lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Francesco Castria
Parlare all’Italia consapevole
Pubblicato il 08-02-2016


Nello scorso mese di novembre, con alcuni compagni, abbiamo ritenuto opportuno, nell’ambito della stagione congressuale ormai alle porte, di favorire l’elaborazione di un documento “PSI. L’emozione e le tensioni di storie nuove”, che aveva quale motivazione principale la volontà di rappresentare come, all’interno della complessa e frammentata comunità socialista, vi fosse un nucleo di persone, prevalentemente giovani, che avessero voglia di occuparsi più del futuro, che del passato.

Lungi da ogni intento rottamatorio, consapevoli dell’importanza che storia e conquiste passate hanno per ogni militante socialista, il documento voleva porre all’attenzione degli iscritti, militanti e dirigenti del PSI come, per dare un futuro alla nostra cultura politica, bisognasse concentrare gli sforzi e le poche energie più su proposte e progetti rivolti a delineare un futuro ruolo dei socialisti nella politica italiana, che a rivendicare errori ed incomprensioni di stagioni precedenti, che poco hanno a che fare con la prospettiva politica del nostro partito.

Il breve documento, tra diverse prese di posizione e commenti, aveva raccolto un interessante numero di adesioni.

Più che un punto di arrivo, quella breve elaborazione voleva essere esclusivamente una base di partenza per una riflessione più ampia, da parte di una generazione socialista che, orgogliosa dei propri predecessori, tuttavia, rivendica il diritto di poter rappresentare ed interpretare il socialismo del XXI secolo, con le lenti di chi in questo nuovo millennio è cresciuto, si è formato, ha trascorso buona parte della sua esistenza, umana e politica.

Nasce da questa consapevolezza la serie di articoli, apparsi principalmente sull’Avanti, ed incontri che hanno quale obiettivo primario la redazione di una proposta politico-organizzativa, ancora in fase di elaborazione, che riesca a porre al centro dell’iniziativa dei socialisti, a partire già dal prossimo Congresso, forme organizzative nuove e più adeguate ai tempi, oltre che una strategia politica che ci restituisca un ruolo non marginale nella politica italiana.

Una nuova organizzazione, più snella, meno burocratica, plasmata sulla nuova architettura istituzionale delle città metropolitane, delle aree vaste e dei “100” collegi elettorali, aperta alla collaborazione con circoli, club tematici, fondazioni storico-culturali, associazioni della galassia socialista che, quantunque non rappresentate ovvero frequentate da iscritti al partito, possano essere coinvolte attivamente nelle scelte principali della nostra forza politica, sia di carattere organizzativo (si pensi alla partecipazione nelle elezioni dei vari organismi, elettorato attivo, ma non passivo), che di linea politica.

Una struttura agile ed efficace in grado di assumere decisioni in tempi certi, ma non limitando gli spazi di discussione, anzi ampliandoli e rendendoli più fattivi, anche mediante l’utilizzo proficuo delle nuove tecnologie informatiche: una piattaforma “intranet”, aperta ad iscritti, militanti, dirigenti, rappresentanti socialisti nelle istituzioni, in cui discutere e condividere, idee, progetti, buone pratiche, locali, quanto nazionali.

Il tutto accompagnato da forme più tradizionali di coinvolgimento che consentano di mantenere un legame solido e costante, non solo con gli attuali iscritti, ma anche con chi in passato nella politica, nelle istituzioni, nel sindacato, nelle università, nel giornalismo, nell’impresa, solo per citare alcuni campi, ha rappresentato i valori, le idee, le posizioni del socialismo italiano e di quella cultura laico-riformista che tanto manca nel nostro Paese; un modo per tenere unite esperienze e sviluppare una rete di relazioni, radicate nel passato, ma utili anche per il futuro.

In altre parole, un mix virtuoso di innovazione e tradizione organizzativa, al servizio di una rinnovata attività politica che faccia della qualità delle proposte politico-legislative socialiste e della profondità delle nostre riforme il proprio leitmotiv e segno distintivo.

Nel mare magnum della politica superficiale e demagogica dei nostri giorni, volta alla ricerca di un consenso generalizzato e trasversale di breve periodo, più che a risolvere i reali problemi strutturali dell’Italia, una forza politica in grado di scendere in profondità ed elaborare proposte organiche, su temi importanti quali riforme economiche ed investimenti, gestione della cosa pubblica e riduzione del debito, amministrazione della Giustizia, nuovi diritti civili e sociali, politica estera, mediterranea ed europea.

Una forza politica riformista, aperta e rinnovata, che sappia parlare all’“Italia consapevole” e si candidi a rappresentare, da posizioni di governo non demagogiche, quei cittadini, imprenditori, liberi professionisti, giovani, consapevoli appunto, che per far ripartire il Paese, gli slogan generici sul cambiamento, potranno anche essere utili a raccogliere il consenso, ma non saranno sufficienti a garantire né che questo cambiamento si effettivo, né che il medesimo sia proficuo per i più, anziché per i pochi, come purtroppo spesso avviene.

Una forza politica che rappresenti tutti coloro, sono alcuni milioni, che ogni giorno con impegno, dedizione, risorse proprie, combattono contro storie di ordinaria burocrazia, furbetti del quartierino vari, proprietari ed affittuari di immobili a loro insaputa, figli di…, ma che nonostante ciò nelle loro case, nelle loro imprese, nei loro studi, nelle nostre scuole ed università, continuano a credere che l’Italia possa farcela, che il Paese possa ripartire, consapevoli che per raggiungere la meta ci vorranno tempo e sacrifici, che la diagnosi prima e la cura poi dovranno essere somministrate con razionalità, serietà e costanza.

In poche parole, un partito che, riprendendo un felice slogan della nostra tradizione, rappresenti chi “vive del proprio lavoro e pensa con la propria testa”; non sono forse questi italiani gli “esclusi” del terzo millennio?

Francesco Castria

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