domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Governo. Gruppo unico per le Bcc, ma rinvia indennizzi
Pubblicato il 11-02-2016


Carta credito BCCLe Bcc saranno sotto una holding unica ma chi non vorrà aderire avrà il suo paracadute di uscita, l’accordo Ue sulle garanzie diventa legge, le vendite all’asta fallimentari saranno meno care e le norme per gli indennizzi ai risparmiatori arriveranno nei prossimi giorni. Nulla di fatto invece per la parte degli indennizzi ai risparmiatori di Banca Etruria (dichiarata oggi insolvente, ndr), Banca Marche, Carife e Carichieti.


Al termine di un Consiglio dei ministri durato tre ore, ieri sera il Governo ha varato il nuovo ‘decreto banche’ con la riforma del settore cooperativo che vede finalmente la luce, alla fine di mesi di frenate e modifiche con il governo che accoglie una delle proposte avanzate da alcuni segmenti della cooperazione critici del provvedimento e in un momento grandissima turbolenza delle borse innescata proprio dalle debolezze dei titoli bancari.

Nulla di fatto invece per la parte degli indennizzi ai risparmiatori delle 4 banche che sono state commissariate Banca Etruria in testa e dichiarata proprio oggi insolvente dal Tribunale di Arezzo, Banca Marche, Carife e Carichieti, con relativo azzeramento del capitale degli azionisti e dei possessori di obbligazioni subordinate. Le norme sugli indennizzi agli obbligazionisti delle 4 banche interessate al decreto di novembre verranno stralciate per essere regolate da semplici decreti ministeriali.

“Non c’è nessun rinvio” – ha chiosato il premier, le misure previste “per i rimborsi delle persone che verranno riconosciute come truffate dall’arbitrato sono sostanzialmente pronte e arriveranno a giorni”. Pubblcità BCC
Sul fronte delle Banche di Credito Cooperativo (Bcc) alla fine è prevalsa la scelta per la creazione di un grande gruppo cooperativo con una massa critica che possa andare “nella direzione del consolidamento” auspicata più volte e mantenendo “un modello, quello delle Bcc, che non va buttato tutto via, va difeso ma anche protetto”. Le banche quindi saranno “libere di non aderire” alla holding e rimanere cooperative o spa a patto però che abbiamo una soglia minima di patrimonio di 200 milioni di euro e che versino, per poter mantenere le riserve (ora formalmente pubbliche) all’erario il 20%.
Attualmente, ha ricordato il ministro Padoan, sono circa una ‘decina’ le Bcc che corrispondono a questo identikit, ma non è detto che tutti scelgano di stare fuori dalla nuova holding. Il governo invece non ha accolto l’idea di consentire agli istituti la trasformazione in popolari contenuta nel progetto di autoriforma. Sulle popolari infatti il premier ha ribadito come l’azione del governo punta a non crearne di nuove ma di aggregarne.

Con i provvedimenti in cantiere l’esecutivo punta a rafforzare il sistema bancario, velocizzando la cessione dei crediti. “Le vendite all’asta saranno per tutto il 2016 esenti dall’imposta di registro, vale più di 200 milioni ed è un messaggio per semplificare la questione dei crediti incagliati”.
“Il sistema italiano – è solido, non è il più preoccupante del mondo, sono molto più preoccupato per banche di altri Paesi anche più solidi dell’Italia anche perché una crisi del sistema bancario, ad esempio, in Germania ha certo effetti anche da noi”.

Le decisioni del CdM sono un tentativo di mettere ordine nei guai del sistema bancario, quelli vecchi e quelli nuovi, e rassicurare i risparmiatori in un momento in cui proprio il sistema creditizio appare come il punto debole del sistema Italia e anche della finanza internazionale.

Le norme sugli indennizzi agli obbligazionisti delle 4 banche che devono essere regolate con dei decreti ministeriali, sono un punto delicato e anche molto complesso (in fin dei conti si tratta di spendere i soldi dei contribuenti per restituire il denaro perduto da chi aveva acquistato i titoli a più alto rischio delle banche e che proprio per questo può finire sotto la censura di Bruxelles) che ha tenuto occupato per settimane Tesoro, Anac, Consob e Banca d’Italia, nella partita che il Governo sta giocando nel settore creditizio.

