. Per tre ore hanno discusso, ma non è stato raggiunto nessun compromesso. Tanto che Zanda spiega, al termine del lungo vertice: “Dobbiamo ancora approfondire questioni molto delicate. Il lavoro proseguirà stasera e domani mattina. Non c’è ancora un punto definito”. “Canguro è in calendario domani si vota”.

Zanda si riferiva all’emendamento a prima firma Marcucci, rinominato ‘super canguro’ per l’effetto di travolgere molti emendamenti al ddl Cirinnà qualora approvato – ce ne sono 5 mila solo della Lega – sarà votato domani dall’Aula del Senato. È uno dei pochi punti fermi al termine della lunga riunione del Pd al Senato. “L’emendamento Marcucci è in calendario e non vedo come non si potrà non votare”, replica Zanda a domanda specifica. Quanto a un possibile voto per parti separate dell’emendamento in questione, Zanda taglia corto: “Sono scelte che spettano all’Aula”.

Intanto non accennano a diminuire le tensioni interne alla maggioranza con l’ala cattolico integralista guidata dal ministro degli interni Angelino Alfano.

“È perlomeno singolare – scrive su Facebook il segretario del Psi, Riccardo Nencini – che il ministro degli Interni si rivolga a cattolici e grillini perché facciano saltare un disegno di legge, quello sulle unioni civili, condiviso da larga parte della maggioranza e da un pezzo dell’opposizione. Una cosa è votare contro, altro andare in cerca di adesioni. Non è mestiere da Ministro degli Interni!”.

A loro volta i senatori della minoranza PD, Federico Fornaro e Carlo Pegorer, in una nota scrivono che “bisogna avere il coraggio di dire la verità all’opinione pubblica e smetterla di lanciare messaggi ambigui e ingannevoli: nel testo Cirinnà non ci sono le adozioni per le coppie omosessuali né tanto meno si legalizza la pratica dell’utero in affitto. Semplicemente si allarga alle Unioni Civili il diritto a poter usufruire della stepchild adoption, una norma inserita nel nostro ordinamento nel lontano 1983 a tutela dei diritti dei minori. Chi chiede oggi lo stralcio dell’art. 5 sulla stepchild adoption, in realtà non vuole che sia approvata una buona legge sulle Unioni Civili”.
In ultimo da segnalare il comportamento della Lega che in Lombardia con Roberto Maroni ha assunto ormai il ruolo di mosca cocchiera dell’ala più integralista delle gerarchie cattoliche. Il socialista Nencini attacca duramente una decisione assurda presa dalla Regione che ha escluso dal godimento del sostegno alle famiglie con figli piccoli quelle che il figlio lo hanno adottato. “Bagnasco e Maroni .- scrive su Facebook il Segretario del PSI – uniti sul fronte della reazione. La Lombardia esclude le famiglie con figli adottati dal bonus bebè. È anticostituzionale in quanto discriminatorio. Facciamo noi ricorso. E dire che la Lombardia è sempre stata all’avanguardia nella promozione dei diritti civili”.

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Commenti all'articolo
  1. È vero che non tutte le leggi si possono approvare con il consenso di tutte le forze che appoggiano il governo, ma Renzi è sicuro che questo scontro frontale sull’adozione del figlio del compagno valga una rottura o, peggio ancora, una crisi? Cui prodest? Ma ci vuole tanto a proporre le unioni civili e basta? Del resto poi se ne può riparlare in futuro.
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

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