sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Fisco. Orlandi:
niente farmaci nel 730 precompilato
Pubblicato il 08-02-2016


Inps
NUOVA DISCIPLINA DELLA CONCESSIONE DELLE INTEGRAZIONI SALARIALI
Il Decreto Legislativo n. 148/15 all’art. 16, comma 1, ha stabilito che, a decorrere dal 1 gennaio 2016, le integrazioni salariali ordinarie sono concesse dalla Sede Inps territorialmente competente. La nuova competenza viene esercitata anche su tutte le domande giacenti in quanto non definite nel 2015 indipendentemente dal fatto che siano riconducibili alla vecchia o nuova disciplina secondo i criteri illustrati nella circolare n. 197 del 2 dicembre 2015 e nel messaggio n. 7336 del 7 dicembre 2015. Si precisa tuttavia che   le domande già prese in carico da una Sede (stato domanda ”trasferita”) saranno definite  dalla Sede  stessa. La citata circolare n. 197/2015  ha stabilito tra l’altro, che i direttori di sede (o dirigenti delegati) avranno l’esclusiva competenza circa la definizione delle istanze di CIGO. Ai fini di una esatta correlazione tra le sedi territorialmente competenti a ricevere la domanda e le unità produttive per le quali l’Azienda chiede le integrazioni salariali ordinarie, occorre ricordare che: Il paragrafo 1.4 della circolare n. 197/15 ridefinisce il concetto di “unità produttiva” ancorandolo al requisito della autonomia organizzativa; il messaggio del 7 dicembre 2015 n. 7336 ha precisato i criteri da utilizzare nel settore dell’edilizia e affini, per la qualificazione dei cantieri come “unità produttiva”, stabilendo che: “la costituzione e il mantenimento degli stessi deve essere in esecuzione di un contratto d’appalto e i lavori devono avere una durata minima di almeno sei mesi”. Non sono invece configurabili come unità produttiva i cantieri che non soddisfino tali requisiti. Tutto ciò premesso, con la presente circolare si forniscono le istruzioni relative alla individuazione delle Strutture territorialmente competenti per la concessione della CIGO, nonché i soggetti legittimati ad adottare i provvedimenti amministrativi di concessione della integrazione salariale ordinaria o di reiezione della domanda.

Per una istanza di CIG Ordinaria la struttura territorialmente competente alla concessione è individuata in base ai seguenti criteri. Se l’Unità produttiva è ubicata nella medesima provincia dove è iscritta l’Azienda, la sede Inps territorialmente competente a ricevere la domanda è quella presso cui è iscritta l’Azienda. Se l’Unità produttiva è ubicata in una provincia diversa da quella dove è iscritta l’Azienda, la sede Inps territorialmente competente a ricevere la domanda è quella presso cui è ubicata l’Unità produttiva. Nel caso in cui l’Unità produttiva, oltre ad essere “fuori provincia” rispetto alla sede INPS presso cui è iscritta l’azienda di riferimento, è ubicata in un’Area metropolitana o in una Provincia con almeno una Agenzia complessa, la sede territorialmente competente a ricevere la domanda è rispettivamente la Direzione metropolitana o la Direzione provinciale, a prescindere dalla circoscrizione territoriale in cui è ubicata tale Unità produttiva. Se il Cantiere non è qualificabile come Unità produttiva (vedi msg. 7336/2015), la sede Inps territorialmente competente a ricevere la domanda è quella presso cui è iscritta l’Azienda. In tali fattispecie, per l’istruttoria delle domande relative ad eventi meteo nel settore edilizia ed affini, in attesa dell’attivazione della convenzione con un unico soggetto abilitato alla fornitura dei dati, le Sedi Inps dove è ubicato il cantiere dovranno rendere disponibili tutte le informazioni e i dati necessari alla Sede Inps competente alla trattazione della domanda. Fino a quando non saranno effettuati i necessari adeguamenti procedurali, le sedi INPS che riceveranno la domanda dovranno attribuirla alla sede INPS di competenza in base ai principi sopra illustrati.

Soggetti legittimati ad adottare i provvedimenti amministrativi di concessione della integrazione salariale ordinaria o di reiezione della domanda
Come sopra evidenziato, l’Istituto nella circolare n. 197 del 2 dicembre 2015, ha espressamente previsto che i direttori di sede avranno l’esclusiva competenza circa la definizione delle istanze di CIGO. Per ragioni di carattere operativo – funzionale, la definizione delle istanze di CIGO può essere delegata formalmente dal Direttore metropolitano/provinciale e di Filiale di coordinamento, mediante apposito ordine di servizio, alla dirigenza di sede. In particolare, per quanto riguarda le Direzioni metropolitane/provinciali e le Filiali di coordinamento, si attribuisce ai direttori delle strutture in questione l’esclusiva competenza sulla definizione delle istanze di CIGO per le quali le medesime strutture sono territorialmente competenti, nonché la definizione delle istanze  di CIGO presentate presso le Agenzie complesse, territorialmente afferenti.