Banca EtruriaL’arbitrato, gestito dall’Anac, dovrà tenere conto di una serie di elementi, a partire dalla correttezza del profilo di rischio affidato al singolo risparmiatore, oltre all’esposizione (e quindi all’entità della perdita) del singolo risparmiatore. E proprio sulla trasparenza dei prospetti informativi arriva un segnale dall’Abi, che ha scritto al presidente della Consob, Giuseppe Vegas, in vista del Comitato esecutivo Abi del 17 febbraio cui Vegas parteciperà. Una semplificazione “è urgente” scrive l’associazione degli istituti di credito, e può essere raggiunta “in poche settimane”. Una apertura gradita alla vigilanza sulla Borsa, che più volte negli ultimi anni aveva sollecitato a muoversi in questa direzione. “L’impegno delle banche italiane – risponde Vegas a Patuelli – potrà contribuire a far sì che i risparmiatori ritrovino fiducia nel sistema finanziario”.Banche solidità patrimoniale

Anche questo provvedimento può influenzare il clima in borsa dove in molti temono per la sorte di diversi istituti di credito, incapaci di far fronte alle sofferenze dei creditori stritolati dalla crisi. Un nodo delicato su cui è intervenuto nella sue e-news anche il Presidente del Consiglio per dire che non è l’Italia l’epicentro della crisi. Ciò non toglie che il sistema bancario debba trasformarsi per diventare ancora più solido. L’intenzione del governo, ha ribadito Renzi, è quella di “incoraggiare i processi di trasformazione e fusione” per fare in modo che in futuro ci siano “meno sportelli e più digitalizzazione, meno retail e più banche di investimento”.


Il testo del CdM per le BCC

Misure urgenti per la riforma delle Banche di Credito Cooperativo (BCC) e altre disposizioni urgenti per il settore del credito (decreto legge).
Il Consiglio dei ministri su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, ha approvato un decreto legge contenente misure urgenti per la riforma delle banche di credito cooperativo e altre disposizioni urgenti per il settore del credito. Nello specifico il decreto legge contiene la riforma delle Banche di Credito Cooperativo (BCC) e il recepimento nella legislazione dell’accordo raggiunto con la Commissione Europea sullo schema di garanzia per agevolare le banche nello smobilizzo dei crediti in sofferenza. Inoltre, per favorire il recupero dei crediti, è stata inserita una misura che agevola la vendita di immobili in esito a procedure esecutive, prevedendo una netta riduzione dell’imposta di registro che deve essere versata nella misura fissa di 200 euro (anziché del 9% per valore di assegnazione). L’agevolazione è fruibile a condizione che l’immobile sia rivenduto nei due anni successivi.
Il pacchetto di misure si inserisce nell’ampio disegno di ristrutturazione del sistema bancario italiano con l’obiettivo di rafforzarlo, renderlo più resistente agli shock, mettere gli istituti nelle condizioni di finanziare adeguatamente l’economia reale e quindi favorire la crescita e l’occupazione. Fanno parte di questo disegno la riforma delle Banche Popolari approvata lo scorso anno e l’autoriforma delle Fondazioni di origine bancaria, sostenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in qualità di Autorità di vigilanza.

La riforma delle BCC consentirà di superare le criticità che presenta la vigente disciplina del settore: debolezze strutturali derivanti dal modello di attività, particolarmente esposto all’andamento dell’economia del territorio di riferimento, ed anche dagli assetti organizzativi e dalla dimensione ridotta. Allo stesso tempo viene confermato il valore del modello cooperativo per il settore bancario e rimane il principio del voto capitario.

