martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Frode per 13 milioni sul falso olio “Made in Italy”
Pubblicato il 02-02-2016


olio (1)Una vasta operazione condotta dall’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) e coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, ha portato al blocco di un vasto e collaudato sistema di frode, radicato in Puglia e Calabria, nel settore oleario. L’operazione, denominata ‘Mamma mia’, ha consentito di bloccare la commercializzazione di oltre 2mila tonnellate di olio extravergine di oliva falsamente fatturato italiano, per un valore di oltre 13 milioni di euro.

A seguito di una complessa attività di analisi e a un minuzioso lavoro di ricostruzione documentale, gli investigatori dell’ICQRF hanno accertato che, negli anni 2014 e 2015, oltre 2mila tonnellate di olio extravergine di oliva proveniente da Spagna e Grecia sono state commercializzate come olio 100% Italiano. Il complesso sistema di frode prevedeva il ruolo di imprese “cartiere” pugliesi e calabresi che emettevano falsa documentazione attestante l’origine nazionale di olio extravergine di oliva, in realtà spagnolo e/o greco, che – mediante artifizi e triangolazioni documentali – arrivava presso ignari soggetti imbottigliatori già designato come Made in Italy, pronto per il confezionamento e la distribuzione sul mercato. Le persone coinvolte provvedevano poi a smaltire l’olio non italiano attraverso vendite fittizie a operatori compiacenti, anche esteri, al fine di farne perdere le tracce.

Un’altra operazione nel settore oleario è stata annunciata dalla Forestale. Oltre 10.000 kg di olive da tavola colorate e pericolose per la salute sono state sequestrate in Puglia dagli agenti della Forestale, diretti dal gen.Giuseppe Silletti, del Comando Regionale per la Puglia e del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di Altamura – Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Diciotto imprenditori sono stati denunciati: dovranno rispondere di commercio di sostanze alimentari nocive e produzione di alimenti con aggiunta di additivi chimici non autorizzati dalla legge. La colorazione, con il fine di nascondere i difetti delle olive, avveniva utilizzando sia la clorofilla ramata sostanza alimentare classificata dalla UE come colorante E141, procedimento vietato dalla legislazione nazionale e da quella europea, sia il solfato di rame particolarmente nocivo alla salute umana.

“L’inchiesta coordinata dalla Procura di Trani, che ha consentito di bloccare la commercializzazione di oltre 2.000 tonnellate di falso olio extravergine di oliva per un valore di 13 milioni di euro, dimostra ancora una volta quanto grande sia l’allarme della contraffazione in Italia a cui quotidianamente devono far fronte i nostri produttori olivicoli. Senza contare il danno che viene causato ai consumatori”. Lo afferma in una nota Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera. “L’olio Made in Italy – sottolinea il parlamentare socialista – viene spesso mescolato a prodotti importati e venduto come italiano al 100%. Vere e proprie truffe che stanno creando ingenti danni al comparto olivicolo. È necessario controllare l’olio importato prima della messa in commercio. Così facendo si andrebbero a salvaguardare le campagne di produzione di tante aziende oneste, che stanno già lottando contro emergenze fitosanitarie e infestazioni”.

Redazione Avanti!

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