venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

I regali di Roma al Msi e al Pci-Pds-Ds-Pd…
Pubblicato il 04-02-2016


Siamo chiari. Se un Comune, come quello di Roma, regala di fatto una sede al Msi e applica un afflitto di 14mila euro l’anno alla sezione più prestigiosa del Pci-Pds-Ds e poi Pd, che non sono mai stati pagati, tutto questo non si configura nei fatti come finanziamento illecito? Per di più a scapito delle casse comunali, dunque pubbliche, dunque pagato direttamente dai cittadini. Ogni giorno la vicenda degli immobili del comune di Roma, regalati o quasi a singoli, a famiglie, a enti si accresce di nuovi inquietanti particolari. Siamo adesso arrivati ai partiti. Quali partiti? Non tutti, certo. Adesso emergono i partiti che più erano vicini alle ultime amministrazioni, quelle dei sindaci Alemanno e Marino.

Possibile che nessuno se ne sia accorto prima? Ieri sottolineavo il fatto che alle negligenze del comune si siano accompagnate le tante accondiscendenze private. Non abbiamo più parole, oggi che emergono i particolari che si riferiscono a queste due sezioni di orientamento politico opposto. Quella del Msi, con sede a Colle Oppio, una delle culle della destra romana, esiste dal 1947 e il contratto d’affitto è rimasto fermo per settant’anni. Sapete a quanto ammonta anche adesso? A ben 154,92 euro l’anno. Dunque circa 13 euro al mese. Oggi la sede è frequentata dai giovani di Fratelli d’Italia e lì ha preso le prime mosse la stessa Giorgia Meloni. S’ode a destra uno squillo? Ecco che risponde subito eguale squillo a sinistra.

La sede del Pci, poi Pds, Ds e infine Pd di via dei Giubbonari, alle spalle di Campo dei fiori, è sempre stata il simbolo della Roma rossa. Ma è diventata oggi il simbolo della sinistra al verde. Perché la sezione che fu di Achille Occhetto e Sandro Curzi e alla quale si iscrisse anche Giorgio Napoitano, non ha mai pagato l’affitto che ammonta a 14.910,48 euro l’anno. Così non pagando un anno, poi due e poi dieci si è arrivati ad accumulare un debito col Comune di Roma di ben 170mila euro. Il commissario del Pd romano, e presidente nazionale del Pd, Matteo Orfini dichiara oggi che da quando ha assunto l’incarico ha cercato “di risolvere la questione”. Peccato che ancora non abbia tirato furori un soldo e che l’immobile sia ancora sede della sezione.

Perché denuncio queste anomalie? Perché non sono disposto a tacere su abnormi trattamenti di favore, visto che verso di noi vent’anni fa venne usata, con spietato clangore, la scure della strumentale questione morale e mentre le nostre sedi sono oggi ricavate spesso dai sottoscala dei condomini di periferia. Aggiungo anche che prima o poi si capirà che la politica costa e che i partiti se vogliono fare politica, avere sedi e funzionari e giornali, denunciano spese che i soli iscritti e qualche donazione privata non riescono a coprire interamente. Come avviene in mezzo mondo esiste il finanziamento pubblico. Per farsi belli costoro l’hanno praticamente abolito. Poi approfittano dei favori di sindaci e giunte per gravare le loro spese sui conti pubblici. Non è moralmente peggio?

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Commenti all'articolo
  1. Io penso che in questa vicenda, se non era per Tronca (almeno, così sembra) si sarebbe andati avanti all’infinito, ma sottobanco moltissimi sapevano di tutto questo. Bisogna andare a fondo e ripristinare una giustizia che fa acqua da tutte le parti. C’è chi paga un affitto di 900 Euro al mese per due, al massimo tre locali non certo in centro, ma come si può ancora tollerare tutto questo? Le presenze nelle piazze saranno pure un pò demodè, ma in questo caso qualcosa sarebbe il caso di fare, anche perchè non è detto che la questione non sia ancora più vasta di quello che fin’ora è apparso.

  2. Concordo pienamente con le osservazioni del direttore.
    Noi occupiamo un locale di proprietà comunale di circa 10 mq.
    Un immobile centrale fatiscente costruito dai socialisti e requisito al comune nell’epoca fascista. Abbiamo sostenuto un po’ di spese per farlo apparire dignitoso. Paghiamo un affitto di circa 500 € all’anno + le spese. Facciamo la colletta fra i pochi iscritti per pare il dovuto. Non ho mai capito perché ai gruppi filatelici o micologici viene offerto gratuitamente un locale, occupandolo magari a rotazione mentre i partiti devono pagare possibilmente tanto! Una stupida propaganda che ha messo sotto accusa i partiti opponendoli quali “incivili” alla “società civile” degli amici dei francobolli e dei funghi porcini. Non gravare sulle casse comunali è giusto ma riconoscere il ruolo dei partiti ed aiutarli a svolgere il ruolo che loro compete è doveroso. Un finanziamento pubblico ragionevole è indispensabile se non si vuole cadere nelle mani di finanziatori siano essi occulti o meno.

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