Le linee guida dell’intervento riformatore sono:
•    confermare il ruolo delle BCC come banche cooperative delle comunità e dei territori;
•    migliorare la qualità della governance e semplificare l’organizzazione interna;
•    assicurare una più efficiente allocazione delle risorse all’interno del sistema;
•    consentire il tempestivo reperimento di capitale in caso di  tensioni patrimoniali, anche attraverso l’accesso di capitali esterni al mondo cooperativo;
•    garantire l’unità del sistema per accrescere la competitività e la stabilità nel medio-lungo periodo.

In particolare, la riforma del settore del credito cooperativo prevede:
•    Obbligo per le BCC di aderire ad un gruppo bancario cooperativo che abbia come capogruppo una società per azioni con un patrimonio non inferiore a 1 miliardo di euro. L’adesione ad un gruppo bancario è la condizione per il rilascio, da parte della Banca d’Italia, dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria in forma di banca di credito cooperativo.

La Bcc che non intende aderire ad un gruppo bancario, può farlo a condizione che abbia riserve di una entità consistente (almeno 200 milioni) e versi un’imposta straordinaria del 20 per cento sulle stesse riserve. Non può però continuare ad operare come banca di credito cooperativo e deve deliberare la sua trasformazione in spa. In alternativa è prevista la liquidazione.

•    La società capogruppo svolge attività di direzione e di coordinamento sulle BCC in base ad accordi contrattuali chiamati ‘’contratti di coesione’’.  Il contratto di coesione indica disciplina e poteri della capogruppo sulla singola banca. I poteri saranno più o meno stringenti a seconda del grado di rischiosità della singola banca misurato sulla base di parametri oggettivamente individuati.
•    La maggioranza del capitale della capogruppo è detenuto dalle BCC del gruppo. Il resto del capitale potrà essere detenuto da soggetti omologhi (gruppi cooperativi bancari europei, fondazioni) o destinato al mercato dei capitali.
•    Al fine di favorire la patrimonializzazione delle singole BCC è stato elevato il limite massimo dell’investimento in azioni di una banca di credito cooperativo e il numero minimo dei soci.

•    La capogruppo potrà sottoscrivere azioni di finanziamento (di cui all’articolo 2526 del codice civile) per contribuire al rafforzamento patrimoniale delle BCC, anche in situazioni diverse dall’inadeguatezza patrimoniale o dall’amministrazione straordinaria.

•    Disposizioni transitorie: la banca che intende assumere il ruolo di capogruppo deve trasmettere la relativa comunicazione alla Banca d’Italia entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di attuazione della stessa Banca d’Italia.  Il contratto di coesione è stipulato entro 90 giorni dalla conclusione degli accertamenti di Banca d’Italia. Sono previsti 60 mesi dall’entrata in vigore della legge per l’adeguamento da parte delle BCC al nuovo numero minimo di soci.

Il decreto legge include inoltre le disposizioni che permettono di avviare il regime di garanzia sulle passività emesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione realizzate a fronte della cessione da parte di banche italiane di portafogli di crediti pecuniari qualificati come sofferenze. La misura ha caratteristiche tali da escludere la presenza di elementi di aiuto come formalmente confermato oggi dalla Commissione europea.

Scopo della misura è favorire lo sviluppo del mercato italiano dei non performing loans (prestiti non performanti), facilitando l’accesso di investitori con orizzonte di medio-lungo periodo e contribuendo a ridurre la forbice di prezzo tra chi vende e chi compra crediti deteriorati, che rappresenta l’ostacolo principale per la crescita di questo mercato.

La garanzia dello Stato può essere concessa solo ai titoli della classe senior e  purché questi abbiano previamente ottenuto un livello di rating da una agenzia riconosciuta dalla BCE corrispondente a un investment grade. La garanzia diviene efficace quando la banca abbia venduto più del 50% dei titoli junior.

La garanzia è onerosa e il prezzo della garanzia è costruito prendendo come riferimento i prezzi dei credit default swap di società italiane con un rating corrispondente a quello dei tioli senior che verrebbero garantiti.

Il decreto legge definisce anche le caratteristiche delle operazioni ammissibili e dei titoli senior, la procedura di richiesta e l’eventuale fase di escussione delle garanzia.

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