domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Derive
Pubblicato il 03-02-2016


Il senatore neofascista Maurizio Gasparri, interrogato a margine del Family day dal fastidioso e spesso volgarissimo Claudio Lucci non ha mancato di cogliere l’occasione per offrire, non tanto il peggio di sé, perché a quello non c’è mai fine, quanto l’ennesima dimostrazione del suo desolante background nutrito di razzismo e disprezzo per i cosiddetti “diversi”.

Non a caso si è segnalato come tra i più attivi animatori dell’adunata fondamentalista e neoguelfista dello scorso sabato.

Dimmi come parli e ti dirò chi sei.

Gasparri si preoccupa continuamente con i suoi interventi mediatici di sbattere in faccia a tutti il suo dna fascista, utilizzando un linguaggio da caserma punitiva degli anni 60, insultando, irridendo e mostrando la faccia feroce dello squadrista da operetta.

Purtroppo l’Ufficio di presidenza del Senato, quella che un tempo era considerata la “Camera alta” dove protagonisti dei dibattiti anche aspri erano prima di tutto il bon ton e un lessico adeguato, ha conosciuto negli ultimi anni uno scadimento di immagine progressivo, in ragione del fatto che le cariche di vicepresidente spettanti al centro destra sono state affidate a fini dicitori del calibro di Rosi Mauro e Roberto Calderoli che con le loro estemporanee performances hanno contribuito a deteriorare l’immagine del loro ruolo istituzionale.

Nella presente legislatura il deficit di autorevolezza dell’Ufficio di presidenza sta raggiungendo un livello davvero imbarazzante considerato che al sempiterno Calderoli è stato affiancato il camerata Gasparri.

Oltre vent’anni fa il calciatore inglese Paul Gascoigne fu multato dalla società in cui militava per essersi esibito in un rumoroso rutto (sic!) in diretta televisiva nella tribuna Vip dello stadio Olimpico di Roma. Dell’episodio, narrano le cronache, se ne occuparono, per stigmatizzarlo, molti parlamentari.

Vent’anni dopo al vice presidente del Senato della Repubblica è consentito di offendere, attraverso il mezzo televisivo le persone disabili e di cavarsela con delle poco credibili scuse in una cornice, occorre riconoscerlo, di assordante silenzio, rotto solo nell’aula di Montecitorio dal deputato del M5s Matteo dall’Osso che, peraltro, ritenendo che la sua condizione di disabile gli permetta di dire ciò che gli passa per la testa, non ha trovato di meglio che imitare Gasparri proferendo un’espressione ormai entrata nel lessico quotidiano ma non per questo meno volgare e comunque inaccettabile per il rispetto che si deve ad un’aula parlamentare.

Se non sono derive codeste…..

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento