mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

I curdi combattono l’Isis
ma l’Occidente fa molto poco
Pubblicato il 19-02-2016


Isis-califfatoDa poco sono rientrato in Italia dal Kurdistan sud (iracheno), precisamente sono stato nella provincia della città petrolifera di Kirkuk nel nord dell’Iraq, dove sono riuscito a raggiungere la prima linea di combattimento tra le forze kurde e quella dello stato islamico. Kirkuk produce da sola più del 40% del petrolio dell’Iraq.

Gli uomini del califfo erano arrivati alle porte di questa città e avevano l’intenzione non solo di occuparla ma soprattutto controllare la produzione del petrolio che è vitale per l’intero paese. Quindi sono stati subito respinti dalle forze kurde e costretti a ritirarsi verso aree interne della provincia di Kirkuk. La linea di difesa dei kurdi è composta dai Peshmarga (guerriglieri storici) e dalle forze kurde del partito dei lavoratori del PKK. Non è una sorpresa che le forze del PKK siano in questa area, al contrario, a loro va dato molti meriti circa il respingimento delle forze dei taglia gole. Il PKK è una forza fondamentale per l’intero Kurdistan contro lo stato islamico e altri eventuali nemici dei kurdISIS-cartinai. La linea di difesa lunga vari chilometri e a distanze ravvicinate è difesa dai Peshmarga e le forze del PKK, ovviamente insieme attaccano e respingono gli attacchi dello stato islamico. Personalmente ho raggiunto le postazioni del PKK da dove si vedevano a occhio le basi militari dei taglia gole. In una postazione di queste ho discusso con i responsabili del sito e mi hanno informato del motivo della loro presenza lì e della situazione in generale. Ovviamente eravamo sotto tiro delle armi degli uomini in nero e mi informavano che le bombe dei loro mortai raggiungono tranquillamente questi siti. Questo sito dove sono insediati i guerriglieri del PKK era un villaggio strappato dallo stato islamico e ora per motivi di sicurezza non è abitato. Qui tra le file dei guerriglieri ho conosciuto delle ragazze molto giovani addirittura qualcuna di questa aveva solo 19 anni, erano lì già da un anno, molto determinate e convinte di combattere il ‘nemico dell’ umanità’ come chiamavano loro gli uomini dello stato islamico.

Uno dei responsabili mi riferiva che i Daish (uomini dello stato islamico) sono nemici dell’umanità, che i Daish non sono un partito politico ma è un programma, che la Turchia collabora con loro, la Turchia fa parte della Nato, e la Nato è al corrente della collaborazione della Turchia con lo stato islamico, perciò diceva il responsabile che le forze alleate dell’ occidente non sono serie nel combattere i Daish.

Non è un mistero che la Turchia collabori con le forze dei Daish, c’è molto materiale che testimoniano tale attività, la Russia pubblicamente ha accusato la Turchia a tale riguardo.

Riflettendo sulla situazione e la politica di quell’area, si comprende facilmente che la coalizione occidentale con il suo portabandiera Stati Uniti, non ha nessun piano politico programmato, la loro incapacità politica sta causando distruzioni, morti e spostamento di intere popolazioni. La cultura e tradizione millenaria di quell’area per qualcuno vale molto meno del valore di un barile di petrolio.

Kawa Goron

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