venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Festival di Sanremo
Emoziona Brignano e vince il ripescato Gabbani
Pubblicato il 15-02-2016


Francesco Gabbani

Francesco Gabbani

Nella penultima serata della 66esima edizione del Festival di Sanremo è successo l’impensabile: dato per escluso, non solo viene ripescato, ma vince e trionfa tra i giovani Francesco Gabbani con la sua “Amen”, che canta il disorientamento di un mondo in cui tutto sembra cadere a pezzi, in cui le innumerevoli contraddizioni e problemi etici, sociali e religiosi si fondono; ci si limita così alla rassegnazione quasi: “dimentichiamo tutto con un Amen”, nessun moto di protesta: “cala il vento, nessun dissenso, di nuovo tutto tace”. Ma in questo apparente silenzio omertoso e disinteressato c’è molto più risentimento e irriverenza che tutti questi giovani delle Nuove Proposte cantano, ognuno a suo modo. A patire da Chiara Dello Iacovo con la sua “Introverso”: laddove tutto sembra di circostanza, finto, fittizio, strumentale e strumentalizzato, di plastica quasi, si fatica a trovare una propria identità e a riconoscersi; “non basta un documento per assumere un’identità, è tutto stabile e dinamico”, non si sa neppure più quello che si vuole, chi si è, ciò di cui si ha bisogno, quasi robot, automi fatti di verità imposte e accettate passivamente. Forse è per questo che ci si ritrova con tanti sogni infranti e a non credere più neppure alle favole, anzi è per tale motivo che “Odio le favole” per dirla alla Ermal Meta: si ha bisogno di certezze e punti di riferimento, per qualcosa di duraturo “Odio le favole e il gran finale perché quello che conta è qualcosa per cui una fine non c’è, non ci credere se ti dicono che passerà da sé”. Una critica sociale sottile, puntuale, sincera e sentita, di chi la vive in prima persona e osserva la realtà con occhi critici ed oggettivi. Per questo è stato il Sanremo dei giovani e Carlo Conti ha invitato caldamente le radio a mandare in rotazione in continuazione i brani di questi talenti delle Nuove Proposte. Un buon passo in avanti nella tradizione sanremese, segno del cambiamento dei tempi e del suo adattarsi in divenire all’evoluzione sociale. Sulla stessa linea, infatti, è andato Rocco Hunt, con l’invito a non rassegnarsi e a reagire, rimboccarsi le maniche e costruirsi un futuro e realizzare i propri sogni e crederci, rivolto ai giovani con la sua “Wake up”. Comprensibile lo stupore poi di Francesco Gabbani che, emozionato, si è limitato a commentare: “È l’esempio che se ci si impegna con perseveranza i risultati arrivano”. Canterà in testa alla sera della finale dei big. Chiara e Francesco si sono aggiudicati anche gli altri riconoscimenti assegnati: il Premio della sala stampa Lucio Dalla è andato a “Introverso” di Dello Iacovo; mentre il Premio della critica Mia Martini ad “Amen” di Gabbani.

Per il resto, per quanto riguarda le votazioni, contava per il 30% il giudizio della giuria demoscopica, per il 30% il televoto e l’altro 30% quello di una giuria di esperti, composta da: Nicoletta Mantovani (a Modena è stato, tra l’altro, aperto il Museo Pavarotti), Massimiliano Pani, Laura Valente moglie di Mango, Paola Maugeri, Valentina Correani. Se si è fatto un tributo al batterista scomparso circa un anno fa dei Matia Bazar, Giancarlo Cossi, è stata mancata un’occasione per ricordare lo stesso Pavarotti o Mango: o con un video tributo, o con una cover da parte dei concorrenti o con un minuto di silenzio o un semplice lungo applauso, o una coreografia (peraltro eliminate dalla trasmissione). Dispiace un po’ questo, così come un’altra occasione persa è stata il non portare di nuovo sul palco con Laura Pausini i ragazzi di “Braccialetti Rossi” a cantare “Simili”. Sicuramente gli ospiti anche nella serata della semifinale hanno fatto la loro parte: altro passaggio rap con J Balvin; poi Alessandro Gassman e Rocco Papaleo che con una gag, hanno presentato “Onda su onda” il nuovo film da regista di Papaleo; e poi il 22enne dj Lost Frequencies. Di certo i momenti migliori sono stati l’arrivo di Elisa con un ricco medley dei suoi più grandi successi (“Elisa Luce tramonti a nord est”,portata a Sanremo; “L’anima vola”; “Gli ostacoli del cuore”) e il singolo nuovo in inglese (“la lingua della creatività” e la forma migliore per esprimerla come l’ha definita): “No hero”. Soprattutto il monologo sulla paternità di Enrico Brignano è stato davvero commovente nel momento stesso in cui immagina di parlare al suo futuro ipotetico figlio chiedendogli se vuole scegliere proprio lui come padre, non sentendosi all’altezza e, non appena ha una risposta affermativa, accetta emozionato concludendo: “Spesso capiamo che il mondo non è cambiato, siamo noi ad essere cambiati. Vorrà dire che quando arriverai sarai tu ad insegnarmi come si diventa grandi e adulti”. Ha ricordato “L’uomo volante” di Marco Masini, canzone che interpretò qui sul palco dell’Ariston; ma il comico ha voluto anche rivolgere un pensiero appunto ai giovani: “noi tutti dobbiamo insegnare innanzitutto l’educazione, ma come si può (riuscire a) parlare ai giovani d’oggi? Questo mi preoccupa”. In poco tempo Brignano ha davvero scaldato gli animi del teatro Ariston. Anche dalla sala stampa, poi, è stata fatta vedere la copertina di una rivista in cui Gabriel Garko stesso, per rimanere in tema, chiede alla fidanzata Adua del Vesco di regalargli un figlio.

Per quanto riguarda la musica, i cinque eliminati nella semifinale, di cui solamente uno sarà ripescato, sono: Zero Assoluto, Bluvertigo, Irene Fornaciari, Dear Jack. Proprio la canzone della figlia di Zucchero è incentrata sul problema dell’immigrazione (clandestina), così come il brano di Clementino “Quando sono lontano” è rivolto a tutti i migranti e a chi è lontano da casa; come Madalina Ghenea, che ha voluto ricordare come la propria terra non si scordi mai. C’è tempo fino all’avvio della finale di sabato per votarli. Televoto aperto alla conclusione della semifinale che porterà al salvataggio di un solo brano. Intanto arrivano i primi giudizi su questo Sanremo, in cui ci sono state anche delle stonature, ma vista la forte pressione ed emozione a cui si è sottoposti sono perdonabili. Si è respirata un’atmosfera familiare e serena, di spontaneità.

Sicuramente “I giovani hanno dato tanto. È stato il Festival dei giovani”, per Nicoletta Mantovani.
Paola Maugeri invece vi ha trovato “autenticità e intelligenza creativa nella semplicità”.
“Molto radiofonico, fantastico ed emozionante” per Valentina Correani. Ma la vera vincitrice di Sanremo è stata Virginia Raffaele, destinata alla nomination quel miglior personaggio femminile dell’anno o personaggio rivelazione ai Premi della TV. Nella semifinale si è lasciata andare all’imitazione di Belen Rodriguez, con naturalezza e simpatia, forse quello riuscitole meglio per la disinvoltura con cui si è mossa sul palco.

Barbara Conti

 

 

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