sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

I beati dell’affittino
Pubblicato il 03-02-2016


Inutile girarci attorno. Ho sempre pensato che una parte cospicua degli italiani, la cosiddetta società civile, vivesse nella più assolta illegalità. Tra evasori fiscali, funzionari corrotti che pensavano che chiedere una percentuale sugli immigrati e gli zingari fosse anche giusto, falsi invalidi, come quella signora, richiamata da Gianantonio Stella nel fondo del Corriere di quest’oggi, che applicava alla nuova auto il permesso di parcheggio ereditato da una zia, o i tanti che clonavano autorizzazioni per entrare in centro storico, o i molti che usufruiscono senza averne diritti di case popolari, o i non pochi che riescono a farsi prescrivere false licenze dal lavoro, o i tanti furbetti del cartellino e i tantissimi che pur timbrando il cartellino guardano il soffitto senza lavorare, ci sono questi beati dell’affitto a canone zero, o quasi, del comune di Roma.

Che siano passati molti sindaci, l’ultimo Marino, e nessuno sia riuscito a intervenire su questo scandaloso utilizzo degli immobili comunali, ci sono almeno seicento inquilini che pagano, anche in zone di pregio e in immobili di lusso, assai meno di un gelato da Giolitti, urta con la sensibilità di tanti italiani che l’affitto devono pagarlo ogni mese. Ci sono tre misteri in questa brutta storia. Il primo riguarda i funzionari addetti ai contratti d’affitto. Possibile che non si siano mai accorti di questi regali, che pesano sul comune di Roma per circa cento milioni di euro l’anno? Erano distratti, hanno informato il livello amministrativo e politico di questa situazione o l’hanno consapevolmente governata anche a loro vantaggio? Il secondo riguarda le giunte e i sindaci. Come mai hanno ignorato l’esistenza di tale immonda nefandezza? Chi sono le persone, le famiglie, gli enti che ne hanno tratto vantaggio e che legame costoro hanno avuto con chi aveva il potere di intervenire? Perché non esisteva nemmeno un censimento come, con alta dose di stupore, ha evidenziato il commissario Tronca?

Ma ce n’è un terzo di misteri, retorici, e riguarda i tanti beneficiati. Possibile che tutti abbiano sempre fatto finta di niente e abbiano pagato anche 0,6 euro al mese per un appartamento senza sentirsi in colpa? Pensavano davvero di averne diritto? E questa sarebbe la società civile che magari protesta contro la corruzione… degli altri? Solo oggi si pubblicano i primi nomi dei beneficiari di tanta ottusa complicità. Appartamenti a Borgo Pio affittati a 8 euro, in via dei Chiaramonti, nel cuore della riserva naturale Valle dei Casali, il canone è di 0,60 centesimi, fino a via del Colosseo, 70 euro al mese con vista Fori. “Meno del 20 per cento di chi ha appartenenti nel I municipio, quello del centro storico, ha un regolare contratto», ha continuato Tronca. Dunque siamo di fonte non solo ad affitti simbolici, ma anche a inquilini abusivi che non sono mai stati fatti sloggiare. Una sorta di occupazione da parte di cittadini tutt’altro che poveri e bisognosi. Una rivolta all’incontrario. Far pagare chi non può e non fare pagare chi può, pare il nuovo motto romano. Che bellezza, mentre esplodono palazzine e Mafia fa rima con Capitale.

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