Istruttoria
Fino al momento dell’adozione del decreto del Ministro del lavoro e delle Politiche Sociali, di cui all’art 16, secondo comma, del decreto legislativo sopra menzionato, le Strutture territorialmente competenti, in sede di istruttoria della domanda, continueranno ad osservare i criteri di esame delle domande di concessione già applicati dalle Commissioni Provinciali. Si precisa che la fase istruttoria, oltre a seguire lo stesso iter procedimentale, continuerà, in attesa delle implementazioni procedurali che si renderanno necessarie, e che verranno illustrate con appositi, separati messaggi,  ad avvalersi delle medesime procedure già esistenti. Sin dall’emanazione della presente circolare, peraltro, si precisa che i provvedimenti di concessione della CIGO o di reiezione della domanda riporteranno, ovviamente, non più il riferimento alla Commissione Provinciale quale organo collegiale decisore, bensì indicheranno il nuovo organo monocratico nella persona del Direttore di Struttura o di un Dirigente suo delegato ai sensi di quanto previsto nella presente circolare.

Sanzioni e prescrizione
CONTRIBUTI NON VERSATI
I contributi Inps vanno versati entro i termini stabiliti in base agli importi e all’attività esercitata. Il mancato pagamento dei contributi fa incorrere in sanzioni amministrative. L’Inps infatti se non viene rispettata la data di pagamento provvede ad informare il contribuente con un avviso bonario dopodiché in caso di mancato riscontro le mette a ruolo nelle cartelle esattoriali. Proprio analizzando questa situazione cerchiamo di capire in merito ai contributi Inps non versati, quali sono le sanzioni e se c’è la possibilità che vadano in prescrizione.

1 A seconda della categoria di appartenenza (artigiani, commercianti, lavoratori autonomi, aziende con dipendenti), l’Inps in caso di mancato pagamento dei contributi previdenziali invia l’avviso bonario di pagamento e nel caso in cui il debito non viene pagato, vi è l’emissione della cartella esattoriale con l’iscrizione a ruolo.

2 Quando capita di non poter sostenere la spesa contributiva, l’unica cosa che è possibile ottenere è la dilazione a mezzo di rateizzazione (max 12 mesi) con la maggiorazione di interessi che oscillano dall’1 al 3% tenendo presente però che in contemporanea bisogna pagare anche le successive rate ordinarie entro i termini prestabiliti e poi scontato il debito iniziale si può rinnovare la dilazione per le rate successive, previo accordi diretti con l’ufficio di competenza territoriale. Quindi per il pagamento rateale è necessario compilare l’F24 nella sezione Inps ed indicare l’importo della rata, la data e gli interessi maturati per il ritardato pagamento. I termini di prescrizione per i contributi Inps non versati sono stati di recente ridotti a 5 anni, ma tuttavia questa possibilità può essere interrotta se nel frattempo è arrivata l’iscrizione a ruolo esattoriale che di fatto preclude ogni possibilità di ottenere la prescrizione stessa.

3 Uno spiraglio resta comunque aperto e si tratta di quello riguardante eventuali sanatorie governative o condoni fiscali e previdenziali che di fatto consentono di ottenere una forte riduzione pagando solo una piccola percentuale del debito pregresso.  Anche le calamità naturali possono far ottenere agevolazioni in merito ai contributi dell’Inps, attraverso una temporanea sospensione del pagamento dei contributi mensili o trimestrali che però terminato il periodo di stallo vanno comunque versati. Una particolare attenzione va opportunamente riservata alla trattazione contabile degli oneri sociali. Da evidenziare, poi, sempre restando in tema, che negli ultimi anni il dibattito sulla legittimità e sui termini di prescrizione è oggetto di disputa tra l’Inps e le associazioni di categorie, che più volte propongono una riforma del sistema previdenziale che dovrebbe definitivamente stabilire delle normative ben precise in merito.

Fisco
ORLANDI, NIENTE FARMACI NEL 730 PRECOMPILATO
Le spese farmaceutiche potrebbero non rientrare nel prossimo 730 precompilato: “C’è un problema con le farmacie, alcune associazioni di categoria nonostante la legge hanno equivocato sul termine e non hanno conservato parte degli scontrini. C’è una difficoltà oggettiva della categoria, la memoria è stata cancellata e le informazioni sono irrecuperabili”. Così si è recentemente espressa Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, in audizione alla Camera, specificando che “ci sono dei problemi tecnici, stiamo finendo di verificare”. Nel prossimo 730 precompilato “ci saranno le spese mediche, soprattutto tutto il sistema della tessera sanitaria e i dati che stanno arrivando dai medici”. Ha confermato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, rimarcando però che il problema sono le farmacie: “è un problema di intera categoria su cui per quest’anno c’è una difficoltà oggettiva perché queste memorie sembrerebbero ad oggi non recuperabili” e sebbene il provvedimento abbia avuto una lunga fase di preparazione, “c’è stato un problema di comprensione di quello che dovevano fare i farmacisti” Il direttore Orlandi ha poi evidenziato come per il modello 730 precompilato sia un momento di grande sviluppo, “siamo nella fase clou e speriamo di superare, con lo sforzo soprattutto di Sogei, i problemi dei lievi ritardi (stiamo ancora discutendo di quanto possano essere tollerati)”. Nella legge di stabilità – ha continuato Orlandi – ci sono anche alcune semplificazioni perché “fatemelo dire, questo è un Paese complicato e ogni anno si complica di più, il librone di deduzioni e detrazioni non è diminuito e ad ogni legge di stabilità aumenta”.

Carlo Pareto
c.pareto@alice.it

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