lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Elton John e la brutta figura
di Matteo Salvini
Pubblicato il 10-02-2016


Una rapida presentazione, poi il suono familiare di un pianoforte. La voce di Elton John risulta ancora calda, profonda, perfettamente combinata alle sue indimenticabili melodie.
Sul palco di Sanremo, Reginald Kenneth Dwight si esibisce infatti con “Your Song” (1970), che parte quasi in sordina per poi esplodere in un caleidoscopio di romantico e sognante pop orchestrale, apogeo della sua produzione artistica. È poi il turno di un’altra celeberrima ballata: “Sorry Seems To Be The Hardest Word”, del ’76, dal retrogusto più malinconico, sempre bellissima. Il pubblico dell’Ariston ascolta in religioso silenzio.
Prima di suonare, infine, il suo nuovo singolo, “Blue Wonderful” dal suo ultimo disco, “Wonderful Crazy Night”, Carlo Conti gli pone qualche domanda. L’artista risponde in maniera posata, serena. Parla della sua lunga carriera, del bel rapporto col pubblico, dell’amore che ancora prova per la musica. “[…] penso che bisogna essere grati al pubblico per una carriera lunga come la mia, è una cosa incredibile. Non pensavo che questo viaggio sarebbe durato così tanto, non pensavo di diventare papà, di avere la vita che ho avuto, è stato tutto molto bello”.
Dunque nessuna propaganda pro-unioni omosessuali, nessun riferimento politico alla pratica dell’utero in affitto, come viene volgarmente definita da alcuni esponenti politici, nessun simil-pride sul palco dell’Ariston, come papa boys e fanatici religiosi del Belpaese temevano. David Furnish, marito del cantautore, non si è neanche visto. Non che sarebbe stata cosa strana se si fosse seduto in prima fila ad assistere all’esibizione del suo compagno ma, si sa, in Italia il bigottismo scellerato la fa da padrone anche e soprattutto quando si tratta di cose semplici e banali. Ma, nonostante la solita, miserabile figura da bacchettoni e arroganti, c’è anche chi, non contento, rincara la dose.
Scrive infatti Salvini stamattina sulla sua pagina facebook: “Strapagare il signor Elton John, per esaltare le adozioni gay, è una vergogna. Ma è il festival della canzone italiana o un comizio politico? Il canone se lo paghino loro, magari dopo aver affittato un utero.”
Appare chiaro che Salvini l’esibizione di Elton John non l’ha neanche guardata e che aveva già pronto il post da qualche settimana. E adesso chi dice a lui e alle più di 20mila persone che hanno messo mipiace al suo post che Elton John si è limitato a cantare e suonare, con una signorilità e una professionalità che Sir Matteo Salvini può solo sognarsi la notte?

Giulia Quaranta

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