domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ho una passione
per Milena Gabanelli
Pubblicato il 24-02-2016


Ho da tanto tempo una passione per Milena Gabanelli, la conduttrice di Report, e non solo perché nonostante non sia più una donna giovanissima è ancora molto attraente, quanto per un’ammirazione profonda per la passione civile e l’intelligenza che mette nel suo lavoro di inchiesta. Stamane poi, leggendo il suo ultimo articolo sul Corriere della Sera – che va ringraziato per lo spazio che dà alle sue inchieste – mi sono accorto di esserne proprio irrimediabilmente invaghito.

Gabanelli interviene ancora una volta per spronare le istituzioni a combattere l’evasione fiscale e questa volta lo fa riprendendo e spiegando una proposta di estrema semplicità e di indiscutibile efficacia: mettere fuori corso le banconote da 500 euro.
Sì, quelle banconote che raramente, forse mai, ci sono passate tra le mani. Un taglio scomodo perché a nessuno viene in mente di presentarsi alla cassa del bar o dal giornalaio con la più classica delle richieste: “Scusi, ha da cambiare?”

Le banconote di quel taglio, infatti, hanno corso legale, ma sono virtualmente inutilizzabili per i cittadini normali. Sì, certo, c’è chi sostiene (in malafede) che sia normale per gli italiani, e gli stranieri, andare in giro a fare le spese quotidiane con rotoli di banconote nelle tasche e che per questo sia stato necessario aiutarli innalzando la soglia per l’uso della moneta fino a 3 mila euro per volta, ma la realtà è tutt’altra. Le grandi quantità di contante, ma in modo particolare le banconote da 500 euro, vengono utilizzate quasi soprattutto se non esclusivamente per traffici illegali, per acquistare e vendere armi, droga, pagare ‘mazzette’ … evadere il fisco.

Metterle fuori corso dall’oggi al domani, come sostiene meritoriamente Gabanelli, costringerebbe i possessori a recarsi in banca per depositarle o cambiarle con tagli più piccoli e, grazie alle regole antiriciclaggio, il fisco potrebbe finalmente scoprire fortune di dubbia provenienza.

Gabanelli non ha ‘inventato’ questo stratagemma, ha solo raccontanto una proposta che circola da tempo nell’Ue, ma che stranamente, molto stranamente, non si concretizza mai se anche le istituzioni europee, e non solo quelle italiane, avessero davvero a cuore il problema.
Prendono tempo lasciando che se ne parli per, suggerisce Gabanelli, dare il tempo a chi ha il problema di disfarsi di quelle banconote viola, prima che sia troppo tardi.

Ecco, metterei anche questo tra le priorità di un programma di una forza politica di sinistra.

Carlo Correr

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Commenti all'articolo
  1. Condivisibilissimo il criterio e l’idea, ma è evidente il muro di gomma della governance che fa le battaglie all’evasione solo per i titolo dei giornali, o per i programmi politici disattesi con sistematica puntualità. Grande anche l’idea che “le priorità di un programma di una forza politica di sinistra” siano queste..

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